Parto prematuro: come fronteggiarlo, la crescita del fenomeno in Italia

Parto prematuro: come fronteggiarlo, la crescita del fenomeno in Italia

Diverse le cause che riassume al meglio il professore Claudio Fabris, neonatologo presso l’Università degli Studi di Torino il quale amnmette che innanzitutto di fronte a parti prematuri si dovrà in primis indagare sulla salute della donna; infezioni, un’alimentazione sbagliata mantenuta a lungo durante la gravidanza,

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    bambino prematuro

    Guardiamo i dati più recenti e scopriamo qualcosa di inquietante; ovvero, oggi nascono troppi bambini prematuri, lo dimostrano le statistiche che ci informano come ogni anno nella sola Italia vengano al mondo ben 5.000 bambini nati prima della trentaduesima settimana di gravidanza, dunque prematuri, con un peso alla nascita ben al di sotto di un chilo e mezzo.

    Inutile non considerare il fatto che se nei confronti di questi bambini non si pongono in atto elevati standard di assistenza si rischia di farli morire in breve tempo. La casistica, come visto, è alta, ma se consideriamo un altro dato, lo scenario diviene ancora più inquietante, ovvero, sono 13 i bambini che in tutta Italia ogni giorno nascono prematuri.

    C’è tuttavia da dire che grazie alle nuove strumentazioni e alla migliorata assistenza per tali piccoli pazienti, oggi 90 neonati su cento riescono a superare il problema e a sopravvivere successivamente alla stregua di tutti gli altri bambini, appena cinquant’anni fa il numero di sopravvissuti era solo di 25 bambini su cento. Dunque dati che in una qualche misura ci tranquillizzano di più, almeno secondo questo aspetto, ma fino ad un certo punto, perché quando osserviamo un’ importante costante, quella che indica che i parti prematuri aumentano di numero, anno dopo anno, ed in Italia non tutti i reparti sono attrezzati per fronteggiare l’emergenza, si rischia di piombare nell’incredulità al punto che perdurando una tale situazione, bisogna ammettere che per nascere bisognerebbe scegliere il posto giusto, visto che in alcune aree geografiche del Paese non vi sono molte possibilità per intervenire al meglio di fronte a tali piccolissimi pazienti.

    Ma perché si nasce prematuri

    Diverse le cause che riassume al meglio il professore Claudio Fabris, neonatologo presso l’Università degli Studi di Torino il quale amnmette che innanzitutto di fronte a parti prematuri si dovrà in primis indagare sulla salute della donna; infezioni, un’alimentazione sbagliata mantenuta a lungo durante la gravidanza, fattori ambientali, come l’inquinamento atmosferico, problemi alla placenta…. tutte cause che finiscono sul banco degli imputati. Curioso è il fatto che la natura in questo modo ed a modo suo “salva” il piccolo facendolo fuoriuscire prima del previsto dall’ambiente malsano in cui si trova.

    Si tratta a questo punto di capire come mai oggi più di ieri si assiste a più parti prematuri e qui potremmo dire che oltre ai fattori di cui sopra si aggiunge un altro problema dei nostri tempi, ad esempio, come non citare l’orientamento di molte coppie di affidarsi alla fecondazione assistita che spesso si caratterizza per i parti gemellari o, addirittura, trigemellari, con condizioni tutt’altro che ottimali per i nascituri all’interno di un ambiente con scarse possibilità di nutrimento e di spazio. A questo aggiungiamo anche un altro fattore tipico della nostra epoca, l’aumento dell’età della donna per affrontare una gravidanza rispetto al passato esponendosi ad una sequela di malattie che aumentano progressivamente con l’età della futura mamma; ingredienti tutti per spiegare l’aumento esponenziale dei parti prematuri ai giorni nostri.

    Oggi la moderna medicina riesce a fronteggiare l’emergenza di un parto prima del previsto, si pensi alle moderne incubatrici che riproducono un ambiente quanto più fisiologico possibile proteggendo il piccolo dall’ambiente esterno e persino dai rumori che potrebbero determinare seri danni al suo piccolo cervello.

    Nell’incubatrice il neonato viene lasciato finchè non raggiunge un peso di poco inferiore ai due chilogrammi ed a questo punto viene dimesso potendo crescere come tutti gli altri bambini.

    Genitori, medici, paramedici, tutti insieme

    Oggi più che mai è importante prevedere la possibilità di un parto prematuro ma soprattutto non facendosi trovare di fronte a questa evenienza impreparati cosicché, nel caso si fosse lontano da un centro medico attrezzato, potendo, si dovrà raggiungerlo il più presto possibile, così come si dovrà portare il bambino in ambulanza o in elisoccorso quando la distanza dal centro non consentirebbe di raggiungerlo prima che il parto avvenga.

    Al di là di questo, vediamo cosa dice il Professor Fabris a proposito del rapporto che sia i familiari che il personale dei reparti dovranno tenere nei confronti di un bimbo nato con largo anticipo rispetto al previsto; “ cerchiamo di tenere vicini i bimbi ed i loro genitori, esordisce lo studioso, l’alleanza tra medici, genitori e infermieri è un elemento importante nel percorso di un bambino prematuro. I genitori quindi devono potere avere libero accesso, 24 ore su 24 nei reparti di terapia intensiva neonatale. Il problema è che la ma mamma sente di non avere eseguito il suo compito e quindi pensa di essere inadatta, il fatto di poter partecipare alle cure dando il suo latte, le consente di riappropriarsi del suo ruolo di madre”.

    Una cosa importante da sottolineare a proposito dei parti prematuri viene sempre dalle parole del professore Fabris, quando dice che “ la mamma deve mantenersi in salute, sottoponendosi a regolari visite ginecologiche, in modo tale che il medico si renda conto se c’è un rischio di parto prematuro, soprattutto se ci sono problemi di diabete o di pressione alta. E’ essenziale inoltre che smetta di fumare e di bere alcolici”.

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