Pronto Soccorso: di fronte a questi sintomi c’è solo da interpellare il medico!

Da ricordare che con quel minimo di preparazione medica che avrà colui o colei che non appartiene all’ambito degli addetti ai lavori, si potrà riuscire ad interpretare quei sintomi elementari che a volte possono rivelarsi preziosi in attesa che arrivino i soccorsi; quelli veri!

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    118

    Abbiamo già visto che di fronte a sintomi importanti non servono profonde conoscenze mediche per sperare di salvarci la vita, nella malaugurata ipotesi fossimo noi stessi coinvolti, o ci trovassimo di fronte all’esigenza di dover sperare di strappare a conseguenze estreme chi ci sta vicino; quello che ognuno di noi dovrà sicuramente fare è chiamare al più presto i soccorsi e anche in questi casi la tempestività è essenziale.

    Da ricordare che con quel minimo di preparazione medica che avrà colui o colei che non appartiene all’ambito degli addetti ai lavori, si potrà riuscire ad interpretare quei sintomi elementari che a volte possono rivelarsi preziosi in attesa che arrivino i soccorsi; quelli veri!

    Un semplice svenimento

    Di fronte ad un cambiamento improvviso del proprio stato, ad esempio, è necessario interpretare immediatamente queste variazioni cercando di non farci prendere dal panico, cosa sicuramente non semplice, soprattutto quando coinvolta è una persona a noi cara, ricordando che è elemento essenziale magari eccedere con un allarme ingiustificato, piuttosto che non fare nulla e, dunque, non allertare i soccorsi.

    Ad esempio, un improvviso capogiro, con annessa confusione mentale improvvisa possono essere il segnale di un abbassamento repentino della pressione dovuto a diverse cause che culminano in uno svenimento della persona, fatto questo che si risolve quasi sempre presto e bene ed, a volte, anche autonomamente. Ma ciò non dovrà significare che dovremo essere noi improvvisati soccorritori di fronte ad una persona che non rinviene a giudicare l’opportunità o meno di rivolgerci ai medici.

    Intanto diciamo che assistere ad uno svenimento di una persona in un locale affollato, accaldato, in presenza di situazioni estreme come ad esempio lunghi viaggi in mezzi di locomozione scomodi e via di seguito, può essere un’evenienza spiegabile con il contesto in cui ci si trova ed è dunque facile pensare che per il malcapitato lo svenimento è conseguenza della situazione a lui contingente. In questo caso il consiglio è quello di areare l’ambiente il più possibile senza creare però correnti d’aria eccessive, far distendere la persona sollevandole le gambe, allentare vestiti e quanto in genere costringa gli arti e aspettare che il quadro clinico migliori e nel frattempo evitare nella maniera più assoluta di somministrare alcunché fino a che la persona sia incosciente; solo quando si sia ripresa è possibile somministrare dello zucchero che di norma riporta la situazione nella normalità. Evitare dolciumi o bevande zuccherate; è sempre meglio lo zucchero somministrato tal quale. Se lo svenimento perdura è indispensabile allertare i soccorsi!

    Di fronte a questi sintomi è invece indispensabile chiamare il 118

    Ci sono casi in cui a nessuno dovrà saltare in mente di sostituirsi ai veri soccorsi rappresentati dal 118 e dunque da personale medico e paramedico specializzato; nello specifico parliamo di una sintomatologia che ci dovrà far pensare all’approssimarsi di un ictus; evenienza questa che può condurre in breve tempo la persona anche a morte o lo porrà di fronte a danni irreversibili funzionali; ne deriva che i soccorsi per lo più demandati al 118 diventano essenziali e tanto più immediati saranno, quanto maggiori saranno le possibilità di salvare la persona.

    Quando parliamo di ictus ci riferiamo ad un corollario di sintomi visibili che ci fanno pensare ad una sofferenza del cervello dovuta ad una temporanea mancanza di sangue e dunque di ossigeno dovuta a diverse cause. Ma mentre l’ictus si presenta, a seconda della gravità, in maniera plateale e dipendendo dalla vastità del danno subito dal cervello si presenta con conseguenze evidenti via, via più drammatiche in funzione dell’area interessata, vi sono forme di pre-ictus, definite come “ campanelli di allarme” tecnicamente ascrivibili ai “ TIA”.

    Un Tia può preludere un vero ictus a distanza anche di anni, ma a volte anche di ore, ne deriva che un quadro clinico del genere va pure tempestivamente segnalato al 118, ciò al fine di intervenire con le cure tempestive, anche se difficilmente un Tia, nell’immediatezza, uccide una persona.

    Plateale è invece il caso di un soggetto che quasi improvvisamente e progressivamente si blocca per metà del suo corpo, cadendo o non riuscendo a camminare più, oppure, che a questo stato associa anche una impossibilità di parlare o di farsi capire o, ancora, perda del tutto conoscenza, spesso stramazzando al suolo. E’ ovvio che ci si trova nella più assoluta emergenza, al punto che se il 118 ha difficoltà ad intervenire è necessario raggiungere al più presto il Pronto Soccorso, ma potendo, il 118 è sempre la migliore delle soluzioni possibili. In ospedale alla persona coinvolta verrà praticata una terapia mirata volta a disciogliere gli eventuali coaguli che occludono il/i vasi e questo andrà fatto al più presto.

    Nel caso di un TIA, invece, l’ischemia che si determina è transitoria e potrebbe essere causata dagli stessi fattori che determinano un ictus, ma in maniera meno massiccia e per un periodo più limitato e, dunque, di norma risolvibile più facilmente. Ma anche in questi casi dovranno essere allertati i soccorsi, perché il rischio di assistere ad un peggioramento dei sintomi è quanto mai reale.

    Di norma una persona colpita da un TIA ha infatti un peggioramento progressivo ma meno veloce dei sintomi che possono essere rappresentati ad esempio dall’evidenza che il paziente cominci a biascicare le parole che divengono sempre più incomprensibili, avverta o meno mal di testa, sicuramente sarà confuso e spaventato, potrà avere difficoltà a muoversi, pur restando vigile ed autonomo, tenderà a storcere il labbro e la bocca risulterà spostata da un lato. A volte i sintomi sono ancora più sfumati e dunque meno evidenti, ad esempio si può assistere ad un improvviso cambiamento dell’eloquio della persona interessata ( disartria ), il paziente può pronunciare frasi sconnesse o di significato strano. In qualsiasi caso, il paziente va inviato al più presto in ospedale, 118 o meno, non bisognerà mai perdere tempo, c’è ancora da sperare che un giorno vi ringrazierà per la vostra tempestività!