Come affrontare un tradimento: i consigli dello psicologo

Come affrontare un tradimento: i consigli dello psicologo

La dr.ssa Daniela Benedetto, specialista in psicologia, ci aiuta a comprendere come vivere e superare una crisi di coppia degenerata in un tradimento

da in Pazienti.it: l'esperto risponde, Psicologia
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    Come affrontare un tradimento

    Il tradimento: uno degli argomenti più difficili da affrontare per una coppia. Si può superare? Perdonare? Magari, dimenticare? Abbiamo rivolto alcune domande alla dr.ssa Daniela Benedetto, specialista in psicologia, per capire come vivere questa situazione, tutt’altro che facile.

    Credo che i sintomi, come tali, siano sempre ben evidenti quando conosciamo il nostro partner e le sue abitudini, ma non sempre siamo pronti a riconoscerli e ad affrontarne le conseguenze.

    Cambiamenti nello stile di utilizzo dei mezzi di comunicazione sia telefonici che relazionali, o ancora nello stile di vita, dall’abbigliamento, alle diete o ancora ad orari improbabili di rientro dopo il lavoro ecc.

    Aspetti ambivalenti legati anche a repentini cambiamenti di umore del nostro partner o a un discontinuo relazionarsi con noi, a volte denigrandoci e a volte dedicandoci una attenzione esagerata.

    L’attività sessuale poi è la prima a dare segnali critici più su un piano di qualità, entusiasmo, passione e creatività, che sul numero dei rapporti in quanto tali. Un partner traditore minimamente ‘furbo’ starà attento a non modificare eccessivamente le abitudini.

    Ma non è questo il punto.

    Credo sia centrale chiederci se un elenco di possibili sintomi siano sufficienti per determinare la nostra decisione di volerne diventare consapevoli.

    Nel momento in cui il partner riconosce di essere tradito, farà i conti con una devastazione emotiva che lo porterà a sentirsi colpito nel rispetto della propria dignità, arrabbiato per non sentirsi riconosciuto e stimato, disilluso del partner e proverà profondi sentimenti di vuoto, disperazione e rabbia.

    Se il partner ‘tradito’ è minimamente una persona che si appoggia all’altro e lo vive come parte di sé, si sente incapace di sostenersi a prescindere dall’altro. Il riconoscimento del tradimento è vissuto come un vero e proprio trauma (lutto).

    Inoltre, questi eventi riattivano quasi automaticamente dinamiche di ‘abbandono’ e ‘tradimento’ che sono state parte del nostro vissuto relazionale nella prima o seconda infanzia quali la separazione/divorzio dei nostri genitori, un tradimento da parte di una figura affettiva di riferimento importante, il/la nostro/a amico/a del cuore che non ha saputo onorare il nostro affetto o impegno di fiducia e di stima…

    Se è vero che ricerchiamo i sintomi di un tradimento, è vero però che il tradimento stesso è il sintomo per eccellenza di una coppia che avanza segnali di una crisi latente.

    Questo ci fa comprendere quanto le cause di un tradimento o di un comportamento recidivante in tal senso trovino dimora nella coppia stessa oltre che nel singolo.

    Nell’intervista precedente rilasciata a –Tantasalute.it- sulla ‘relazione di coppia’ ho delineato le fasi principali di un rapporto di coppia che partono da una fisiologica fase simbiotica fino a evolvere verso la differenziazione, la sperimentazione, il riavvicinamento e l’interdipendenza.

    Spesso, però, sentimenti di vuoto, disistima, insicurezza, dipendenza affettiva e solitudine cominciano a pesare nel rapporto di coppia che non riesce a superare e a elaborare le prime due fasi del rapporto.

    In molte situazioni, il rapporto di coppia comincia ad andare alla deriva incominciando da una diminuita intimità reciproca, una scarsa sessualità specie in termini qualitativi, una ridotta progettualità di coppia.

    Inizialmente, il compagno che tradisce ritrova inconsapevolmente la passione e l’intimità persa nella relazione, riattivando una dimensione ‘adolescenziale’ in cui sente verso l’amante un insieme di emozioni, passione e potere.

    Il coniuge fedifrago si mantiene così (in psicologia ritroviamo gli elementi di un ‘vantaggio secondario’ del sintomo) del tutto inconsapevole dei sentimenti di vuoto, insicurezza, di solitudine, quali stati interiori che sono causa stessa dell’investimento su un altro nel tentativo inconsapevole di replicare una fase simbiotica ed evitare di evolvere in una dimensione relazionale di differenziazione e sperimentazione.

    Il partner traditore non è in grado di costruire un legame di relazione con il partner senza sentirne ben presto il peso del legame stesso ed evita in questo modo il riconoscimento del proprio limite nella incapacità di sapersi differenziare a prescindere dalla presenza dell’altro, attribuendo all’altro la ‘colpa’ di ciò che lui stesso non sa sostenere.

    La relazione con un/una amante favorisce la chiusura della nuova coppia clandestina in una dimensione percettiva magica, una dimensione ‘altra’ che viene alimentata e appoggiata da vissuti narcisistici, di arroganza e di svalutazione verso il partner tradito.

    Il partner tradito a sua volta conferma dinamiche personali non risolte che lo portano a rimanere invischiato in una dimensione simbiotica soffocante.

    Perché sia affrontata la dinamica di coppia è necessario che i partner, entrambi, siano consapevoli dei limiti del legame stesso.

    Questa consapevolezza in genere può essere raggiunta solo dopo una fase di rivelazione del tradimento che comporta di per sé un riconoscimento di un prima e di un dopo e un confronto di entrambi i partner con una serie di motivi causali, disillusioni e aspetti non elaborati.

    La crisi coniugale favorisce un rimettere in campo le energie e dare alla coppia una nuova opportunità per ri-cominciare da una prospettiva diversa.

    Gli strumenti imprescindibili per attivare questi nuovi processi sono:

    • Una buona comunicazione
    • Un ascolto attivo delle parti
    • Rispetto reciproco
    • Tanta umiltà
    • Comprensione e accettazione del passato
    • Riconoscimento dei limiti individuali e di quelli di coppia
    • Abbandonare il ‘potere’ nella relazione
    • Decidere un campo comune in cui si può giocare a carte scoperte
    • Decidere alcune regole nella comunicazione e nella relazione
    • Impegnarsi in progetti comuni
    • Recuperare l’intimità relazionale e sessuale
    • Attivare dei percorsi di psicoterapia individuale e/o di coppia (in caso ci sia necessità di essere accompagnati verso un sentiero comune)

    È possibile sì, ma le condizioni sono tante e devono essere volute e giocate da entrambi i partner.

    Il processo è comunque doloroso da una parte e di rinuncia dall’altro e può essere attivato solo a fronte della consapevolezza di ciò che, nella coppia, ha determinato il tradimento e dei vantaggi psichici e di salute che una sana riconciliazione può portare a entrambi.

    Quindi, escludendo le situazioni di una scelta consapevole di separazione, laddove le parti riconoscono un disinvestimento affettivo e sessuale reciproco e accolgono altre dimensioni affettive con le quali instaurano un sano rapporto d’amore e di relazione, ma anche escludendo i casi di tradimenti seriali in cui il traditore potrebbe essere oggetto di un disturbo bipolare o vittima di comportamenti sessuali compulsivi, o ancora un bugiardo cronico o un narcisista che vuole solo manipolare il partner, possiamo ora concentrarci, invece, su quei casi in cui il tradimento diventa il sintomo, il campanello di allarme, di qualcosa che nella coppia non sta funzionando.

    In questi casi, abbiamo bisogno di un ‘tempo’ per sbollire una naturale reazione di rabbia, risentimento e un vissuto di orgoglio ferito, a fronte poi di uno spazio che ci permetta, magari in coppia e aiutati da uno psicoterapeuta, di elaborare i nostri sentimenti attuali e tutto ciò che ha contribuito a ‘giustificare’ il tradimento stesso.

    Un’analisi consapevole dei limiti, nostri e dell’altro, nella relazione come ad esempio di una intimità trascurata, di un progettualità impoverita, di un dare l’altro/a per scontati, di un essersi accomodati in una relazione monotona e noiosa, di una scarsa o errata comunicazione, … può porre le basi per un nuovo rapporto.

    Entrambi i partner dovranno viaggiare su un piano di fiducia che andrà provata e confermata nel tempo, consapevoli del trauma doloroso che soprattutto chi è stato tradito è stato costretto a subire.

    Il tradito, troverà nel perdono per l’altro, quell’amore che aiuterà anche il partner ex traditore, a recuperare quella fiducia nel rapporto e soprattutto nel/a partner stesso/a che dimostra di essere in grado di mantenere coerenza e integrità al di là delle fratture passate.

    Forte della sua nuova consapevolezza e del suo rigenerarsi in termini di nuove opportunità e strategie anche l’ex traditore troverà un motivo per riconquistare il suo compagno o compagna e, consapevole della ferita ormai rimarginata, riprendere il proprio percorso.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:
    Dr.ssa Daniela Benedetto
    Psicoterapeuta Psicologo

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