Emicrania

Introduzione

L’emicrania è una patologia con sintomi specifici e cause ancora incerte che colpisce quasi tutti nell’arco della vita; per fortuna, esistono diverse cure e rimedi naturali per l’emicrania che sono in grado di farci stare meglio. Infatti, soffrire di mal di testa forte vuol dire convivere spesso con una patologia neurologica cronica, caratterizzata da ricorrenti attacchi di cefalea di varia intensità, che possono minare l’equilibrio psico-fisico di una persona se non curate adeguatamente. L’emicrania è un disturbo molto comune, che colpisce prevalentemente fino a una donna su cinque e un uomo su quindici. Anche se una cura risolutiva vera e propria non esiste, sono comunque disponibili farmaci efficaci per la gestione del disturbo, che possono prevenire e limitare i disagi. Vediamo insieme nello specifico cos’è l’emicrania, quando andare dal medico e come si effettua la diagnosi.

In generale, l’emicrania si caratterizza da un forte mal di testa ricorrente, maggiormente unilaterale, spesso in associazione con una serie di sintomi tanto seri da indurre chi ne è affetto ad aver bisogno di diverse ore di riposo. In un primo momento si manifesta con dolori localizzati nella parte anteriore o laterale della testa, che tendono ad aumentare di intensità; in una seconda fase, poi, l’attacco emicranico peggiora fino a dare la sensazione di una forte pulsazione che si concentra nel lobo frontale anteriore e sulle tempie. Con l’emicrania, nausea e vomito possono presentarsi frequentemente come sintomi.

Il dizionario riporta come definizione dell’emicrania una “cefalea localizzata a una regione della testa” che si accompagna a “disturbi secondari vari (nausea, vomito)”. Da questa definizione si può afferrare quindi meglio il significato della parola stessa ‘emicrania’, che rimanda infatti per la sua etimologia a una problematica che colpisce un solo lato della testa.

L’emicrania, come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è più comune nel sesso femminile, può interessare tutte le fasce d’età e sembra riconoscere una predisposizione familiare. In genere, è una patologia che comincia a colpire in età puberale, con i primi episodi che si concentrano nella fascia dai 15 ai 24 anni. Non è raro, tuttavia, che si notino delle forme di emicrania anche in bambini al di sotto dei 7 anni, in particolare in quelli di sesso maschile, per poi divenire più comune nelle giovani ragazze.

Si può soffrire di attacchi di emicrania in maniera ricorrente, con una frequenza moderatamente variabile: in base ad alcuni fattori di rischio, come ad esempio lo stress, il soggetto può presentare la sintomatologia qualche volta all’anno, fino ad arrivare a 3-4 volte alla settimana. Nella maggior parte dei casi, l’attacco emicranico dura qualche ora per poi risolversi più o meno spontaneamente o con l’ausilio di farmaci analgesici; nei casi più gravi, poi, si può accompagnare ad altri sintomi come la fotofobia, cioè la sensibilità alla luce (ed è per questo che, spesso, chi ne soffre necessita di isolarsi in locali bui).

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Sintomi dell’emicrania

Il sintomo principale dell’emicrania è il dolore alla testa, con intensità, durata e frequenza variabili da persona a persona; generalmente il mal di testa è monolaterale, pulsante e con una intensità che va da moderata a grave. In poco meno della metà delle persone che soffrono di emicrania, però, il dolore è bilaterale e associato alla tensione al collo e alle spalle.

La sensazione dolorosa può durare da poche ore fino a qualche giorno, specie negli adulti, e tende a peggiorare con il movimento o con l’attività fisica. L’emicrania viene definita cronica quando si verifica per almeno 15 giorni al mese, per un periodo di almeno 3 mesi.

Ciò a cui si deve prestare attenzione per capire la gravità dell’attacco emicranico, perciò, sono questi tre elementi:

  • Localizzazione del dolore: unilaterale, bilaterale, su collo e spalle
  • Intensità del dolore: se è sopportabile oppure impedisce le normali attività quotidiane
  • Variazione del dolore: se tende a peggiorare con la moderata attività fisica o rimane più o meno costante fino a scomparire

Normalmente, si parla di attacco emicranico quando si presentano almeno due di questi sintomi:

  • Localizzazione uni- o bilaterale
  • Pulsazione più o meno continua
  • Dolore di media o alta intensità
  • Peggioramento dei sintomi con il movimento

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Fasi dell’emicrania

L’attacco emicranico non è improvviso; nonostante i sintomi sembra appaiano da un momento all’altro, in realtà esistono alcune fasi che si accompagnano a questi. Non è detto che un paziente le attraversi tutte, ad esempio potrebbe non manifestarsi la fase aurea. Vediamole nel dettaglio:

Fase prodromica

Questa fase si verifica da qualche giorno fino a qualche ora prima della comparsa del dolore tipico dell’attacco emicranico. Sino al 60% dei pazienti presenta, infatti, alcuni sintomi tipici che preannunciano l’arrivo dell’emicrania, come ad esempio:

Fase dell’aura

Questa fase non riguarda tutti i pazienti che soffrono di attacchi di emicrania, infatti è stato stimato che ne soffre circa il 30% dei soggetti. Si definisce ‘aura’ quella condizione per cui alcune persone sperimentano qualche problema di tipo visivo, motorio o sensitivo nei momenti immediatamente antecedenti al verificarsi del dolore: questa fase può durare da quindici minuti a un’ora.

In alcuni casi invece possono accompagnare l’intero episodio emicranico. In altri, rarissimi, casi all’aura non segue alcun dolore ed è per questo che prende il nome di ‘emicrania silenziosa’.

Fase di dolore (emicrania)

Questa è la fase in cui compaiono i sintomi tipici dell’attacco emicranico, quindi, come abbiamo detto, dolore localizzato unilaterale o bilaterale alla testa (specialmente nella parte frontale, ma talvolta anche nella parte posteriore), in alcuni casi accompagnato da rigidità muscolare al collo o alle spalle. L’emicrania negli adulti può durare da qualche ora a qualche giorno, nei casi più gravi fino a 72 ore, mentre nei bambini non dovrebbe superare l’ora.

Come già precisato, può capitare che questa fase si accompagni a una sintomatologia più estesa, come nausea, diarrea, stitichezza, vista offuscata, naso chiuso, minzione frequente, pallore, sudorazione.

Fase di risoluzione e recupero

Trascorso un certo intervallo di tempo che, comunque, non supera solitamente i tre giorni, i sintomi dell’emicrania dovrebbero risolversi spontaneamente, soprattutto se il paziente si dedica al riposo assoluto. Nei casi di emicrania grave, il medico può prescrivere dei farmaci analgesici che contribuiscono a diminuire l’intensità del dolore. Gli effetti dell’attacco emicranico possono però, in alcuni casi, persistere anche per i giorni immediatamente successivi; il paziente può manifestare, infatti, cambiamenti repentini d’umore, difficoltà a livello gastrointestinale o a livello cognitivo, stanchezza e debolezza. Qualcuno si sente depresso o, al contrario, euforico.

Cause dell’emicrania

Le precise cause dell’emicrania sono tuttora sconosciute. Tuttavia, all’origine del problema sembrerebbero esserci prevalentemente una serie di fattori ambientali e genetici.

In passato, la teoria più accreditata era la teoria vascolare, ovvero quel particolare processo caratterizzato dallo spasmo rapido dei vasi encefalici seguito da una prolungata vasodilatazione extracranica. Tuttavia, tale alterazione non si mostrava in tutti i pazienti affetti da emicrania.

Non risulta quindi ancora chiaro che cosa provochi l’emicrania, con o senza l’aura, ma sembra sempre più confermato che l’azione di specifici geni renda più probabile la sua comparsa a seguito di alcuni fattori scatenanti, che possono fungere da inneschi, come lo stress o la disidratazione. Anche le modifiche dei ritmi circadiani sonno-veglia, come ad esempio il jet-lag, possono essere cause scatenanti dell’emicrania.

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Diagnosi dell’emicrania

Quando il dolore alla testa, uni- o bilaterale, è di media-alta intensità e, soprattutto, si ripete con cadenza ravvicinata, è opportuno recarsi dal medico per ottenere una diagnosi più precisa del disturbo.

La prima analisi che effettuerà sarà quella dell’osservazione della sintomatologia che si accompagna all’attacco emicranico: il dottore, perciò, inviterà il paziente a descrivere la frequenza e l’intensità del dolore, insieme ai sintomi precedenti o successivi. Può essere utile, in questa fase, tenere una sorta di ‘diario’ dell’emicrania, in cui annotare i dettagli che si accompagnano a ogni attacco emicranico: data, ora, intensità e localizzazione del dolore, durata dell’attacco e eventuale sintomatologia successiva. Tutti questi elementi saranno utili al medico per individuare eventuali fattori scatenanti e comprendere se l’emicrania ha carattere cronico o episodico.

Insieme all’anamnesi, per il medico sarà utile anche procedere una visita per valutare le condizioni generali del paziente. Questa comprenderà:

  • Misurazione della pressione arteriosa
  • Misurazione della frequenza cardiaca
  • Controllo della frequenza respiratoria
  • Misurazione delle funzioni motorie
  • Valutazione delle condizioni neurologiche e visive
  • Valutazione dello stato dei muscoli cervicali

Nel caso in cui il medico sospetti la presenza di altre patologie alla base dell’emicrania, potrà richiedere al paziente di sottoporsi ad altri esami diagnostici specifici, come:

  • Tomografia computerizzata (TAC)
  • Elettroencefalogramma
  • Risonanza magnetica cerebrale
  • Esami del sangue
  • Ecodoppler
  • Visita oculistica
  • Radiografia cervicale
  • Rachicentesi o prelievo lombare

Quando andare dal medico

Ci sono alcuni casi in cui è importante recarsi dal medico quanto prima, poiché l’emicrania con dolore ad altissima intensità può essere, a sua volta, sintomo di una patologia o condizione molto grave che potrebbe anche essere mortale se non trattata con tempestività.

Queste condizioni si accompagnano ad altri sintomi e sono, ad esempio:

Altre patologie che possono essere correlate all’emicrania, seppur non invalidanti o mortali, sono:

  • Sinusite
  • Emicrania tensiva, quando il dolore si estende al collo
  • Nevralgie

E’ importante recarsi il prima possibile dal dottore quando al dolore alla testa si accompagnano questi sintomi:

  • Paralisi o debolezza alle braccia
  • Disturbi della parola (difficoltà ad articolare parole o discorsi incomprensibili)
  • Mal di testa accompagnato da convulsioni, febbre alta, rigidità al collo
  • In generale quando si prova un dolore ‘mai provato prima’

Cura per l’emicrania

La scelta della strategia terapeutica contro l’emicrania dipende dalla frequenza e dalla gravità del mal di testa, dal grado di disabilità che provoca e dalle eventuali patologie concomitanti. L’approccio terapeutico più appropriato verrà quindi stabilito dal medico.

Nei soggetti che soffrono di un numero limitato di crisi emicraniche all’anno, la terapia farmacologica è mirata a stroncare il singolo attacco, mentre in coloro che soffrono di crisi frequenti e ricorrenti, per più di due giorni alla settimana, di solito viene predisposta una terapia preventiva, attraverso l’uso di farmaci e di integratori alimentari, oppure apportando modifiche nello stile di vita.

Generalmente vengono prescritti degli analgesici, ma nei casi più intensi si può ricorrere anche ad altri farmaci.

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Rimedi naturali per l’emicrania

Per alleviare l’emicrania non ricorrente di media intensità, è possibile affidarsi ad alcuni rimedi naturali che sapranno alleviare il fastidio e il dolore con effetti veloci e, in alcuni casi, immediati. Si pensi ai casi in cui l’attacco emicranico è dovuto alla disidratazione: basterà idratare il nostro corpo per notare subito effetti benefici sull’intensità del fastidio.

Poiché, inoltre, l’emicrania è solitamente indicatore del nostro stato psico-fisico è frequentemente associata ad alti livelli di stress: anche in questo caso, il rimedio più efficace sarà la rimozione del fattore scatenante dello stress; una volta individuato, poi, sarà più facile prevenire l’insorgenza di nuovi episodi emicranici.

Ma i rimedi naturali per l’emicrania non si fermano qui: utile è anche l’assunzione di integratori specifici o di erbe medicinali.

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Prevenzione dell’emicrania

Tra i rimedi non farmacologici contro l’emicrania, la prevenzione è forse il più importante e fondamentale, intesa come attuazione di tutta una serie di misure preventive che mirano a evitare la manifestazione di un attacco emicranico. In questo senso, esistono alcuni comportamenti che possono aiutare a non soffrire di emicrania, come:

  • Rispettare una media giornaliera di ore di sonno, senza eccedere in un senso o nell’altro
  • Stabilire una routine giornaliera, svegliandosi e coricandosi sempre alla stessa ora e mangiando in modo regolare
  • Seguire un’alimentazione equilibrata nei suoi nutrienti
  • Evitare situazioni stressanti
  • Rimanere ben idratati, bevendo acqua a sufficienza
  • Assumere integratori di magnesio o di vitamina B12
  • Praticare attività sportiva aerobica, che consente di contrastare al meglio il tipico dolore emicranico grazie a un migliore utilizzo del triptofano, amminoacido presente nel cibo che diventa serotonina
  • Imparare tecniche di meditazione o praticare yoga

Se l’emicrania è continua e frequente, si parlerà di emicrania cronica e sarà quindi necessario attuare una terapia di prevenzione con l’ausilio di alcuni farmaci, sotto stretto controllo medico, come:

  • Farmaci per i disturbi cardio-vascolari, come i betabloccanti
  • Farmaci antidepressivi
  • Farmaci antiepilettici
  • Tossina botulinica di tipo A
  • Nel caso in cui l’emicrania derivi dai cambiamenti ormonali, il medico potrà prescrivere alla donna la pillola anticoncezionale, che inibisce la produzione di estrogeni

Tipologie dell’emicrania

Il termine mal di testa è un modo molto diffuso, ma anche poco preciso, per parlare del dolore alla testa: è, infatti, uno dei sintomi dell’emicrania, la quale presenta diverse tipologie che, tutte insieme, costituiscono una parte delle cefalee primarie. Riguardo alle differenze tra cefalea ed emicrania, esiste ancora molta confusione ma esistono alcuni modi per riconoscerle. In sostanza, l’emicrania (e le sue tipologie) sono solo una parte delle cefalee di tipo primario. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di tutti i tipi di emicrania.

Emicrania con aura

La medicina convenzionale suddivide l’emicrania in diverse categorie, ma le due principali e più comuni sono l’emicrania con aura e senza aura. L’aura è una manifestazione transitoria, che precede di poco il mal di testa con alcuni disturbi di tipo visivo, sensoriale, motorio o del linguaggio, come ad esempio:

  • visione di lampi di luce
  • scotomi scintillanti
  • deformazioni degli oggetti
  • oscuramento di metà campo visivo
  • rigidità del collo o delle spalle
  • disturbi del linguaggio reversibili
  • addormentamento del braccio e della gamba

Questi sintomi possono durare tra i 10 e i 60 minuti ed essere subito seguiti dall’emicrania vera e propria. Di tanto in tanto un’aura può verificarsi anche senza che venga seguita dal dolore alla testa e in questo caso prende il nome di ‘emicrania silenziosa’. In genere, fino a un terzo delle persone con emicrania sperimentano la comparsa dell’aura.

Le cause dell’emicrania con aura spesso riguardano lo stress fisico ed emotivo, la gravidanza o lo squilibrio tra sonno e veglia, ma in genere cambiano da persona a persona ed è difficile comprenderne davvero l’origine.

Secondo alcune fonti l’emicrania con aura è associata a un piccolo incremento del rischio di ictus ischemico, che può verificarsi a causa dell’interruzione del flusso sanguigno verso il cervello. A causa di questa evenienza l’uso della pillola anticoncezionale, che è un fattore di rischio per gli eventi cardiovascolari, è in genere controindicata nelle donne che soffrono di emicrania e che hanno ulteriori fattori di rischio, come la pressione alta.

Emicrania cronica

Si definisce emicrania cronica quando il mal di testa si presenta da almeno 3 mesi per più di 15 giorni al mese. Solitamente, interessa coloro che hanno una  storia pregressa di emicrania, la quale nel tempo tende a cronicizzarsi.

L’emicrania cronica è un disturbo neurologico le cui cause non sono ancora del tutto state indagate in maniera precisa. Tuttavia, alla base di questa tipologia di emicrania c’è l’inadeguato trattamento del problema, nella maggior parte dei casi, ma anche uno stile di vita non regolare e deputato all’eccesso può essere il fattore scatenante.

Emicrania vestibolare

L’emicrania vestibolare è un problema del sistema nervoso che associa il mal di testa a frequenti capogiri e vertigini. I fattori che possono influenzare l’andamento delle crisi vestibolari sono tra gli altri, lo stress, il periodo premestruale, i cambiamenti  atmosferici e alcune malattie connesse all’orecchio, come la labirintite.

In genere, quando si soffre di emicrania vestibolare può essere utile controllare il tipo di alimentazione seguita, poiché alcuni cibi risultano fattori scatenanti negli attacchi di mal di testa.

Emicrania oftalmica

L’emicrania oftalmica si presenta come un classico mal di testa, che, in realtà, è legato ad un problema alla vista e al sistema nervoso centrale. Il dolore generato, infatti, è simile, e spesso indistinguibile, dal comune mal di testa, tranne per il fatto che in molte sue manifestazione si presentano disturbi visivi e motori.

Nella maggioranza dei casi, la cefalea oftalmica viene risolta con il semplice utilizzo di occhiali, lenti a contatto o terapia laser. Ma se i sintomi si ripresentano regolarmente e le cefalee durano molto tempo, bisogna rivolgersi ad un medico, meglio se oculista o neurologo.