Cefalea

Introduzione

La cefalea è un disturbo caratterizzato da un forte mal di testa che interessa la regione del cranio, ma può irradiarsi anche al volto e al cuoio capelluto. E’ importante riconoscere i sintomi e le cause della cefalea per capire quali cure o rimedi naturali intraprendere. Il mal di testa da cefalea, ancora oggi, continua a essere un fenomeno sottostimato, che rimane spesso non correttamente diagnosticato né tanto meno curato adeguatamente. Secondo recenti studi, in un anno, il 90% degli individui soffre almeno una volta di forti dolori da mal di testa che possono associarsi a cefalea: è necessario individuarne le cause scatenanti per comprendere il trattamento migliore per guarirne. Scopriamo quindi i tipi di cefalea più comuni, come la cefalea a grappolo, la cefalea tensiva o la cefalea oftalmica, e come intervenire per stare meglio.

Per comprendere cos’è la cefalea è importante sapere che si tratta di un disturbo che si manifesta principalmente con dolore nella regione cranica, compresi il cuoio capelluto e il viso, fino alla zona cervicale. Viene normalmente classificata in cefalea primaria e secondaria, a seconda della causa scatenante. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), la cefalea risulta essere al 19° posto tra le problematiche sanitarie in grado di peggiorare sensibilmente la qualità della vita di chi ne soffre, poiché le sue manifestazioni sintomatiche possono risultare anche invalidanti nei casi più gravi.

E’ risultato che la cefalea colpisce maggiormente le donne, fino a 2-3 volte di più rispetto agli uomini; il mal di testa, peraltro, si presenta molto spesso come primo sintomo di una gravidanza oppure dell’arrivo della mestruazione: i cambiamenti e le fluttuazioni ormonali, infatti, sono tra le principali cause delle cefalee primarie.

Il mal di testa cefalico si accompagna spesso a dolori diffusi in altre parti del corpo, come la cervicale, le spalle, gli occhi e a una sintomatologia più vasta che può comprendere capogiri, svenimenti, formicolii agli arti, nausea e vomito, oltre a diarrea e altri disturbi del tratto intestinale.

Per guarire, la cura per la cefalea si differenzia in base alla sua causa scatenante: nel caso delle cefalee primarie, la prima terapia è costituita proprio dalla prevenzione di comportamenti scorretti, fattori di rischio che aumentano le probabilità di soffrire di questo disturbo: si punterà pertanto a seguire il giusto stile di vita, basato su una corretta alimentazione e sull’esercizio fisico, oltre all’eliminazione degli elementi di stress e ansia che possono essere alla base degli attacchi cefalici. Per gli episodi acuti e molto dolorosi, però, il medico curante potrà prescrivere l’uso di farmaci anti-infiammatori o antidolorifici.

Per le cefalee secondarie, invece, si punterà a effettuare indagini approfondite sulla patologia sottostante il mal di testa, in modo da poter intervenire alla base e guarire, non solo dal dolore cefalico, ma anche e soprattutto dalla malattia, più grave, di cui si soffre.

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Sintomi della cefalea

Il mal di testa è uno dei sintomi della cefalea più comuni, e assomiglia a una sensazione di pressione sulla fronte, ma anche sul retro della nuca. Il dolore si sente con più intensità in corrispondenza del cuoio capelluto, del collo e dei muscoli delle spalle. Ovviamente, tali sintomi possono variare da persona a persona, ma anche nello stesso individuo fra un attacco e l’altro.

Di solito un attacco di cefalea può durare per un periodo molto variabile, da mezz’ora a una settimana. Gli attacchi spesso iniziano in tarda mattinata o nel primo pomeriggio.

Se il fenomeno persiste per più di 15 giorni nell’arco di 3 mesi, la cefalea può essere considerata cronica. Altri sintomi di cui è possibile soffrire durante un attacco cefalico sono:

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Tipi di cefalea

Le tipologie di cefalea sono varie e rientrano all’interno di una classificazione che i medici utilizzano per giungere ad una diagnosi specifica, per poi adottare la strategia terapeutica più efficace. In genere, si può fare una prima distinzione fra cefalee primarie e secondarie; attenzione, poi, alle differenze tra cefalea ed emicrania poiché vengono spesse confuse. Vedremo poi più avanti come, in realtà, l’emicrania altro non sia se non una delle cefalee di tipo primario.

Con il termine cefalea primaria s’intende quel mal di testa che non è il risultato di un’altra condizione medica e viene diagnostico quando dalle indagini strumentali non emerge alcuna causa organica. Al contrario, le cefalee secondarie sono conseguenti a delle condizioni patologiche di natura cerebrale, craniale, internistica o psichiatrica, oltre a quelle derivanti dall’abuso di farmaci.

Cefalee primarie

Le principali cefalee primarie sono la cefalea a grappolo, la cefalea tensiva, l’emicrania (la forma più comune e frequente di mal di testa cefalico) e, più rara, la nevralgia del nervo trigemino.

Le cefalee primarie si caratterizzano per la presenza di dolore cranico di media-alta intensità localizzato principalmente sulla parte frontale e laterale della testa, che può scendere e coinvolgere anche il collo e le spalle; in alcuni casi, a questa sintomatologia si accompagnano anche altri disturbi, come la vista annebbiata o ridotta, nausea, vomito o congestione nasale. Scopriamo insieme come distinguere i diversi tipi di cefalea primaria.

Cefalea tensiva

La cefalea tensiva è la cefalea più comune: si caratterizza per la presenza di un dolore bilaterale di tipo gravativo-costrittivo, non esageratamente intenso che migliora con l’esercizio fisico e con posture corrette. Può essere occasionale, caratterizzata da episodi che durano alcune ore fino a qualche giorno o addirittura in forma cronica, con attacchi quotidiani. Le cause di questa forma di cefalea sono comunemente stress, ansia e tensione muscolare, che portano ad una contrazione involontaria dei muscoli del collo, delle spalle e del volto.

Cefalea a grappolo

Tipico della cefalea a grappolo è un dolore continuo e trafittivo che si ripresenta in maniera ciclica, con localizzazione in sede orbitale, cui si associa lacrimazione, congestione nasale e sensibilità alla luce. Si presenta anche al risveglio e durante il sonno. I fattori di rischio che possono causare la comparsa di questo tipo di cefalea sono cambiamenti del tempo atmosferico, familiarità, abuso di farmaci, stress, odori e luci forti.

Emicrania

L’emicrania è una cefalea primaria caratterizzata dalla presenza di dolore unilaterale, pulsante, di marcata intensità, che si aggrava con l’attività fisica, e può durare anche diversi giorni. Può essere accompagnata dall’aura (cioè la comparsa di sintomi psichico, visivo o motorio, come la comparsa di lampi di luce o perdita dell’equilibrio) o da altri sintomi come vomito e nausea. Può essere di natura ereditaria o essere condizionata da fattori ambientali ed ormonali, come le fluttuazioni tipiche del ciclo mestruale o della menopausa.

Nevralgia del trigemino

La nevralgia del trigemino è un disturbo neuropatico con dolore facciale intenso ed improvviso. Può essere causato dall’aumento di pressione che un vaso sanguigno esercita sul nervo trigemino oppure a causa del dolore che si prova su alcune zone -dette zone trigger- ad esempio ai lati della mandibola o dietro gli occhi.

Cefalee secondarie

Nelle cefalee secondarie, il mal di testa deriva da una ben definita e precisa malattia sottostante, come ad esempio sinusite, infezioni e infiammazioni, malformazioni vascolari, aumento della pressione endocranica, tumori del cervello o altre lesioni.

Nel caso in cui gli episodi di mal di testa cefalico si presentino con rara, alta intensità e per un periodo superiore ai 15 giorni, è bene recarsi dal proprio medico curante per effettuare una visita che possa scongiurare la presenza di altre patologie, in modo da poter adottare terapie mirate ed efficaci.

Cefalee da lesioni intracraniche

Queste cefalee si presentano sempre nella stesse sede e normalmente la loro intensità non diminuisce, bensì aumenta. Si possono accompagnare a episodi di otite e sinusite. Le cause possono essere tumori, aneurismi e patologie che tendono a comprimere la scatola cranica.

Cefalee da lesioni extracraniche

I sintomi di queste cefalee si presentano normalmente in modo improvviso e acuto e la loro intensità può diminuire durante il giorno. Sono causate da diverse patologie come glaucoma, problemi oculari in genere come uveite e la cheratite, sinusite, mastoidite, infiammazione dei nervi a seguito di patologie dei denti.

Cefalee da pressione del liquor

Queste cefalee si caratterizzano dalla presenza di dolore pulsante nella regione occipitale con diffusione dorsale e cervicale, talvolta rigidità nucale. Meningite ed emorragie cerebrali sono tra le principali cause di questa tipologia di cefalee secondarie.

Cefalee da nevralgie

Caratterizzare da dolore improvviso, come una scossa della durata di 30-60 secondi, che si irradia in base alla localizzazione del nervo interessato. Il fattore scatenante è sempre un’nfiammazione del nervo o patologie vascolari che comprimono i nervi.

Cefalee da patologie internistiche

Possono avere sintomatologie diverse in base alla patologie di base. Le cause probabili sono ictus, ipertensione arteriosa, colpo di calore, trauma cranico, tosse, infezioni non craniche virali o batteriche, ipossia.

Cefalea oftalmica

Tra i mal di testa secondari, poi, è importante ricordare la cefalea oftalmica, le cui cause non sono ancora state identificate del tutto ma che, con tutta probabilità, vede nei disturbi alla vista (come miopia, astigmatismo, ipermetropia e affaticamento visivo) il suo principio scatenante. Gli studi hanno poi evidenziato come anche la genetica sia una delle possibili cause di questo disturbo, insieme a problemi di natura vascolare (questa ipotesi, però, non trova riscontro in tutti i pazienti analizzati).

In caso si soffra di cefalea oftalmica è fondamentale sottoporsi a una visita oculistica approfondita per comprendere l’origine del mal di testa e intraprendere le contromisure necessarie per guarirne, come ad esempio la correzione dei problemi visivi tramite l’ausilio di occhiali o lenti a contatto.

Cefalea nei bambini

Non solo gli adulti, anche nell’età dell’infanzia la cefalea può essere un disturbo frequente. Normalmente il mal di testa nei bambini che colpisce di più i piccoli pazienti è la cefalea tensiva, che si manifesta con un dolore continuo e costante ma che ha intensità moderata o lieve. Difficilmente il bambino interromperà le sue attività quotidiane, avvertirà solo un mal di testa accompagnato da dolore muscolare nella zona del collo e della nuca: probabilmente ciò è dovuto a posture sbagliate sui banchi di scuola o durante il sonno.

Più rara la comparsa dell’emicrania nei bambini, che si caratterizza per un dolore acuto su un solo lato della testa e che può accompagnarsi a nausea e vomito: in questo caso i piccoli tendono a interrompere le proprie attività, ma il disturbo tende a scomparire spontaneamente dopo qualche ora.

Se così non fosse, e se il bambino dovesse presentare una sintomatologia più grave come vertigini, capogiri, perdita di coscienza o provasse un dolore sordo che gli impedisce le normali attività, allora sarà bene portarlo da un pediatra oppure al pronto soccorso per una valutazione completa.

Cause della cefalea

Le cefalee si dividono in due grandi categorie, come già specificato: le cefalee primarie e le cefalee secondarie. Nel primo caso, le cause del mal di testa e della sintomatologia associata non sono da imputare a una patologia, più o meno grave, alla base; diversamente, nel caso delle cefalee secondarie, il dolore al cranio è solo uno dei sintomi di una malattia sottostante ben più grave.

Nel caso della cefalea primaria, le cause più comuni sono:

  • stress
  • ansia
  • stile di vita poco sano
  • familiarità
  • abuso di farmaci
  • tensione muscolare

Quando invece si tratta di cefalee di altra origine, quindi secondarie, la patologia alla base della sintomatologia cefalica può essere di diverso genere e, quindi, gravità. Alcune cause scatenanti la cefalea possono essere:

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Quando andare dal medico

Normalmente gli attacchi di mal di testa da cefalea durano da qualche minuto a qualche ora, e terminano in maniera spontanea regredendo autonomamente. Nei casi di un forte dolore, è possibile ricorrere all’uso di antidolorifici da banco, ma attenzione a usare troppo spesso l’automedicazione, poiché si potrebbe incorrere in un effetto rebound, sviluppando una cefalea da abuso di farmaci.

E’ bene recarsi dal medico curante per una diagnosi più approfondita se i sintomi della cefalea peggiorano intensamente o se il mal di testa è così forte da non riuscire neanche a compiere le più normali azioni quotidiane.

In generale, quindi, la necessità di consultare un dottore -o, nei casi più gravi, un pronto soccorso- si delinea quando:

  • si prova un mal di testa mai provato prima
  • la cefalea ha carattere improvviso
  • siamo soliti soffrire di mal di testa, ma il dolore che proviamo si modifica in durata o intensità
  • si accompagna ad altri, gravi, sintomi come nausea, vomito, difficoltà di parola, paralisi, rigidità del collo, problemi di vigilanza o attenzione
  • quando ci accorgiamo di ricorrere troppo spesso ai farmaci per stare bene
  • se il mal di testa da cefalea condiziona la nostra vita

Diagnosi della cefalea

Il medico curante, per effettuare la corretta diagnosi della cefalea, quindi della tipologia di patologia di cui soffriamo, si baserà su diverse analisi per stabilire in primo luogo se si tratta di una cefalea primaria o secondaria. Nel primo caso, dovrà poi effettuare una diagnosi differenziale ulteriore per comprendere quale tra emicrania, cefalea a grappolo, tensiva o nevralgia del trigemino sia la patologia responsabile del dolore; nella seconda ipotesi, sarà sua cura indirizzare verso uno specialista che possa completare l’analisi del quadro sintomatologico del paziente per valutare la presenza di una malattia sottostante.

La visita dal medico per la diagnosi della cefalea, quindi, comprenderà:

  • anamnesi familiare
  • anamnesi chirurgica
  • valutazione oggettiva del paziente: livello di dolore, zone trigger, sintomatologia
  • descrizione della cefalea da parte del paziente: localizzazione, frequenza, gravità, durata, aura (o meno), fattori di aggravamento/miglioramento
  • anamnesi psicologica
  • valutazione delle abitudini del paziente: uso di farmaci per la cefalea, uso di altri farmaci, allergie, patologie, caratteristiche di sonno e abitudini/stili di vita

Nel caso in cui il medico notasse un peggioramento della sintomatologia durante la visita diagnostica o riscontrasse la presenza di sintomi tipici di altre malattie (di cui, quindi, la cefalea è solo una delle manifestazioni) sarebbe sua cura indirizzare il paziente verso un pronto soccorso oppure da un medico specialistico.

Cura della cefalea

La cura della cefalea verrà prescritta in base al tipo di sintomatologia e alle cause connesse. In genere, esistono alcuni tipi di farmaci che possono alleviare il mal di testa della cefalea, fra questi ricordiamo gli analgesici, che possono rendere meno acuto il dolore, e gli antinfiammatori non steroidei, come l’aspirina e l’ibuprofene.

In alcuni casi si possono usare dei medicinali combinati, come l’aspirina e il paracetamolo insieme, contenuti in un solo farmaco. A volte questo tipo di medicinali contengono l’aggiunta di un sedativo, per questo devono essere usati soltanto sotto stretto controllo medico. Per i pazienti che soffrono di cefalea tensiva episodica, ma anche di emicrania, possono essere utili i triptani.

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Rimedi naturali contro la cefalea

Alcuni rimedi non farmacologici possono aiutare in maniera generale a combattere i segni del mal di testa contrastando il dolore che ne accompagna la comparsa. Fra i rimedi naturali contro la cefalea, sicuramente non sono da sottovalutare le tecniche di gestione dello stress e una migliore pianificazione della propria giornata, concedendosi dei momenti per rilassarsi oltre che per comprendere le emozioni più profonde.

I massaggi possono essere utili per alleviare la tensione muscolare, se si effettuano con la punta delle dita, coinvolgendo i muscoli della testa, del collo e delle spalle. Soggettivamente alcuni possono trovare refrigerio con una borsa di acqua calda o con del ghiaccio sui muscoli: la scelta del calore o del freddo dipende dalle preferenze personali.

In alternativa si può ricorrere a qualche tisana a base di camomilla, fiori d’arancio, lavanda o melissa oppure può essere davvero utile l’azione determinata dai fiori di Bach, soprattutto contro i malesseri generali e gli stati di stress. Infine si può provare a mettersi sdraiati al buio, lasciando da parte il lavoro e le preoccupazioni e concentrandosi soltanto sul proprio respiro.

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