Zanzara tigre: come si distingue, sintomi e rimedi

Con il caldo, arrivano anche le zanzare tigre: ecco come possiamo riconoscerle e quali sono i rimedi per combattere il prurito dovuto alla loro puntura

Zanzara tigre
Foto Pixabay | WikiImages

Articolo aggiornato il 24 Novembre 2023

Che cos’è la zanzara tigre, quali sono i sintomi della sua puntura e come proteggersi? Durante la bella stagione, sono molti i piccoli insetti che possono arrecarci disturbo. Le zanzare e le loro pruriginose punture sono senza dubbio tra i fastidi più diffusi dell’estate. Una particolare specie, la zanzara tigre, è molto aggressiva e causa morsi caratterizzati da forte prurito e a volte addirittura dolore.

Cos’è e come si riconosce

La zanzara tigre, il cui nome latino è Aedes albopictus, fa parte della famiglia Aedes, alla quale appartengono altri tipi di zanzare. Si tratta di una specie molto invasiva, originaria delle zone tropicali e sub-tropicali del Sud-Est asiatico e diffusasi nel corso degli ultimi decenni in tantissime aree del mondo. Nei primi anni ’90 è giunta anche in Italia, dove ha trovato sin da subito ampia diffusione. La zanzara tigre è infatti un insetto dotato di grande plasticità ecologica, ovvero in grado di adattarsi alle più svariate condizioni ambientali. Inoltre, le sue uova sono particolarmente resistenti e garantiscono quindi un efficace metodo di riproduzione.

Come distinguere una zanzara tigre? Questo insetto è di dimensioni leggermente più grandi rispetto alla comune zanzara, e presenta una particolare livrea tigrata che la caratterizza. Gli esemplari adulti hanno infatti il corpo nero con striature bianche sul capo, sul torace, sull’addome e sulle zampe. Sono molti gli aspetti che la differenziano dalle altre specie: è in attività durante la stagione calda, principalmente da maggio ad ottobre, e tende a colpire nel corso delle ore diurne (soprattutto in quelle più fresche, quindi al mattino e al tramonto).

La zanzara tigre vola spesso a quota bassa, quindi è più facile che punga gambe e caviglie. La si trova prevalentemente in zone ombreggiate e fresche, come l’erba alta e le siepi, ma anche nelle aree in cui si raccoglie acqua stagnante. Tuttavia, questo insetto non disdegna l’interno delle nostre abitazioni: tende infatti a rimanere vicino all’uomo, da cui l’esemplare femmina trae nutrimento per la deposizione delle sue uova.

Sintomi del morso e complicazioni

La zanzara tigre femmina punge l’uomo per succhiarne il sangue, da cui preleva le proteine necessarie per nutrire le sue uova. Questo insetto è molto aggressivo e il suo morso è generalmente più fastidioso rispetto a quello provocato dalla comune zanzara. La puntura provoca arrossamento e gonfiore, seguiti da un prurito molto intenso e, in alcuni casi, da dolore.

Alcune persone possono sviluppare persino una reazione allergica: ciò accade principalmente quando si viene punti ripetutamente, cosa molto frequente (la zanzara tigre tende a mordere più volte lo stesso soggetto). In casi rarissimi, si può verificare uno shock anafilattico che richiede l’immediato intervento di un medico.

Il morso della zanzara tigre può essere molto pericoloso: questo insetto è infatti un vettore di malattie anche molto gravi, tra cui la malaria, la dengue, la febbre gialla, la Chikungunya e la Zika. Essendo i virus che scatenano queste patologie assenti nel nostro Paese, il rischio è pressoché nullo. Tuttavia, nei luoghi in cui tali malattie sono endemiche, le zanzare sono un rapido mezzo di contagio. Per questo motivo occorre fare particolarmente attenzione se si ha in programma un viaggio in tali aree.

Cosa fare in caso di morso

Se si viene punti da una zanzara tigre, è normale provare un forte prurito che può protrarsi persino per diversi giorni. Per alleviare questa sensazione fastidiosa, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali. Un cubetto di ghiaccio avvolto in un panno o un impacco di acqua fredda aiutano a ridurre il gonfiore e l’arrossamento, mentre sostanze come l’aloe vera, l’olio di borragine e la camomilla hanno effetti lenitivi, diminuendo il prurito.

In commercio esistono degli stick a base di ammoniaca a bassa concentrazione, che attenua la sintomatologia del morso di zanzara. Nei casi più seri, è possibile (dietro consiglio medico) utilizzare pomate a base di cortisone e, se è in corso una reazione allergica, dei farmaci antistaminici.

Come proteggersi

È molto importante prevenire il morso di zanzara tigre, per evitare di passare giornate intere a combattere contro il prurito. All’aria aperta, è bene indossare abiti lunghi e di colore chiaro (il nero e le tinte scure attirano questi insetti), mentre sulle aree scoperte è possibile utilizzare sostanze repellenti, disponibili in creme o in formato spray. In casa, sono molto utili i vaporizzatori e i fornelletti elettrici che aiutano a combattere l’invasione di zanzara tigre. Installare zanzariere alle finestre è poi il modo migliore per evitare che gli insetti entrino negli ambienti domestici.

Essendo un problema ambientale diffuso in tutto il Paese, le istituzioni sanitarie e i comuni operano congiuntamente per la lotta contro la zanzara tigre. Tutti noi possiamo fare qualcosa per contribuire: è importante non lasciare all’aperto tutto ciò che può accumulare acqua piovana (come i sottovasi e i secchi), svuotare periodicamente i contenitori che raccolgono acqua stagnante, svuotare le piscine ed effettuare trattamenti larvicidi nelle zone di scolo delle abitazioni.

Quando punge e quanto dura una puntura di zanzara tigre

Come abbiamo già visto, la zanzara tigre è in attività per un lungo periodo di tempo durante l’anno. Prediligendo le temperature calde, la troviamo soprattutto nei mesi che vanno da maggio ad ottobre. Al termine della stagione, la femmina depone le sue uova che si schiudono solamente la primavera successiva, per un nuovo ciclo. Questo insetto tende a pungere durante le ore diurne, e principalmente quando l’aria è più fresca. Quindi dobbiamo fare attenzione al mattino e al tramonto.

La durata di una puntura di zanzara tigre è molto variabile da persona a persona. È possibile che i sintomi si attenuino già nel giro di poche ore, soprattutto se si presta attenzione a non grattare il morso, tuttavia il prurito può perdurare per un paio di giorni. Nei soggetti più sensibili, il fastidio si può prolungare ancora per 4/5 giorni, in particolar modo se vi sono più punture.