Vulvodinia: cause, sintomi e cure

La vulvodinia è una condizione ginecologica che causa dolore cronico nella regione vulvare. In questo breve articolo scoprirai le cause, i sintomi e le cure disponibili. Se stai cercando maggiori informazioni su questa condizione, continua a leggere l'articolo.

vulvodinia

Articolo aggiornato il 24 Febbraio 2023

La vulvodinia è una condizione patologica ginecologica che causa dolore cronico nella regione vulvare.

Questo disturbo provoca anche dolore, bruciore e prurito, e spesso può essere associato a sensazioni di irritazione, dolore durante i rapporti sessuali, difficoltà ad indossare biancheria intima stretta e fastidio durante le attività quotidiane.

Scopri i dettagli nell’articolo.

Cos’è la vulvodinia

donna piegata vicino ad un letto
Foto Unsplash | Sydney Sims

La vulvodinia è un disturbo ginecologico che causa dolore cronico nella zona che circonda la vulva (la parte più esterna dei genitali, dove ha sbocco la vagina).

Questa patologia causa bruciore, dolore e irritazione. Può essere costante o a intermittenza, localizzato o diffuso, leggero o molto intenso fino a diventare debilitante per la vita quotidiana e l’intimità.

Esistono due forme principali di vulvodinia, talvolta anche associate tra loro: la vulvodinia localizzata (o vestibolite) che è la forma in cui il dolore è localizzato all’ingresso della vagina e la vulvodinia generalizzata, in questo caso il dolore è diffuso a tutta la vulva.

Quali sono i sintomi della vulvodinia

Il sintomo principale della vulvodinia è il dolore nella zona genitale, che può essere caratterizzato da bruciore, irritazione, fastidio pungente o pulsante, secchezza, dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) e prurito.

Il tessuto vulvare, inoltre, in certi casi può apparire infiammato o gonfio. Tale dolore può essere intermittente o costante, fino a diventare debilitante.

I tempi di guarigione sono estremamente variabili: il disturbo, infatti, può durare per mesi (o anni), così come sparire improvvisamente.

Risulta fondamentale recarsi dal ginecologo perché solo lui potrà effettuare una precisa diagnosi di vulvodinia, con la vulvoscopia, un tipo di colposcopia, che si concentra sulla vulva.

Cause della vulvodinia: come ci si ammala

La causa della vulvodinia, purtroppo, non è ancora nota, ma si conoscono alcuni fattori scatenanti.

Nelle donne che sono affette da vulvodinia, infatti, il nervo che interessa il vestibolo vaginale e la vulva presenta un aumento del volume e del numero delle fibre nervose.

In molte donne che ne soffrono, c’è una storia clinica di infezioni vaginali (come la candida, ad esempio) e/o vescicali ripetute. Le pazienti spesso presentano alterazioni genetiche nella risposta infiammatoria e dell’attività muscolare dell’area vulvo-perineale.

Ecco perché si ipotizza che questsa patologia sia legata a un’alterazione localizzata del nervo pudendo, che rappresenta la risposta a continui stimoli infiammatori.

Si può dire che prevenendo cistiti, candida e varie infiammazioni nella zona genitale, si può fare tanto per evitare che ci colpisca la vulvodinia.

Come si cura la vulvodinia

Purtroppo non conoscendo la causa della vulvodinia, è difficile per il ginecologo stabilire una cura che vada ad eradicare il problema alla fonte.

Ecco perché i trattamenti sono solo sintomatici. Il medico valuterà una terapia (o una combinazione di terapie personalizzata) a seconda delle specifiche esigenze di ciascuna paziente.

I farmaci più utilizzati sono gli antidepressivi o gli antistaminici. Gli anestetici e le iniezioni locali sono in grado di alleviare temporaneamente i sintomi. Ma nessuno di questi fa sparire il problema.

La riabilitazione del pavimento pelvico può essere d’aiuto alla donna anche qualora si debba ricorrere ad un intervento chirurgico per rimuovere la pelle e i tessuti colpiti.

Anche la dieta ricopre un ruolo importante nell’alleviare i sintomi: vanno evitati, infatti, i cibi ricchi di ossalati perché queste sostanze vengono espulse con l’urina e, ad alte concentrazioni, tendono a formare microcristalli a livello renale accentuando, così, il senso di bruciore.

Tra i rimedi e le cure naturali, sono da prediligere la pulizia vaginale con acqua tiepida unita al bicarbonato di sodio, le cure omeopatiche e l’agopuntura.