L’occhio bionico può ridare la vista ai ciechi

Ridare la vista ai ciechi? non è fantascienza tanto meno un miracolo, è solo quanto la scienza medica riesce a fare oggi con l'occhio bionico, a beneficiare dell'innovativo trattamento 18 pazienti in tutto il mondo

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    L’occhio bionico può ridare la vista ai ciechi

    Si stenta a credere il livello raggiunto dalla moderna medicina, ridare la vista ai ciechi potrebbe essere il prossimo traguardo e non siamo in clima di pura fantascienza, né parliamo di un miracolo divino, semmai questo è il risultato della ricerca scientifica insieme alla moderna bio-ingegneria.

    La prima operazione in Italia

    A Pisa, per la prima volta in Europa, è stato eseguito un intervento chirurgico su un paziente quasi cieco. Questa operazione, quasi fantascientifica, consisteva nell’impiantare un occhio bionico permettendo al paziente di vedere nuovamente. Questo primo intervento rappresenta un’importante speranza per tutte quelle persone che, purtroppo, a causa di gravi patologie possono perdere la vista.

    L’impianto dell’occhio bionico è stato effettuato su un paziente di Prato, di 60 anni affetto da una grave forma di retinite pigmentosa rendendolo quasi cieco ad entrambi gli occhi. Ma cos’è questo dispositivo da film di fantascienza? È stato creato dagli studiosi della Second Sight Medical Products in California, e battezzato con il nome di Argus II. Consiste in un potente microcomputer dotato di lenti, telecamere, che riesce a connettersi all’organismo umano. Il collegamento con l’occhio, e più precisamente con la retina, è possibile grazie a degli elettrodi microscopici, che attraverso le telecamere catturano le immagini permettendo al paziente di vedere, non perfettamente, ma sicuramente qualcosa rispetto al nulla.

    L’intervento chirurgico è durato circa 4 ore, senza alcuna complicazione, ed eseguito dal dottor Stanislao Rizzo, direttore del reparto di Chirurgia oftalmica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa. Prima di effettuare l’impianto, sono state eseguite una serie di sperimentazioni, che portato all’efficienza ed alla preparazione del personale medico già altamente specializzato. Ora il paziente dovrà attendere circa due settimane, per permettere all’occhio di ristabilirsi, e poi potrà essere attivato e calibrato.

    L’intervento anche a Londra

    Non solo in Italia, anche a Londra un evento simile che ha avuto per protagonista un non vedente da ben trent’anni che, grazie ad un occhio bionico, ha ripreso a vedere, per intanto ancora parzialmente ma ci si auspica in maniera ancora più significativa, al punto che già oggi il paziente è in grado di riconoscere la striscia continua bianca della strada ed il colore dei calzini.

    Del resto l’intervento chirurgico cui è stato sottoposto l’uomo è abbastanza recente, visto che il paziente è stato operato sette mesi fa e nonostante la sua età matura, 73 anni, si è giunti ai primi confortanti risultati.

    A tale mirabolante conclusione si è giunti collocando un sofisticato apparato denominato Argus II e costituito da una mini-telecamera collocata direttamente al di sopra di un paio di occhiali da sole; il sistema cattura le immagini circostanti e le invia ad un apposito ricevitore che a sua volta invia ad un elettrodo microscopico montato sulla retina l’ effigie dell’oggetto avvistato il cui segnale viene ancora trasmesso tramite i nervi ottici al cervello che, simulando lo stesso meccanismo che accade in natura, elabora l’immagine definitiva.

    Ron, questo il nome del paziente sottoposto a questo innovativo trattamento, dovrà fare un lungo percorso riabilitativo prima di affinare al meglio la vista per dare anche al cervello il tempo di abituarsi a questa nuova tecnica che porterà il paziente ad una visione del mondo sempre più nitida. Per intanto Ron dichiara: “L’unica mia ambizione al momento è essere in grado di uscire di casa in una bella serata limpida e riuscire a vedere la luna”, ha detto alla Bbc l’uomo, identificato con il solo nome di battesimo, Ron.

    Ron comunque non è l’unico paziente al mondo ad avere sfruttato la nuova tecnologia dell’occhio bionico, visto che in tutto il pianeta allo stesso trattamento con l’occhio bionico, che ricordiamo è stato creato da una società statunitense, sono stati sottoposti almeno 18 pazienti, la maggioranza dei quali affetti dalla retinite pigmentosa, una grava malattia genetica degli occhi.

    Aggiornamento a cura di: Redazione Tanta Salute