Variante indiana, cosa sappiamo e cosa no

Altri due casi sono stati segnalati ieri in provincia di Vicenza, ma cosa sappiamo ad oggi sulla variante che sta sconvolgendo l'India nelle ultime ore?

Donna indiana sottoposta al tampone contro il coronavirus
Foto Getty Images | Yawar Nazir

Il primo caso di variante indiana del coronavirus è stato individuato a Firenze il 10 marzo. Altri due casi sono stati segnalati ieri in provincia di Vicenza: si tratta di due cittadini indiani, padre e figlia, rientrati dall’India pochi giorni fa. Ma cosa sappiamo sulla variante indiana?

Variante indiana, ecco cosa sappiamo e cosa no

La variante indiana, che nelle ultime settimane affligge drammaticamente l’India, contiene due mutazione già note, E484Q e L452R, che per la prima volta compaiono insieme. La prima mutazione potrebbe comportare un aumento della trasmissibilità, mentre la seconda potrebbe aiutare il virus ad aggirare l’effetto del vaccino. Tuttavia, secondo i primi dati da Israele, il vaccino Pfizer è parzialmente efficace contro la variante indiana, come dimostrano i test di neutralizzazione. Ma anche i test eseguiti con il vaccino indiano Covaxin hanno mostrato una buona risposta.

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Attualmente, la variante indiana ha una diffusione limitata al di fuori dell’India: si parla di qualche centinaio di caso in tutta Europa e soltanto due casi in Italia. Nonostante le prime indicazioni, non ci sono ancora studi conclusivi in merito al livello di trasmissibilità e letalità della variante indiana, ma gli studiosi ipotizzano una capacità di diffusione piuttosto elevata, come la variante inglese.

Perché in India la situazione è così drammatica

La prevalenza della B.1.617 in India è al momento inferiore al 10 per cento e in altre aree del mondo si vedono casi sporadici“, spiega Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Ma allora a cosa è dovuta la drammatica situazione che si sta verificando in India? Come spiegano gli esperti, l’aumento vertiginoso dei contagi in India non è dimostrato che sia dovuto esclusivamente a questa variante.

Il problema dell’India è che si tratta di un Paese con una densità di popolazione molto elevata e che fatica a rafforzare le misure di contenimento, lasciando il virus libero di correre e propagarsi. “Quanto sta accadendo dunque era totalmente atteso“, sottolinea Perno. Attualmente, i numeri del contagio in India sono spaventosi: 17 milioni di contagi totali e 192mila morti. Ogni giorno i casi sono più di 300mila e i decessi oltre i 2mila. Anche se, considerando però che l’India ha 1 miliardo e 400 milioni di abitanti, la percentuale di morti è inferiore a quella che abbiamo in Italia.