Variante brasiliana, presto per capire se i vaccini saranno efficaci

Una donna di 45 anni si è reinfettata, dopo cinque mesi, con la nuova variante brasiliana di Covid-19. Presto per dire se i vaccini saranno efficaci

test coronavirus
Foto Getty Images | Luis Alvarenga

Dopo la preoccupazione per la variante inglese di Covid-19, cresce quella per la variante brasiliana.

Secondo quanto emerso, questa nuova variante di Coronavirus sarebbe caratterizzata da una mutazione che potrebbe essere in grado di superal’immunità ottenuta con una precedente infezione.

Una donna si è reinfettata con la variante brasiliana

I ricercatori della Fondazione Osvaldo Cruz di Rio de Janeiro hanno spiegato che la variante brasiliana, a causa della mutazione, potrebbe aumentare il rischio di reinfezione. Proprio in Brasile un’infermiera si è reinfettata, con la nuova variante, cinque mesi dopo essersi ripresa da una precedente infezione di Coronavirus.

Le evoluzioni virali possono favorire le reinfezioni” hanno spiegato gli esperti. La donna, di 45 anni, a 5 mesi dalla guarigione ha accusato di nuovo i sintomi del Covid ed è risultata di nuovo positiva. Inoltre, rispetto alla prima infezione, le sue condizioni sono peggiorate. L’infermiera ha infatti accusato difficoltà respiratorie, insonnia e dolori muscolari.

I ricercatori brasiliani, dopo aver confrontato entrambi i test, hanno scoperto la presenza di una mutazione. Questa ora è nota come la componente chiave della variante brasiliana: la mutazione genetica E484K.

Questa mutazione va a cambiare la forma della proteina spike rendendola meno riconoscibile ad un sistema immunitario che ha già contratto il Coronavirus in una sua precedente variante.

L’analisi della mutazione ha dimostrato, per la prima volta, un caso di reinfezione con una variante virale che ospita la mutazione E484K, situata in un residuo chiave del dominio di legame del recettore, che sembra aumentare modestamente il legame tra la proteina spike e il corpo” hanno scritto i ricercatori.

Galli: “Il virus ha sviluppato la mutazione giusta per tornare a colpire”

Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco e dell’Università degli Studi di Milano, non ha nascosto i suoi timori sulla variante brasiliana. “Ha già fatto chiudere l’Inghilterra, è una cosa pesante purtroppo” ha detto l’esperto.

Quello che è capitato a Manaus mette la pietra tombale sulla strategia di chi ha in mente di far circolare il virus indisturbato per arrivare ad una immunità di gregge a fuori di infezioni” ha detto l’infettivologo.

A Manaus è accaduto invece che, lasciando girare il virus come gli pare, si è avuta sì una percentuale importante di gente che si è infettata e quindi immunizzata. Ma non importante abbastanza per creare una vera barriera. È successo quindi che il virus ha sviluppato la mutazione giusta per tornare a essere in grado di colpire. Non solo quelli che non aveva ancora infettato, ma in qualche caso a quanto pare anche quelli che si erano già ammalati. È un elemento di notevole preoccupazione” ha concluso Galli.

Sull’efficacia dei vaccini sulla variante brasiliana non si ha ancora certezza. L’infettivologo dell’ospedale Sacco ha infatti detto: “La mutazione 501 alla fine pare di no. Ma la 484K, che in un ceppo brasiliano si associa alla 50LY, non sappiamo ancora se il vaccino la prende o non la prende. Credo che verificarlo sarà il primo lavoro che faranno alla Pfizer”.

E ha continuato: “Le mutazioni virali emergono casualmente, ma se sono vantaggiose, la “prole” del primo virus in cui compare “la mantiene” e questo sembra essere il caso”.