Il primo caso di trasmissione da uomo ad animale del vaiolo delle scimmie, proviene da Parigi.

Un cane avrebbe infatti contratto l’infezione dai suoi proprietari. I due uomini, una coppia gay aperta, avrebbero contratto il virus dopo aver avuto rapporti con altri uomini. Una volta aver sviluppato i sintomi, il virus è stato trasferito anche al loro cane.

Il cane, un levriero italiano, aveva delle ulcere e alcuni sfoghi sulla pancia. Sottoposto ad analisi, è risultato positivo al vaiolo delle scimmie. Con tutta probabilità il cane si è infettato venendo in contatto con le lesioni dei suoi padroni.

Vaiolo delle scimmie: ci sono pericoli per gli animali domestici?

Anche gli animali possono essere infettati dal virus, in particolare agli animali domestici. Ma non tutti i medici sono concordi sulla gravità della situazione.

Alcuni medici consigliano di isolarsi dai propri animali domestici il prima possibile, se ci si ammala di vaiolo delle scimmie. Esiste, infatti, il rischio che la malattia si diffonda agli animali e diventi così endemica in tutta Europa.
In particolare i roditori potrebbero diventare un pericolo per l’uomo, ma anche per altri animali.
Specialmente gli animali seguenti:

  • criceti;
  • ratti;
  • porcellini d’India;
  • conigli.

Queste specie animali sono particolarmente suscettibili all’infezione da vaiolo delle scimmie e, purtroppo, nel peggiore dei casi, dovrebbero essere abbattuti.

Che dire di cani e gatti?

Anche altri animali domestici, come cani, gatti e conigli dovrebbero essere isolati. Ma in questo caso, il rischio per i nostri amici a 4 zampe contagiati dal vaiolo delle scimmie è inferiore rispetto ai roditori.

Nonostante queste precisazioni, è molto improbabile che il vaiolo si trasmetta ai nostri amici a 4 zampe. In Europa non ci sono animali che potrebbero essere considerati ospiti serbatoi adatti al virus.

Può darsi che un singolo animale domestico venga infettato attraverso il contatto diretto con una persona colpita, ma al momento sembra piuttosto improbabile che inizi effettivamente una catena di infezioni.

Per evitare l’imprevedibile, però, gli animali da compagnia dovrebbero essere tenuti lontani dalle immediate vicinanze dei malati.

Anche il virologo britannico David Robertson stima come “basso” il rischio che il virus si diffonde dall’uomo agli animali domestici e da lì agli animali selvatici in un’intervista al “Telegraph”.