Vaiolo delle scimmie: è vero che gli omosessuali sono più a rischio?

La circolare del Ministero della Salute di qualche giorno fa, ha stabilito che alcune categorie saranno prioritarie nel ricevere il vaccino contro il vaiolo, tra queste persone ci sono gli omosessuali, i transessuali, i bisessuali e coloro che hanno un'attività sessuale promiscua. Il Dottor Leonardo Borgese, invece, non è d'accordo. Scopriamo i dettagli.

virus vaiolo accanto al viso di un ragazzo
Foto Pixabay | Alexandra_Koch

La circolare del Ministero della Salute di qualche giorno fa, ha stabilito che alcune categorie saranno prioritarie nel ricevere il vaccino contro il vaiolo, tra queste persone ci sono gli omosessuali, i transessuali, i bisessuali e coloro che hanno un’attività sessuale promiscua.

Qui troverete la circolare del Ministero con tutti i dettagli. 

Il Dottor Leonardo Borgese, invece, dice che è sbagliato affermare che gli omosessuali siano più a rischio. Cerchiamo di capirne di più.

Vaiolo delle scimmie: i gay sono più a rischio oppure no?

Il Dottor Leonardo Borgese, della Società Italiana Medicina Diagnostica e Terapeutica – SIMEDET, spiega perché non bisogna considerare i gay una categoria più a rischio, nonostante le informazioni mediatiche ma anche di fonti ufficiali.

Il cosiddetto Vaiolo delle scimmie è una malattia dovuta al virus Monkeypox. Nonostante la parentela, tale infezione è ben lontana dalla pericolosità dello scomparso vaiolo umano.

La variante che sta circolando in Europa è quella proveniente dal continente africano che causa una mortalità, in assenza di terapie e vaccinazione, estremamente bassa.

Altro concetto che è bene chiarire immediatamente è che non si tratta assolutamente di un nuovo agente patogeno, come invece è stato SARS-CoV-2, bensì di una malattia conosciuta che solo a volte colpisce gli esseri umani, anche se non frequentemente.

Come si trasmette il vaiolo delle scimmie?

Le modalità di trasmissione sono:  tramite lesioni cutanee o con superfici contaminate, attraverso goccioline di saliva e attraverso liquidi corporei (come durante i rapporti sessuali).

Non è dimostrato incontrovertibilmente che si tratti di una malattia sessualmente trasmissibile, né implica che essa possa colpire preferenzialmente alcune fasce o categorie di popolazione piuttosto che altre.

Secondo il dottor Borgese, si sta facendo lo stesso errore che si fece con l’AIDS negli anni ottanta, quando si stigmatizzò la comunità gay.

A prescindere dagli orientamenti sessuali, il virus si è diffuso a causa di un grande assembramento di persone provenienti da moltissime parti del mondo le quali, dopo essersi contagiate, hanno portato il virus nei propri luoghi d’origine.

La prevenzione si può basare, oltre che sullo specifico vaccino, anche su alcune accortezze. Per prevenire l’infezione bisogna evitare contatti prolungati con i soggetti sintomatici,  lavare le mani frequentemente e fare sesso protetto.

L’attuale epidemia presenta generalmente sintomatologia molto lieve che scompare spontaneamente entro 14-21 giorni. 

La cosa importante è parlare con il proprio medico appena insorgono i sintomi.