Vaccino Covid, nessun segno nel latte materno

Secondo un recente studio non sono state rilevate presenze del vaccino anti-covid nel latte materno, rendendo quindi l'allattamento sicuro anche per le neo mamme vaccinate

latte materno
Foto Pixabay | badasrsk

I vaccini anti-Covid a Rna messaggero non sono stati rilevati nel latte materno. E’ quanto emerge da un piccolo studio dell’University of California San Francisco, che fornisce dati positivi per la sicurezza dell’immunizzazione delle donne in gravidanza e in allattamento.

Nessuna presenza del vaccino anti-covid nel latte materno

Buone notizie per le neo mamme: non sono state rilevate presenze del vaccino anti-covid nel latte materno, rendendo quindi sicuro anche per le neo mamme vaccinate allattare i propri figli. Il fragile RNA messaggero contenuto nel vaccino anti-covid è infatti pensato per degradarsi così rapidamente da rimanere all’interno delle cellule dove è stato iniettato. In questo modo non vi è il rischio che si liberi  nella circolazione sanguigna né tanto meno che arrivi al seno.

Gli autori dello studio pubblicato su ‘Jama Pediatrics’ hanno analizzato il latte materno di 7 donne, con un’età media di 37 anni, dopo che è stato loro somministrato il vaccino e non hanno trovato traccia del prodotto scudo. La ricerca offre così i primi dati diretti sulla sicurezza del vaccino in allattamento e, osservano gli esperti, potrebbe contribuire a dissipare le preoccupazioni di chi rifiuta la profilassi o sceglie di interrompere le poppate al proprio bebè proprio per il timore che il vaccino possa alterare il latte umano.

In particolare lo studio si è concentrato su due dei vaccini a rna-messaggero più diffusi, ovvero quelli di Pfizer e Moderna.I campioni di latte su cui sono state effettuate le analisi sono stati raccolti prima della vaccinazione e in diversi momenti fino a 48 ore dopo la vaccinazione.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda che le persone che allattano vengano vaccinate. Anche l’Academy of Breastfeeding Medicine ha affermato che c’è poco rischio che le nanoparticelle del vaccino o l’mRna entrino nel tessuto mammario o vengano trasferiti nel latte, il che teoricamente potrebbe influenzare l’immunità infantile.