Vaccino AstraZeneca e sindrome da perdita capillare: cos’è la CLS

Sono stati riportati dall'Aifa alcuni casi di CLS, sindrome molto rara, a seguito della somministrazione di Vaxzevria, il vaccino prodotto da AstraZeneca

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Foto Getty Images | Russell Cheyne – WPA Pool

L’Aifa ha segnalato che, successivamente ai primi giorni della vaccinazione con Vaxzevria, il vaccino di AstraZeneca, sono stati segnalati casi, molto rari, di CLS, la sindrome da perdita capillare. Quindi, l’ente regolatorio italiano per i farmaci ha pubblicato una nota di aggiornamento che servirà per inserire delle controindicazioni del vaccino dell’azienda anglo svedese per coloro che soffrono già di questa malattia. Anche l’Ema, lo scorso 11 giugno, ha indicato di non utilizzare il vaccino di AstraZeneca per chi soffre di CLS.

Nella nota pubblicata dall’Aifa si legge: “Nei primi giorni successivi alla vaccinazione con Vaxzevria, sono stati segnalati casi molto rari di sindrome da perdita capillare (CLS). In alcuni casi era presente una storia clinica di CLS. È stato riportato un caso con esito fatale”.

Che cos’è la CLS, la sindrome da perdita capillare

La sindrome da perdita capillare, conosciuta anche come CLS, è un disturbo raro. Questo è caratterizzato da un risposta infiammatoria disfunzionale che può portare a diverse conseguenze, tra cui shock, emoconcentrazione e ad una potenziale conseguenza dell’insufficienza vascolare.

I pazienti che soffrono di questa malattia possono manifestare i sintomi attraverso gonfiore a gambe e braccia, oltre che una sensazione di mancamento. Questo, a causa della bassa pressione arteriosa.

I casi rari a seguito del vaccino AstraZeneca

I casi di sindrome da CLS, come detto, sono stati riportati molto raramente in seguito all’inoculazione del vaccino di AstraZeneca. Secondo quanto emerso, è stato stimato un tasso di segnalazione di un caso su più di 5 milioni di dosi di Vaxzevria somministrate. In alcuni casi, inoltre, i pazienti avevano una storia pregressa di sindrome da perdita capillare.

In letteratura, secondo quanto emerso, sono riportati alcuni casi di CLS scatenati dal Coronavirus. La malattia si manifesta però raramente nella popolazione generale. Infatti, sarebbero meno di 500 i casi descritti nel mondo. Queste stime, però, potrebbero essere inferiori alla reale frequenza con cui si sviluppa questa sindrome.

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