Tumore al testicolo: l’importanza dell’autopalpazione e come farla

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Getty Images | Carl Court

La diagnosi del tumore al testicolo è relativamente facile: nella maggioranza dei casi il primo sintomo è l’ingrossamento dell’organo. Attraverso l’autopalpazione poi, esattamente come accade per il tumore al seno, è possibile diagnosticarlo precocemente: la guarigione si aggira intorno al 99% dei casi se le cure iniziano presto.

Nel Quaderno dedicato al Tumore al testicolo, la Fondazione AIOM spiega come effettuare l’autopalpazione.

L’incidenza del tumore al testicolo in Italia

Nel nostro Paese le nuove diagnosi di neoplasia al testicolo attese nel 2020 sono 2.300 e la maggior parte di queste dovrebbe ricadere sulle fasce di popolazione più giovane: è infatti il tumore più diffuso tra i 15 e i 40 anni, mentre è molto raro che si manifesti dopo i 60.

La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è si aggira intorno al 90% dei casi, ma grazie a semplici strategie di prevenzione il tasso di curabilità è oggi del 99%.

I fattori di rischio sono incerti

Le cause del cancro al testicolo non sono certe, il sospetto principale è nel criptorchidismo, cioè la mancata discesa nello scroto di uno dei testicoli che resta nell’addome o nell’inguine.

La sindrome di Klinefelter è invece il secondo fattore di rischio riscontrato ed è dovuta a una anomalia nei cromosomi.

Il tumore al testicolo si ripresenta poi ne gli uomini che lo hanno già avuto un rischio di 20-50 volte superiore alla popolazione maschile sana.

Come si manifesta il tumore al testicolo

Un nodulo è, solitamente, una prima avvisaglia del tumore al testicolo, che corrisponde ad un aumento di volume, un gonfiore o un senso di pesantezza nell’aria interessata.

Un dolore acuto e il rapido aumento del volume dell’organo (provocato da una possibile emorragia all’interno del tumore) sono quindi segnali da non sopravvalutare. Al contrario, anche il rimpicciolimento del testicolo può essere un segnale di esordio della malattia.

Gli uomini, quindi, dovrebbero eseguire l’autoesame del testicolo, al pari delle donne che fanno l’autoesame del seno. Palpare l’organo di tanto in tanto è infatti il miglior modo di rilevare tempestivamente eventuali anomalie.

L’importanza dell’autopalpazione e come farla

La percentuale di nuovi casi di tumore al testicolo potrebbe essere facilmente ridotta con una mossa preventiva semplice: l’autopalpazione.

Per effettuarla, si deve applicare sull’organo un movimento rotatorio e delicato: indice e medio vanno posizionati nella zona inferiore del testicolo, mentre con il pollice si effettua una palpazione sull’area superiore.

Una pratica tanto semplice quanto ignorata, ma un “salvavita” importantissimo.

Alta guaribilità se preso in tempo

Il tasso di guaribilità di questa neoplasia, grazie a terapie mirate multidisciplinari (chirurgia e radioterapia) molto efficaci, è del 99% se riconosciuta nella fase iniziale, che si abbassa al 90% se estesa anche ai linfonodi dell’addome e oltre l’80% con il coinvolgimento di altri organi (polmone, fegato, ossa).

Una diagnosi precoce, inoltre, permette di preservare la perfetta funzionalità sessuale e la fertilità.