Il tumore al seno fa paura, nonostante i progressi fatti dalla medicina. Ci sono però delle persone che possono essere a rischio, è bene saperlo per poter agire in via preventiva.

La medicina negli ultimi anni ha fatto passi da gigante e ha reso guaribili malattie che prima non lo erano. Tra queste c’è certamente il tumore al seno, che continua a essere la neoplasia più diffusa in Italia (rappresenta il 30,3% di tutti i tumori che colpiscono le donne), ma con una mortalità in diminuzione, nonostante sia cresciuto il numero delle diagnosi alle più giovani.

Non si deve quindi pensare che sia un problema che possa riguardare solamente le over 50, magari dopo essere entrate in menopausa, proprio per questo la prevenzione diventa il mezzo migliore per combatterlo. Dai 40 anni in su gli screening regionali invitano a sottoporsi alla mammografia, ma è bene cominciare già prima con un’ecografia mammaria, che risulta essere ideale per riuscire a individuare eventuali anomali difficilmente da percepire nel tessuto di chi ha tra i 25 e i 40 anni.

Tumore al seno: attenzione ai segnali “sospetti”

La prevenzione, come detto, rappresenta il primo strumento, per arrivare a una diagnosi precoce di tumore al seno e riuscire a sconfiggerlo quando ancora non si è diffuso ad altri organi. Ci sono però dei comportamenti che sembrano ridurre il rischio di contralle la patologia, quali attività fisica costante, un peso nella norma, poco o nullo consumo di alcool e dieta con pochi grassi e molti vegetali (frutta e verdura, in particolare broccoli e cavoli, cipolle, tè verde e pomodori).

Anche l’allattamento può essere utile perché le cellule presenti nella mammella completano la loro maturazione, quindi possono resistere alla formazione della neoplasia.

tumore al seno prevenzione
La prevenzione è fondamentale per il tumore al seno – Foto | Tantasalute.it

Oltre a ecografia e mammografia (spesso anche insieme in caso di dubbio), è consigliabile prenotare almeno una volta all’anno una visita dal senologo, che potrà dare anche indicazioni sulla particolarità del tessuto per sapere a cosa stare attenti.

Nella maggior parte dei casi, almeno nella fase iniziale, il tumore al seno non provoca dolore. Ci sono dei piccoli segnali che possono arrivare dal corpo e che spingono a stare allerta. Tra questi rientrano eventuali nodi percepibili al tatto o visibili, alterazioni della forma del capezzolo (in fuori o in dentro), cambiamenti della pelle (diventa a buccia d’arancia in alcuni punti). perdite da un capezzolo solo (se è bilaterale può essere di tipo ormonale) alterazioni della forma del capezzolo (in fuori o in dentro) e ingrossamento dei linfonodi ascellari.

Attenzione se sei a rischio

Fortunatamente ci sono delle condizioni o dei comportamenti che possono permettere di prevenire il tumore al seno, ma allo stesso tempo ci sono delle condizioni che possono mettere una donna più a rischio di contrarre la malattia.

Al momento, è bene precisarlo, nonostante i progressi fatti dalla medicina, non ci sono comunque cause certe sullo sviluppo della malattia.

A dover essere più caute sono soprattutto le donne non giovanissime, il consumo di alcol, l’obesità e l’assunzione di terapia ormonale sostitutiva. A questo si aggiunge poi chi ha una storia familiare di tumore al seno, oltre a chi vengono diagnosticate le mutazioni genetiche ereditarie come i geni BRCA1 e BRCA2. Non è comunque detto che si possa ricevere la diagnosi, solo ci si dovrebbe sottoporre più frequentemente a una visita.