Trombosi: tipologie, sintomi, cause e cure

La trombosi consiste nell’ostruzione di un vaso sanguigno

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La trombosi è una malattia cardiovascolare molto diffusa, che può avere conseguenze anche gravi. Questa patologia consiste nella formazione di un coagulo di sangue all’interno di un vaso sanguigno. Il trombo, che è formato da globuli rossi, bianchi, fibrina e piastrine, si può formare in qualsiasi parte del sistema circolatorio e può ostruire il vaso, non permettendo al sangue di affluire. Due sono le tipologie di trombosi, quella venosa e quella arteriosa. Ciascuna dà origine a particolari sintomi, ai quali bisogna prestare molta attenzione. Le cause sono molte, anche perché ci sono alcuni fattori di rischio da non trascurare. Le cure consistono in un approccio farmacologico, chirurgico o meccanico.

Cos’è la trombosi

La trombosi è la terza malattia cardiovascolare più comune: si tratta di un’anomalia nella coagulazione del sangue, un meccanismo complesso e delicato che gioca un ruolo fondamentale per la nostra salute. Il fragile equilibrio tra la necessità del sangue di rimanere fluido e la sua tendenza a coagulare può essere infranto e portare alla nascita di trombi. Questi sono dei coaguli di sangue che, nei casi più gravi, possono ostruire completamente i vasi e interrompere quindi l’afflusso sanguigno agli organi – e con esso il preziosissimo ossigeno.

È per questo motivo che la trombosi può avere conseguenze gravissime: l’ostruzione di un vaso sanguigno può comportare l’insorgenza di diverse patologie, tra cui l’infarto e l’ictus. Inoltre, a seconda della sede in cui si forma il trombo, si può andare incontro a malattie quali la trombosi cerebrale, la trombosi polmonare e la trombosi dell’occhio. Infine, nel caso in cui il trombo dovesse rompersi, alcuni frammenti (chiamati emboli) potrebbero raggiungere altre sedi e complicare la situazione – è il caso, ad esempio, dell’embolia polmonare.

Tipi di trombosi

Le tipologie della trombosi sono due. Si può avere una trombosi venosa quando il coagulo si forma all’interno di una vena (come accade nel caso di trombosi venosa profonda), o una trombosi arteriosa quando esso si trova in un’arteria. Esiste anche una specifica classificazione dei trombi, che vanno distinti in base alla loro composizione, ma anche alle loro dimensioni. In quest’ultimo caso ci sono trombi ostruttivi o parietali, rispettivamente quando occludono interamente o parzialmente il vaso. Ci sono poi i trombi a cavaliere, che sono posizionati in presenza di una biforcazione del vaso.

I sintomi della trombosi

I sintomi della trombosi si distinguono nettamente a seconda del tipo di malattia e della sede del trombo. In caso di trombosi arteriosa, l’ostruzione del vaso sanguigno e la mancanza di ossigeno che solitamente affluisce verso l’organo colpito portano alla comparsa di una sintomatologia piuttosto eclatante. Il primo sintomo è il dolore, che si riferisce alla zona in cui ha luogo il trombo. Si può andare incontro ad infarto o ictus, quest’ultimo segnalato dalla presenza di disturbi quali perdita della sensibilità o difficoltà nel parlare.

La trombosi venosa può essere più difficile da individuare in maniera precoce. In alcuni casi rimane a lungo asintomatica, motivo per cui sono moltissime le persone che non hanno mai avuto una diagnosi. Il quadro sintomatologico più comune prevede una sensazione dolorosa all’arto interessato, accompagnata da gonfiore (edema). Quest’ultimo è dovuto alla fuoriuscita della parte liquida del sangue dal vaso ostruito. In determinate circostanze è possibile verificare un cambiamento nel colore della parte del corpo colpita, che in genere tende al blu o al rosso.

Le cause della trombosi

Le cause della trombosi sono rappresentate da un’alterazione dell’equilibrio che regola la coagulazione del sangue. I fattori scatenanti possono essere molti. Si potrebbe trattare di un danno che interessa l’endotelio, la parete interna dei vasi sanguigni. Può anche essere provocata da una stasi del normale flusso di sangue o di una tendenza del sangue stesso a coagulare in maniera eccessiva – in quest’ultimo caso si parla di ipercoagulabilità o trombofilia.

I fattori di rischio della trombosi

I fattori di rischio della trombosi sono molteplici. Interviene l’età, perché con il passare degli anni le pareti dei vasi sanguigni diventano più deboli e meno elastiche. Anche le malattie cardiache hanno un ruolo determinante, in particolare l’aterosclerosi. Una vita eccessivamente sedentaria, l’obesità, il fumo e le cattive abitudini alimentari aumentano il rischio di andare incontro a trombosi. Altri fattori che influiscono nell’insorgenza del disturbo sono rappresentati dalla gravidanza, dall’assunzione di contraccettivi orali, dal perseguimento di terapie ormonali e dall’ereditarietà.

Trombosi, la terapia

La terapia della trombosi si basa anche sull’uso di alcuni farmaci specifici, come gli anticoagulanti, che spesso vengono impiegati a scopo di prevenzione nei soggetti che hanno già manifestato il disturbo o che hanno subito un intervento chirurgico complesso che costringe a restare a letto per lungo tempo. Questi medicinali servono a diminuire la capacità di coagulazione del sangue. Ad esempio, usata a tal fine è l’eparina. Possono essere utilizzati anche farmaci trombolitici, che servono a sciogliere in fretta il trombo.

C’è anche un approccio meccanico, che consiste nell’uso di calze e di fasciature elastiche, soprattutto da impiegare nel periodo post-operatorio. Infine, si può tentare l’approccio chirurgico, che consiste nella trombectomia, anche se è un intervento che ormai è caduto quasi in disuso.