Queste tre malattie neurodegenerative hanno in comune questo

Gli scienziati hanno scoperto che dietro queste tre comuni malattie neurodegenerative si cela un elemento comune: ecco di che cosa si tratta.

Immagine 3D della testa di un uomo con cervello in evidenza
Foto Freepik | kjpargeter

Articolo aggiornato il 11 Marzo 2022

Le malattie neurodegenerative non sono affatto tutte uguali, ma nella maggior parte dei casi sono accomunate da un fatto: è ancora impossibile curarle, o quantomeno bloccare la progressione dei loro sintomi. La ricerca naturalmente continua, perché è l’unica speranza di poter trovare nuove armi con cui combattere questi problemi. E, nel corso di un recente studio, è emerso un legame tra tre diverse patologie. Vediamo di che si tratta.

Malattie neurodegenerative, un inatteso legame

Ciò che accade nel cervello quando si sviluppa una malattia neurodegenerativa non è di facile intuizione. Ma gli scienziati hanno scoperto che spesso si formano delle fibrille amiloidi, ovvero degli aggregati proteici la cui presenza nei tessuti è correlata all’insorgenza di svariate patologie. Nel corso di uno studio condotto dalla Stanford University, gli esperti hanno individuato un nuovo tipo di fibrilla che accomuna tre diverse malattie neurodegenerative.

La ricerca, pubblicata su Cell, ha preso in considerazione i campioni di tessuto cerebrale donati da 11 pazienti morti per tre condizioni mediche tra loro ben distanti. Si tratta della demenza frontotemporale, una rara malattia che colpisce soprattutto persone sotto i 60 anni, della paralisi sopranucleare progressiva, che ha uno sviluppo rapido e molto grave, e della demenza a corpi di Lewy, spesso confusa con il morbo di Alzheimer.

Analizzando alcune cellule dei tessuti cerebrali, i ricercatori hanno scoperto delle fibrille presenti in ogni campione. Un elemento che potrebbe dunque indicare che c’è qualcosa in comune tra tutte e tre le patologie. Grazie ad una tecnica chiamata crio-microscopia elettronica, si è potuto esaminare nel dettaglio tali fibrille e individuare la loro struttura. Così gli esperti sono arrivati a capire da quale proteina sono generate. Si tratta della TMEM106B: è forse un filo conduttore tra le varie malattie neurodegenerative?

Per dirlo, è ancora presto. C’è molto da studiare, per capire se questa proteina è legata alla neurodegenerazione o semplicemente all’invecchiamento. Ma questa scoperta apre una nuova strada che potrebbe permettere agli scienziati di comprendere più a fondo ciò che accade quando si sviluppa una patologia di questo tipo.

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