Trapianto di rene da vivente: risultati migliori, grazie a una nuova tecnica

Il trapianto di rene da donatore vivente potrebbe essere sempre più efficace e sicuro, grazie a una nuova tecnica “Hand-assisted”

Trapianto del rene con una nuova tecnica

Articolo aggiornato il 15 Novembre 2011

Trapianto del rene con una nuova tecnicaD’ora in poi la donazione del rene da vivente può vantare una tecnica più efficace e sicura, un’innovativa metodica di chirurgia mini-invasiva, che si esegue in laparoscopia. Presso il Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma sono stati eseguiti, con successo, due trapianti di rene da donatore vivente con questa tecnica, denominata “Hand-Assisted”.

La nuova frontiera del trapianto di rene da donatore vivente, una nuova speranza di successo e sicurezza per i trapianti di questo tipo: la tecnica “Hand-Assisted”, come suggerisce il termine, prevede l’introduzione della mano dell’operatore attraverso una piccola incisione, di circa 6 cm, per l’espianto dell’organo.
 
Una tecnica mininvasiva, che rende l’intervento chirurgico per il donatore del rene più sicuro e meno traumatico. Rispetto all’operazione tradizionale, i vantaggi non mancano: minore dolore, minori complicanze, minore degenza ospedaliera, più veloce ritorno alle attività professionali e private quotidiane. Anche a livello estetico, grazie al taglio di dimensioni ridotte, 6 cm contro i 15-20 cm dell’intervento tradizionale, i benefici sono notevoli.
 
”Il trapianto di rene è la migliore terapia oggi disponibile per il trattamento dell’insufficienza renale cronica e ha risultati migliori rispetto al trattamento dialitico. In particolare, il trapianto da donatore vivente consente di ridurre i tempi di attesa in dialisi e in alcuni casi si può evitare la dialisi. Quando vi sia la disponibilità di un donatore, dopo un accurato studio che accerti la sicurezza dell’intervento per il donatore, è infatti possibile fare il trapianto prima di entrare in dialisi il cosiddetto trapianto preemptive. La giovane da noi trapiantata, per esempio, ha ricevuto il rene dalla madre e non ha mai fatto dialisi” ha osservato il professor Citterio, che ha guidato l’equipe che ha eseguito il trapianto.