Ti senti sempre stanco e spossato? Quando è necessario chiedere l’intervento del medico

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Se ti senti sempre stanco, è opportuno rivolgersi ad un medico: perché (tantasalute.it)

Articolo aggiornato il 1 Novembre 2023

In questo ultimo periodo, ti senti sempre stanco e particolarmente spossato? Fai molta attenzione: sarebbe opportuno rivolgersi a un medico.

Anche tu con l’arrivo del caldo ti senti particolarmente stanco? Si tratta di una ‘condizione’ piuttosto normale, ma a cui bisogna prestare particolare attenzione. Sentirsi stanchi o spossati, soprattutto con queste temperature, è più che normale.

Se questa sensazione di stanchezza dovesse protrarsi nel tempo o, addirittura, si dovessero riconoscere altri sintomi oltre a questo, sarebbe meglio consultare il parere del medico. Quella che potrebbe essere definita un ‘semplice’ affaticamento, potrebbe rivelarsi tutt’altro.

Potrebbe trattarsi, infatti, di una sindrome, caratterizzata da dolore cronico diffuso, stanchezza e disturbi del sonno, che colpisce soprattutto le donne tra i 20 e i 50 anni, con una prevalenza stimata tra l’1% e il 5% della popolazione generale.

Fai attenzione alla sensazione di stanchezza: potrebbe essere altro

Se la sensazione di stanchezza, quindi, dovesse durare da troppo tempo, sarebbe meglio allertare il proprio medico di fiducia perché potrebbe trattarsi di fibromialgia.

Fibromialgia come riconoscerla
Come riconoscere i sintomi della fibromialgia (tantasalute.it)

Non si conoscono ancora le cause scatenanti della fibromialgia. Si ritiene che l’origine sia multifattoriale e coinvolga fattori genetici, neurobiologici ed emotivi che interagiscono tra loro. I pazienti spesso riferiscono un evento scatenante, soprattutto un trauma fisico o stress psicologico. La fibromialgia non aumenta il rischio di mortalità, ma ha un impatto significativo sulla qualità della vita: comporta una riduzione della capacità lavorativa e delle attività quotidiane, compresa la vita sociale e le relazioni con gli altri. Può causare anche depressione clinica.

La diagnosi è essenzialmente clinica, eseguita sulla base dei sintomi che vengono riferiti dal paziente, poiché non esistono esami specifici. I medici si basano su una scala che valuta la presenza di almeno 11 punti in cui si prova dolore su un totale di 19 distribuiti in tutto il corpo.

Per quanto riguarda il trattamento, esso prevede farmaci antidolorifici, antidepressivi, miorilassanti e integratori. La terapia cognitivo-comportamentale può aiutare a gestire lo stress e modificare i comportamenti disfunzionali. La fisioterapia e l’attività fisica adeguata sono utili per ridurre il dolore e migliorare la flessibilità. Fondamentali sono anche un’alimentazione corretta con esclusione di alcuni cibi e un riposo notturno ottimale che può essere migliorato grazie all’assunzione di melatonina.

I sintomi salienti di questa sindrome sono rappresentati dal dolore muscoloscheletrico, soprattutto a livello di collo, spalle, schiena, ginocchia e arti superiori, e dall’affaticamento, cioè un senso di stanchezza cronica e spossatezza anche dopo riposi notturni non disturbati. A questi possono associarsi cefalea, alterazioni del sonno, problemi cognitivi, alterazioni dell’umore come ansia e depressione.

Tra di essi quelli più rilevanti riguardano i disturbi del sistema nervoso centrale, come per esempio evidenti cambiamenti nel tono dell’umore, nella concentrazione e nell’analisi a livello mentale. Inoltre anche i disturbi del sonno sono un indicatore molto importante, poiché chi è affetto da fibromialgia si sente costantemente stanco, la sua resistenza è quasi annullata, e il sonno non è affatto ristoratore.