Uno studio rivela il sistema della “doppia vaccinazione” delle api

Secondo lo studio le api, in particolare l'ape regina, porterebbero avanti operazioni simili ai programmi di vaccinazione dell’infanzia

ape fiore studio
Foto Unsplash | Sara Kurfeß

La campagna vaccinale prosegue, anche se con qualche imprevisto, in Italia e nel resto d’Europa. Gryan Horwood, dell’Università dell’Illinois, ha di recente pubblicato uno studio sul Journal of Experimental Biology che riguarda le api da miele e i vaccini.

Se all’apparenza potrebbe non esserci alcuna correlazione tra le due cose, in realtà dallo studio è emerso che questi animali portino avanti operazioni simili ai programmi di vaccinazione dell’infanzia. In particolare, nello studio si fa riferimento alla “doppia vaccinazione”. Questa, è esattamente la metodologia che portiamo avanti anche noi esseri umani. La prima dose, infatti, serve ad attivare la risposta immunitaria del nostro corpo. La seconda, invece, è fatta per rafforzarla.

Gli agenti patogeni potrebbero derivare dalla pappa reale

Le api da miele, essendo gregarie, ovvero caratterizzate dalla tendenza di vivere in gruppo, rischiano come gli umani per quanto riguarda la diffusione delle malattie. Secondo quanto emerso, la risposta è già venuta fuori nel 2015. Infatti, le api regine vaccinano le loro uova e trasferiscono così in esse frammenti di proteine. Queste, provengono da agenti patogeni che causano le malattie.

In questo modo, secondo quanto emerso dallo studio, i piccoli riescono a sviluppare degli antigeni che scatenano la risposta immunitaria per combattere le malattie.

Secondo quanto emerso dallo studio, è probabile che gli antigeni dell’ape regina derivino dalla pappa reale, sostanza prodotta dalla api operaie e della quale si nutrono le larve.

Lo studio realizzato su 6 mini alveari

Per questo motivo, il ricercatore si è associato al gruppo di ricerca di Heli Selmela, dell’Università di Helsinki. Così, hanno raccolto 150 api, le hanno divise in 6 mini alveari, ma senza ape regina. Qui le hanno studiate, dando alle api un mix di acqua e zucchero in tre alveari. Negli altri, invece, a questo mix hanno aggiunto uno sciroppo contenente un bacillo che causa una malattia mortale per le api: la peste americana.

I ricercatori, per evitare la morte delle api, hanno ucciso gli agenti patogeni attraverso delle fonti di calore e hanno applicato su di essi una tintura fluorescente per poterne tenere traccia. Da quanto emerso dallo studio, è arrivata la conferma che i batteri sono entrati nella pappa reale. Inoltre, l’esame ha rivelato livelli molto alti di un peptide antimicrobico che aiuta il sistema immunitario a tenere lontane le infezioni batteriche.

La scoperta dei ricercatori ha fatto emergere come, attraverso la pappa reale, l’ape regina riesca a proteggere le uova e, di conseguenza, anche le larve.