Studio italiano, alterazioni della pelle spia di infezione da Covid-19

Lo studio italiano ha individuato 6 fenotipi cutanei che possono essere spie di un'infezione da Coronavirus e che dovrebbero indurre a fare il tampone

mani anziane
Foto Pexels | cottonbro

I sintomi del Coronavirus sono ormai noti alla stragrande maggioranza della popolazione. Dalla febbre alla tosse, dalla perdita del gusto a quella dell’olfatto. Ma non sarebbero gli unici “campanelli d’allarme”. Infatti, secondo quanto emerso da uno studio italiano, ci sono sei alterazioni cutanee che potrebbero essere una manifestazione di Covid-19.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology. A condurlo, un gruppo di ricercatori della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse.

I 6 fenotipi cutanei

Secondo quanto emerso dallo studio, la pelle può essere una spia di infezione da Covid. I 6 fenotipi cutanei individuati sono: colorito molto rosso, reazione cutanea tipo varicella, quadro clinico simile all’orticaria, lesioni simili a geloni, ulcere sugli arti inferiori, vasculite e eruzioni morbilliformi o tipo varicella.

Lo studio conferma che la cute può essere spia di un’infezione da Sars-CoV-2. Per questo è fondamentale controllare ancora di più la nostra pelle”. A dirlo è Ketty Peris, presidente di SIDeMaST.

A coordinare lo studio, condotto su 200 pazienti, è Angelo Valerio Marzano, direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università Statale di Milano.

Marzano ha spiegato che la durata delle manifestazioni sulla pelle nei pazienti affetti da Covi è di circa 12 giorni. Più lunga quella dei geloni, arrivata a 22 giorni.

Inoltre, abbiamo rivelato che i geloni erano sintomi prevalenti tra i giovani ed erano associati ad una manifestazione quasi sempre asintomatica del virus, mentre gli altri fenotipi erano collegati ad una forma più o meno severa”.

Il coordinatore dello studio spiega che non c’è correlazione diretta tra gravità della manifestazioni cutanee e Covid-19

Come ha spiegato Marzano, già due lavori internazionali, piuttosto importanti, hanno data per certa la correlazione tra manifestazioni cutanee e Covid.

“Una corrispondenza che invece, in base ai nostri studi, non esiste: non c’è correlazione diretta tra gravità della manifestazione cutanea e quella della malattia da Sars-Cov-2”. Piuttosto, Marzano ha spiegato che esiste una correlazione tra “aumento dell’età e aumento della gravità della malattia”.

L’esperto ha consigliato di prestare molta attenzione ai segnali mandati dalla pelle e di “effettuare un tampone” nel caso in cui si dovesse manifestare uno dei sei fenotipi cutanei individuati.