Studio, il Covid potrebbe infettare anche i testicoli

Dallo studio si potrebbe quindi riuscire a capire perché alcuni soggetti hanno rilevato un dolore ai testicoli durante l'infezione da Covid-19

ragazzo covid
Foto Unsplash | Ben White

Uno studio effettuato dall’UTMB, l’università del Texas Medical Branch, ha rivelato un dato molto interessante che riguarda gli uomini e il Covid. Secondo quanto emerso dallo studio, il nuovo Coronavirus sarebbe in grado di provocare infenzioni ai testicoli nei criceti contagiati. I risultati della ricerca, effettuata appunto dall’UTMB, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Microorganisms.

I risultati potrebbero spiegare perché alcuni pazienti abbiamo provato dolore ai testicoli durante l’infezione da Covid

Lo studio, secondo quanto spiegato dagli autori, potrebbe contribuire a spiegare perché alcuni pazienti affetti da Coronavirus abbiano riportato dolore ai testicoli o diminuzione dei livelli di testosterone. Rafael Kroon Campo, titolare di una borsa di ricerca presso il laboratorio Shannan Rossi dell’Università del Texas Medical Branch, è a capo di questo importante studio che correlerebbe Covid-19 al dolore ai testicoli sviluppato da alcuni pazienti colpiti dal virus.

In tutti i criceti è stato rilevato il virus nei testicoli

Kroon Campo si occupa ormai da anni dell’infezione del virus Zika nei testicoli e, proprio per questo, ha preso parte a questo nuovo studio, effettuato sui criceti, per provare a spiegare come detto la correlazione tra Coronavirus e dolore ai testicoli. Il team, secondo quanto emerso, ha rivelato il virus Sars-CoV-2 nei testicoli di tutti i criceti durante la prima settimana.

“Vista l’enorme diffusione della pandemia è fondamentale indagare su come Covid-19 possa influenzare la salute riproduttiva maschie”. A spiegarlo è stato proprio Rafael Kroon Campo.

Il capo dello studio ha poi aggiunto: “Il nostro lavoro potrebbe essere un primo passo per capire come la malattia da nuovo Coronavirus possa alterare il tratto genitale maschile”. Inoltre, ha però spiegato che è ancora “presto” per poter avere un “quadro completo delle implicazioni sulla sessualità”. Questo perché i ricercatori sono partiti da un “modello animale”.

“Nei prossimi studi cercheremo di approfondire questi aspetti e l’impatto di farmaci, terapie anticorpali, antivirali e vaccini” ha spiegato Kroon Campo.