Studio, l’alimentazione è importante per la salute psico-fisica

Lo studio, condotto da Nestlé, ha evidenziato come una corretta ed equilibrata alimentazione possa influire sull'umore e migliorarlo

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Foto Pexels | Ella Olsson

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Il cibo e la psiche sono profondamente connessi, come rivelato dalla psichiatria nutrizionale. Di conseguenza, la nostra mente può essere curata anche a tavola. Questo è uno degli aspetti emersi da uno studio, pubblicato da Nestlé.

Secondo lo studio l’alimentazione corretta può migliorare l’umore

La ricerca, iniziata già prima della Pandemia, ha avuto come obiettivo quello di sondare la salute psicologica degli italiani. Secondo quanto emerso, il 70% degli intervistati ha dichiarato di aver modificato i suoi atteggiamenti in diversi aspetti della vita, dalla famiglia al lavoro, fino alle relazioni sociali. Tra questi cambiamenti rientrano anche le abitudini alimentari.

“Molti scienziati hanno sottolineato l’esistenza di solide associazioni tra qualità della dieta e salute mentale, riportando evidenze che indicano un effetto protettivo di stili nutritivi sani sull’umore”. A dirlo è Giuseppe Fatati, Presidente dell’Osservatorio Nestlé. In pratica, come spiegato da Fatati, l’alimentazione corretta può migliorare l’umore.

“Esiste una relazione inversa tra comuno di frutta e verdura e depressione o ansia. Cioè più frutta e verdura si mangia, più è bassa la probabilità di andare incontro a una malattia mentale” ha spiegato il Presidente dell’Osservatorio Nestlé.

Secondo quanto emerso, lo studio ha posto particolare attenzione alle trasformazioni, anche lievi, della personalità. Soprattutto, l’attenzione è stata rivolta verso quelle prime avvisaglie che rendono chiaro che è arrivato il momento di “correre ai ripari” e ripristinare delle buone abitudini alimentari.

I soggetti più giovani sono anche i più fragili

Dallo studio, inoltre, sono emersi diversi aspetti legati ai cambiamenti in questi ultimi anni. Secondo quanto emerso, il 22% degli intervistati ha ridotto i contatti con l’esterno. E ancora: il 34% dei soggetti nella fascia 35-44 ha detto di esserci maggiormente concentrato sulla famiglia. Il 19%, soprattutto nella fascia 18-34 anni, ha detto di essersi affidato ad una cerchia ristretta di amici. La stessa percentuale, invece, ha spiegato di aver fatto l’esatto contrario, uscendo più spesso e incontrando più persone possibili.

Alla fine, dallo studio Nestlé è emerso come ci siano diversi cambiamenti positivi che, per tutta una serie di fattori, possono diventare negativi, inducendoci a chiuderci in noi stessi. Inoltre, secondo quanto emerso, i soggetti più giovani sono quelli più inclini a sviluppare comportamenti negativi. Proprio per questo è importante che le fragilità vengano “curate” fin da subito, anche attraverso un’alimentazione corretta e adeguata.