Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Dall’inizio della campagna vaccinale in Italia, il 27 dicembre 2020, sono oltre 800mila gli italiani a cui è stata somministrata la prima dose del vaccino. Dopo gli operatori sanitari, è il turno degli over 80, che ieri hanno ricevuto le prime dosi all’ospedale San Camillo di Roma. Mentre la campagna vaccinale prosegue, si continuano a studiare gli effetti e le eventuali controindicazioni al vaccino. Secondo un recentissimo studio della Ohio State University, pubblicato sulla rivista Perspectives on Psychological Science, alcune particolari condizioni, come depressione, stress e solitudine, possono ridurre l’efficacia del vaccino contro il Covid-19.

L’importanza dei vaccini per la società

Mentre le curve iniziano la loro risalita e ci si avvia alla terza ondata di Covid-19, il vaccino rappresenta lo strumento più efficace nella lotta al virus. Infatti, come spiega Annalise Madison, ricercatrice presso la Ohio State University, “i vaccini rappresentano uno dei progressi più efficaci nella storia della medicina, perché proteggono la società da un’ampia gamma di malattie“. Ben prima che il Covid-19 facesse la sua apparizione, i vaccini ci hanno protetto da malattie altrimenti estremamente pericolose, come il vaiolo e la poliomielite. Attualmente BioNTech sta lavorando anche a un vaccino contro la sclerosi multipla. “Ma – aggiunge Annalise Madisonè fondamentale garantire che la maggior parte della popolazione sia correttamente immunizzata per ottenere l’immunità di gregge“.

Quali fattori incidono sulla risposta immunitaria

I ricercatori hanno analizzato la risposta anticorpale, per valutare quali fattori possano influenzare la resa del vaccino e incidere sulla sua efficacia. I test hanno dimostrato che i vaccini approvati sono altamente efficaci nel produrre una significativa risposta immunitaria. Ma, secondo gli esperti, alcuni soggetti potrebbero trarne meno beneficio.

Alcuni fattori ambientali, la genetica, la salute fisica e mentale di un individuo potrebbero indebolire il sistema immunitario del corpo, rallentando la risposta al vaccino“, commenta Annalise Madison. Oltre alla debolezza fisica legata alla pandemia, i ricercatori della Ohio State University ribadiscono l’importanza che la componente di salute mentale gioca nella risposta immunitaria del soggetto a cui viene somministrato il vaccino.

A spiegarci il meccanismo è Janice Kiecolt-Glaser, direttrice dell’Istituto per la ricerca di medicina comportamentale presso la Ohio State University: “I vaccini agiscono sul sistema immunitari, per cui un ritardo nella risposta immunitaria potrebbe rendere meno efficace la procedura immunizzante“.

Come prepararsi ad assumere il vaccino

Tra i risvolti positivi che gli scienziati evidenziano, ci sono invece l’elevata efficacia dei vaccini approvati e la relativa semplicità con cui è possibile predisporre l’organismo a massimizzarne l’effetto.  Per incrementare la risposta immunitaria, sarebbe bene impegnarsi nell’attività fisica e dormire bene, nelle 24 ore prima del vaccino. “Sono comportamenti – conclude Madison – che riducono l’effetto negativo di una serie di condizioni psicologiche e fisiche che potrebbero altrimenti ritardare i benefici del vaccino. In questo modo possiamo fare in modo che la risposta anticorpale avvenga nel modo migliore e più tempestivo possibile“.