Stitichezza: come riconoscerla e contrastarla in modo efficace

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Foto Shutterstock | triocean
Tra i disturbi della defecazione rientra la stitichezza, che si presenta come la difficoltà ad espellere le feci. In alcuni casi la difficoltà può essere totale, nel senso che il transito delle feci è bloccato del tutto, in altri casi il paziente riesce a defecare ma avverte una sensazione di svuotamento incompleto.

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Per la definizione di stitichezza ci si può rifare a quella che è stata fornita dall’American College of Gastroenterology. La stipsi si ha nel momento in cui il paziente lamenta una defecazione insoddisfacente, determinata dal transito difficoltoso delle feci e da una riduzione delle evacuazioni. A completare la definizione è posto anche un criterio temporale: il disturbo deve essere presente da almeno tre mesi.

Sintomi della stitichezza

Prima di parlare dei sintomi della stipsi, è bene fare una precisazione: la stitichezza non è una malattia, ma è essa stessa un sintomo. La stipsi si può infatti presentare all’interno del corteo sintomatologico di diverse entità cliniche.
I pazienti che soffrono di stipsi riferiscono di aver notato una riduzione della frequenza delle evacuazioni, alla quale si può anche associare una sensazione di svuotamento incompleto. Si possono notare anche dei cambiamenti delle feci, in particolare i pazienti stitici tenderanno ad avere delle feci dure, talvolta definite caprine.
È frequente che i pazienti riferiscano anche di avvertire una sorta di ostruzione a livello dell’ano, che rende difficoltosa la fuoriuscita del materiale fecale. Gli stitici lamentano inoltre di dover compiere sforzi eccessivi durante la defecazione per facilitare il transito del materiale e che spesso il tentativo di defecare non va comunque a buon fine.

Come trattare la stitichezza

Non esiste, in realtà, un trattamento univoco che possa essere proposto ai pazienti che lamentano di essere stitici. Sul mercato, tuttavia, sono presenti degli integratori alimentari che aiutano l’organismo a ritrovare la giusta regolarità intestinale: è possibile acquistarli in tutte le farmacie, sia fisiche che online.
Si possono seguire, inoltre, anche degli accorgimenti per cercare di migliorare la situazione, fino a risolverla del tutto.
In primo luogo, è richiesta una modifica delle abitudini alimentari, che preveda l’introduzione di cibi che favoriscano la defecazione. Attenzione anche all’idratazione, perché uno scarso introito giornaliero di acqua contribuisce a rendere le feci più dure. Per questo si consiglia di rispettare l’indicazione classica, ovvero di bere almeno due litri di acqua al giorno.
È utile anche cercare di stabilire un’abitudine alla defecazione, ad esempio impostare una routine e recarsi in bagno con regolarità, cercando di defecare sempre alla stessa ora. Può capitare che si avverta all’improvviso nella giornata uno stimolo: in questo caso è importantissimo andare subito in bagno e non reprimerlo.
Per quanto riguarda l’utilizzo di farmaci, possono essere impiegati anche dei particolari lassativi. Nel caso in cui il disturbo dovesse persistere nonostante la modifica della dieta alimentare, l’aumento dell’attività fisica ed in generale nonostante il miglioramento dello stile di vita, è bene rivolgersi al proprio medico per tentare un inquadramento più preciso ed una eventuale terapia.

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Prevenire la stitichezza: quali sono le cause?

Il primo elemento che deve essere preso in considerazione nella valutazione delle stipsi è la dieta alimentare. Cambiamenti nelle abitudini alimentari e soprattutto regimi dietetici non salutari possono essere responsabili di disturbi gastrointestinali e presentarsi sia con la diarrea che con la stitichezza.
Anche la sedentarietà può contribuire, soprattutto in quei pazienti che già hanno difficoltà ad evacuare le feci con frequenza corretta. È stato dimostrato che la sedentarietà riduce la motilità del colon e dunque rallenta il transito intestinale.
Molti pazienti soffrono della sindrome del colon irritabile e questa può avere tra i suoi sintomi una difficoltà a defecare, con comparsa di feci caprine e ridotta frequenza delle evacuazioni. In alcune donne può comparire stipsi durante la gravidanza ed alla base vi è la dislocazione dei visceri addominali causata dall’espansione dell’utero con l’avanzare della gestazione.