Stenosi aortica: sintomi, cause e rimedi

La stenosi aortica è una patologia che determina il restringimento o l'occlusione della valvola aortica. Questa condizione è causata da diversi fattori e, nella forma più lieve, non presenta alcun sintomo, mentre si presentano sintomi nelle forme più gravi. Ma di cosa si tratta nello specifico? Nell'articolo che segue scopriamo quali sono le cause, i sintomi e i rimedi per curare questa patologia.

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    Stenosi aortica: sintomi, cause e rimedi

    Stenosi aortica: quali sono i sintomi, le cause e i rimedi? La stenosi aortica è una patologia del cuore che si caratterizza per il restringimento e per l’ostruzione della valvola aortica. Le cause che provocano questa malattia possono essere di natura diversa, fra cui anche la degenerazione senile e le malformazioni congenite. I sintomi della stenosi aortica variano in base alla gravità della patologia e possono diventare più marcati quando l’occlusione è più estesa. Ma di cosa si tratta nello specifico? Nell’articolo che segue analizziamo nel dettaglio tutti gli aspetti fondamentali della stenosi aortica.

    Cos’è

    Stenosi aortica è un termine medico per definire un restringimento della valvola aortica con la conseguenza di una riduzione del flusso di sangue che la attraversa. Spesso viene definita come stenosi valvolare aortica perché colpisce la valvola, posta tra il ventricolo sinistro e l’arteria aorta, che porta il sangue dal cuore all’aorta per poi distribuirlo in tutto l’organismo.

    La stenosi valvolare aortica comporta la riduzione della valvola con conseguente diminuzione del flusso sanguigno, e la pressione che si crea tra ventricolo sinistro e aorta determina l’aumento del ventricolo (ipertrofia) che causa un affaticamento cardiaco.

    Sintomi

    La stenosi aortica è una patologia, che in forma lieve, è asintomatica; quando la patologia, con il tempo, inizia ad aggravarsi, si manifestano dei sintomi significativi come:

    • Soffio al cuore: il soffio al cuore è provocato dal rumore che emette il sangue passando attraverso la valvola ristretta. In condizioni normali, questo processo non emette nessun suono, ma in caso di stenosi aortica si verifica un soffio in quanto il flusso causa un rumore percepibile dallo stetoscopio.
    • Angina pectoris: l’angina pectoris è un dolore al torace causato dall’insufficienza di ossigeno al cuore. Se si è colpiti da stenosi aortica, le cellule del cuore richiedono una quantità maggiore di ossigeno in quanto sono affaticate dall’ipertrofia ventricolare, e la riduzione del flusso sanguigno causata dal restringimento della valvola causa ipoperfusione (diminuzione di apporto di sangue ad un organo) e conseguente carenza di ossigeno.
    • Sincope: la sincope, generalmente, si verifica durante un eccessivo sforzo fisico, ma in alcuni casi si presenta anche a riposo. Questa condizione è causata dal basso apporto di sangue che arriva al cervello, provocato dalla stenosi aortica, e si manifesta con vertigini, perdita di coscienza e vista offuscata.
    • Dispnea: la dispnea è una difficoltà respiratoria e si può manifestare a riposo, durante la notte oppure in seguito ad uno sforzo, ed è sintomo di uno scompenso cardiaco in atto. Questa condizione si manifesta nelle fasi avanzate della stenosi aortica.

    Cause

    La stenosi aortica è una malattia cardiaca causata da diversi fattori e può presentarsi in diverse situazioni, classificabili in base a differenti parametri come età, gravità e localizzazione.

    Età

    L’età del paziente è uno dei fattori che determina la stenosi aortica, e si suddivide in valvolare calcifica, reumatica o congenita.

    • Valvolare calcifica: questa causa è tipica dell’avanzamento dell’età, quando la stenosi aortica si presenta in un paziente anziano, solitamente dopo i 70 anni. La stenosi aortica viene provocata da una calcificazione, che determina la riduzione della valvola.
    • Valvolare reumatica: questa condizione si verifica in seguito a processi infiammatori, come le malattie reumatiche, e colpisce soprattutto i soggetti di età compresa tra i 40 e i 70 anni. In questo caso si formano dei tessuti fibrosi che inspessiscono i lembi della valvola, causandone il restringimento o l’occlusione.
    • Valvolare congenita: la stenosi aortica congenita è presente fin dalla nascita e si manifesta nei soggetti molto giovani, sotto i 40 anni di età.

    Gravità

    Un’altra classificazione di stenosi aortica si può fare in base alla gravità della stessa, e si suddivide in lieve, moderata, severa e critica.

    • Lieve: la stenosi aortica è classificata lieve quando l’area valvolare colpita è maggiore di 1,5 centimetri quadrati. In questo caso può esserci l’assenza totale di sintomi.
    • Moderata: in questo caso l’area valvolare è compresa tra i 1,5 e 1 centimetri quadrati. La stenosi aortica moderata può manifestare dei lievi sintomi.
    • Severa: nella stenosi aortica severa l’area valvolare è inferiore a 1 centimetro quadrato. La sintomatologia è presente in modo significativo.
    • Critica: in questa tipologia l’area valvolare è molto ridotta (meno di 0,75 centimetri quadrati). La stenosi aortica critica è la forma più grave e bisogna intervenire chirurgicamente in modo tempestivo.

    Localizzazione

    La classificazione secondo la localizzazione viene fatta in base a dove si trova l’anomalia e in questo caso si parla di stenosi aortica sopravalvolare, sottovalvolare e addominale.

    • Sopravalvolare: quando il restringimento compare all’inizio dell’aorta, sopra la valvola tra l’arteria e il ventricolo sinistro. Solitamente questo tipo di stenosi aortica è piuttosto raro ed è di tipo congenito.
    • Sottovalvolare: il restringimento dell’area valvolare è causato da un’anomalia che si crea sotto la valvola aortica a contatto con il ventricolo sinistro. Questa stenosi aortica rappresenta il 10-20% delle stenosi.
    • Addominale: nella stenosi aortica addominale il restringimento non riguarda la valvola ma una porzione dell’arteria che porta il sangue nell’area addominale. Questo fenomeno può essere asintomatico, e può portare ad avere un aneurisma con conseguenze anche gravi.

    Rimedi

    Per la stenosi aortica sono previste terapie farmacologiche, palliative, solo nel caso in cui il rischio di mortalità post-operatoria superi quello di morte improvvisa a causa della gravità dei sintomi di questa patologia. Nel caso in cui si decida di procedere con intervento chirurgico è bene sapere che ne esistono di due tipologie: uno viene normalmente eseguito nei pazienti in età adulta e l’altro è praticato maggiormente in età pediatrica, per le forme congenite.

    • Sostituzione valvolare: questo intervento, a cuore aperto, si esegue in età adulta. La valvola aortica viene sostituita con una biologica (tessuto animale) oppure una sintetica meccanica. La valvola biologica è silenziosa, ha minor rischio di rigetto ma tende a deteriorarsi con il tempo, e va sostituita dopo un certo periodo; la valvola sintetica meccanica ha una durata molto lunga e non richiede sostituzione, ma può risultare rumorosa e spesso il sangue tende a coagularsi attorno ad essa, costringendo il paziente ad assumere farmaci anticoagulanti.
    • Valvuloplastica: questa tecnica è definita “mini invasiva” in quanto viene effettuata per via percutanea, e viene praticata sui pazienti giovani. Attraverso ad un catetere si raggiunge la valvola aortica e si dilata mediante un palloncino, procedura simile ad un’angioplastica. Essendo poco invasiva, è la tecnica prediletta anche nei pazienti con sufficienza cardiaca compromessa, che non sono buoni candidati alla chirurgia “classica”.

    Prognosi

    La prognosi della stenosi aortica è particolarmente infausta se non si procede all’intervento di sostituzione valvolare. Nei pazienti che presentano i sintomi più gravi, infatti, la mortalità si attesta attorno al 30-40% nei 3 anni dalla comparsa del disturbo; la prospettiva di vita dopo l’intervento chirurgico, al contrario, è buona. Sarà comunque compito del medico decidere la terapia adatta al trattamento della stenosi aortica.