Sputnik V, il vaccino russo anti Covid ha pochi effetti collaterali gravi

Uno studio italiano su oltre 2mila persone ha evidenziato che il vaccino russo Sputnik V avrebbe pochi effetti collaterali, anche sugli over 60

vaccino inoculazione
Foto Shutterstock | BaLL LunLa

In Italia, al momento, sono disponibili quattro vaccini contro Covid-19: Pfzier-BioNTech, Moderna, Johnson & Johnson e AstraZeneca. Presto, però, potrebbe unirsi a questi anche il vaccino russo Sputnik V. Questo perché, secondo uno studio recente, gli effetti collaterali sono in maggioranza lievi o moderati. Inoltre, non durano più di due giorni e in più della metà dei casi non è servito l’utilizzo di farmaci.

Lo studio italiano sul vaccino Sputnik V

Il vaccino Sputnik inoltre, sempre secondo lo studio, non ha causato decessi o ricoveri. Secondo quanto emerso, solo lo 0,4% dei pazienti si è recato in pronto soccorso, ma per una breve osservazione. Lo studio è stato condotto dall’Istituto per la sicurezza sociale della Repubblica di San Marino in collaborazione con l’Università di Bologna.

Lo studio sul vaccino russo Sputnik V è stato pubblicato sulla rivista scientifica E Clinical Medicine. Secondo quanto emerso, la ricerca ha riguardanto più di 2.500 persone (per la precisione 2.558) che a San Marino sono state immunizzate con il vaccino russo. I ricercatori hanno spiegato che la sintomatologia post vaccinazione è risultata “sostanzialmente inferiore” rispetto a quella osservate in altri studi che riguardano gli altri vaccini contro il Coronavirus.

Il vaccino non ha mostrato “gravi problemi di sicurezza” sugli over 60

In particolare, lo studio ha focalizzato la sua attenzione anche sugli over 60, tra le fasce più critiche per quanto riguarda la vaccinazione. Secondo gli ultimi dati, risalenti all’inizio di luglio, nella fascia d’età 60 – 69 sono oltre 2 milioni e 500 mila i soggetti che devono ancora ricevere la prima dose di vaccino anti Covid-19. Secondo quanto emerso dallo studio, il vaccino Sputnik V non ha mostrato “gravi problemi di sicurezza” per gli over 60. Inoltre, come già accennato, il vaccino ha avuto un numero “molto limitato” di effetti collaterali che hanno richiesto intervento medico. Questo sia dopo la prima che dopo il completamento della vaccinazione.

Secondo quanto emerso dallo studio, a seguito della somministrazione del vaccino Sputnin l’incidenza degli effetti collaterali dopo la prima dose è stato del 53,3%. Per quanto riguarda la seconda, invece, è stato del 66,8%. Le reazioni, sia locali che sistemiche, sono state riportate nel 31,9% dei casi.

Nello specifico, il 18,5% dei soggetti ha segnalato solo reazioni sistemiche. Il 16,1%, invece, ha riportato solo sintomi locali. Secondo quanto emerso, a livello locale, i disturbi più comuni sono stati: dolore, noduli, gonfiore e calore. Per quanto riguarda invece i sintomi sistemi, i più frequenti dopo la vaccinazione con Sputnik V sono stati: astenia, dolore articolare, dolore muscolare, cefalea, brividi, malessere e infine febbre.