Spasmo ipnico: cos’è e in che modo influenza il nostro sonno

Spasmo ipnico
Quante volte durante la notte sperimenti uno spasmo ipnico? – Tantasalute.it

Articolo aggiornato il 27 Gennaio 2024

Hai mai sognato di cadere nel vuoto per poi svegliarti di soprassalto? Ecco, questo è uno spasmo ipnico.

Circa il 70 % delle persone nella loro vita ha sperimentato almeno una volta uno spasmo ipnico, e in particolar modo gli adolescenti lo possono rivivere più volte nella stessa notte.

Gli spasmi ipnici sono contrazioni involontarie e ripetute di uno o più gruppi muscolari che si verificano durante il sonno, generalmente nella fase REM, ovvero durante i sogni.

Oggi, lo spasmo ipnico è diventato un fenomeno molto interessante e talvolta preoccupante che può verificarsi durante il sonno. Si tratta di un tipo di disturbo del movimento notturno che coinvolge contrazioni muscolari involontarie che si manifestano solitamente durante il passaggio dalla fase di sonno leggero a quella di sonno profondo. In questo articolo, vedremo insieme nei dettagli cos’è lo spasmo ipnico, le sue cause, i sintomi associati a questo disturbo e come possiamo gestirlo.

Lo spasmo ipnico è noto anche come spasmo del sonno ed è un fenomeno caratterizzato da contrazioni muscolari involontarie che si verificano mentre una persona sta per addormentarsi o si trova in una fase di sonno leggero. Queste contrazioni possono variare in base alla loro intensità, da lievi sobbalzi muscolari si possono verificare scatti più pronunciati. Molto spesso, coloro che li sperimentano descrivono la sensazione come una scocca improvvisa.

Spasmi ipnici: cause, sintomi e risoluzioni

Gli spasmi ipnici possono interessare i muscoli della gamba, del piede o della mano provocando contrazioni, sussulti e piccole scariche elettriche rilevabili con l’elettrocardiogramma. Si manifestano con maggiore frequenza nel sonno profondo e si associano spesso a sogni vividi e talvolta angoscianti.

Le cause degli spasmi ipnici non sono del tutto chiare: alcuni ricercatori ipotizzano il coinvolgimento di fattori genetici, mentre altri ritengono che essi siano legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale. È stato dimostrato, però, che gli spasmi sono correlati a una ridotta soglia di eccitabilità dei motoneuroni e che possono peggiorare in condizioni di affaticamento, stress e consumo di alcol. Alcuni possibili fattori includono:

  • Stress e ansia: L’ansia e lo stress possono aumentare la probabilità di sperimentare spasmi ipnici.
  • Stanchezza e affaticamento: La mancanza di sonno o la stanchezza eccessiva possono rendere più probabile la comparsa degli spasmi.
  • Posizione del sonno: Alcune posizioni del corpo mentre si dorme possono essere più suscettibili di scatenare spasmi ipnici.

I sintomi più comuni associati allo spasmo ipnico includono:

  • Sobbalzi muscolari improvvisi: Le contrazioni muscolari si verificano durante il tentativo di addormentarsi o durante il sonno leggero.
  • Sensazione di caduta: Molte persone descrivono una sensazione simile a quella di cadere durante uno spasmo ipnico.
  • Risveglio momentaneo: Gli spasmi possono interrompere del tutto il sonno oppure causare un breve risveglio. Solitamente però la maggior parte dei soggetti torna a dormire rapidamente.

Tra le possibili strategie per ridurre gli spasmi ipnici si può: applicare impacchi freddi su gambe e braccia prima di andare a dormire, eseguire esercizi di rilassamento muscolare la sera, modificare la postura nel sonno, assumere supplementi di magnesio ed evitare bevande eccitanti prima di coricarsi.

Come influenza il sonno
Possono causare anche una forte emicrania – Tantasalute.it

Nei casi più gravi il medico può valutare la prescrizione di farmaci miorilassanti da assumere la sera.

In ogni caso, se si sperimentano spasmi ipnici occasionali, solitamente non è necessario alcun tipo di trattamento. Tuttavia, per ridurre la loro frequenza o l’intensità, è possibile considerare le seguenti misure. In primis è molto importante gestire lo stress e l’ansia. In questi casi la meditazione, la terapia o il rilassamento può aiutare. È altrettanto importante regolare il sonno e garantire un adeguato riposo notturno così da ridurre la probabilità di spasmi ipnici. Anche la posizione che si assume durante il sonno può essere d’aiuto per evitare gli spasmi. Se gli spasmi sono frequenti, intensi o causano problemi significativi nel sonno, si consiglia di consultare un medico per valutare possibili cause sottostanti e opzioni di trattamento.

Cosa sono le scosse ipniche?

Le scosse ipniche sono un termine che viene utilizzato in modo intercambiabile con spasmo ipnico. Quindi, si riferiscono a contrazioni muscolari involontarie che si verificano durante il sonno. Queste contrazioni muscolari variano a seconda dell’intensità, ma nella maggior parte dei casi sono descritte come brevi sobbalzi o scosse, che possono essere accompagnate da una sensazione di caduta. Questo fenomeno è noto con diversi nomi, tra cui “scosse ipniche”, “spasmo ipnico” o “miclonia del sonno”. Le cause esatte delle scosse ipniche non sono ancora completamente comprese, ma come abbiamo visto nel paragrafo precedente, sono associate a fattori come lo stress, la stanchezza o la posizione del sonno. In genere, le scosse ipniche però non sono motivo di preoccupazione e non richiedono trattamento, a meno che non diventino molto frequenti o intense.

Spasmi ipnici - Foto di Julian Jagtenberg/ Pexels.com
Spasmi ipnici – Foto di Julian Jagtenberg/ Pexels.com

A cosa sono dovuti gli spasmi muscolari?

Gli spasmi muscolari sono dovuti a una varietà di cause, e spesso dipendono dal conteso in cui si verificano. Alcune delle cause più comuni di spasmi muscolari sono:

  • Affaticamento muscolare: L’uso prolungato di un muscolo può portare ad uno spasmo muscolare, più conosciuto come crampo. Questi spasmi possono verificarsi durante o dopo l’attività fisica intensa.
  • Disidratazione ed elettroliti: La mancanza di idratazione adeguata o squilibri negli elettroliti, come il potassio, il calcio o il magnesio, può causare spasmi muscolari.
  • Stress e ansia: Lo stress può contribuire a tensioni muscolari e spasmi. Le persone con ansia cronica possono infatti, sperimentare contrazioni muscolari involontarie.
  • Posizioni scomode: Anche mantenere una posizione scomoda per troppo tempo, ad esempio quando si sta seduti a una scrivania per molte ore, può portare a spasmi muscolari. In questo caso nella parte bassa della schiena o nel collo.
  • Malattie neurologiche: Alcune condizioni neurologiche, come il morbo di Parkinson o la sclerosi multipla, possono essere associate a spasmi muscolari.
  • Carenza di vitamine o minerali: Una carenza di vitamine come la D o i minerali come magnesio può influenzare la funzione muscolare e causare spasmi.
  • Effetti collaterali di farmaci: Esistono alcuni farmaci che possono causare spasmi muscolari come effetto collaterale.
  • Disturbi del sonno: Gli spasmi muscolari notturni, come lo spasmo ipnico, si verifica durante il sonno ed è legato a fattori come ansia, stress o stanchezza.

In ogni caso è molto importante notare che le cause degli spasmi muscolari possono essere diverse da persona a persona, e in alcuni casi, possono essere dovute anche a più fattori. Se si sperimentano spasmi muscolari persistenti o gravi, si consiglia di consultare un medico per valutare la causa sottostante e determinare qual è il miglior trattamento da fare.

Come calmare gli spasmi?

Per calmare gli spasmi bisogna prima capire la loro causa e quanto sono gravi. Esistono una serie di strategie che possono aiutare ad alleviare gli spasmi muscolari. Se lo spasmo muscolare o il crampo è legato ad un’attività fisica intensa o a una posizione prolungata, bisogna cercare di allungare il muscolo coinvolto. Eseguire un leggero allungamento del muscolo interessato può contribuire a rilassarlo. Un massaggio leggero dei muscoli interessati può contribuire a ridurre la tensione e alleviare gli spasmi. Se la disidratazione è la causa degli spasmi muscolari, allora bisogna bere tanta acqua e consumare alimenti ricchi di potassio, calcio e magnesio. Anche l’applicazione di una borsa dell’acqua calda o di un impacco di ghiaccio sulla zona affitta aiuta a rilessare i muscoli e ridurre la sensazione di dolore.

Se invece, si sospetta di una carenza di vitamine o minerali, consultare un bravo medico prima di prendere integratori. In questi casi possono essere raccomandati integratori di potassio, calcio o magnesio, a seconda delle esigenze individuali. In alcuni casi il medico può anche raccomandare dei farmaci da banco come gli analgesici o i rilassanti muscolari per alleviare temporaneamente il dolore e i sintomi.

Ancora, se gli spasmi muscolari sono legati a problemi strutturali o muscolari più gravi, un fisioterapista può aiutare con esercizi specifici per rafforzare e allungare i muscoli.

Come abbiamo visto, la gestione degli spasmi muscolari può variare in base al contesto e alle cause specifiche.

Come calmare gli spasmi ipnici - Foto di MART  PRODUCTION/ Pexels.com
Come calmare gli spasmi ipnici – Foto di MART PRODUCTION/ Pexels.com

Quali conseguenze si hanno sul sonno

Negli episodi di spasmi ipnici la qualità del sonno risulta alterata, poiché le continue contrazioni muscolari possono frammentare il riposo notturno interrompendone i cicli in modo ricorrente. Di conseguenza il risveglio mattutino può essere accompagnato da sensazioni di stanchezza e spossatezza, sonnolenza diurna e ridotta concentrazione. In questi casi diventa fondamentale identificare e gestire il disturbo per evitare inoltre emicranie e mal di testa continui.

Possono inoltre causare delle alterazioni cardiocircolatorie per via dei picchi di tachicardia notturna, con ripercussioni anche sul sistema cardiovascolare, oltre che ipertensione con aumento a lungo termine della pressione arteriosa. Durante il trascorrere degli anni gli spasmi ipnici dovrebbero diminuire gradualmente, ma non per questa ragione bisogna ignorarli se diventano frequenti. Se gestiti in modo appropriato, gli spasmi ipnici possono essere tenuti sotto controllo e limitati nella loro intensità e frequenza.

Concludendo, lo spasmo ipnico è un fenomeno molto interessante che come abbiamo visto è legato al sonno. Nella maggior parte dei casi tende a spaventare chi lo sperimenta ma solitamente non è un motivo di preoccupazione. Con la gestione dello stress e del sonno, è possibile ridurre la probabilità di manifestarsi, tuttavia se i sintomi persistono o risultano essere gravi, si consiglia assolutamente di consultare un bravo medico.