Smettiamo di giudicare gli altri: i consigli della psicologa per riuscirci

Esprimere giudizi, sugli altri e su se stessi, è in realtà solo un modo per autodefinirsi. Ma quando questa abitudine si trasforma in ipercritica, allora possono insorgere dei problemi relazionali

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    Smettiamo di giudicare gli altri: i consigli della psicologa per riuscirci

    Stop ai giudizi (di troppo)? A volte, può servire, soprattutto se si esagera con se stessi o con gli altri. Abbiamo chiesto alla dr.ssa Martina Valizzone, specialista in psicologia, di aiutarci a rivedere questi atteggiamenti, quando troppo estremi.

    Auto-giudizio: quando serve?

    A dispetto dei nostri migliori sforzi, a tutti noi capita di dare giudizi. Alcuni sono più propensi a giudicare le persone che gli sono intorno, altri invece tendono per lo più a giudicare continuamente se stessi. Per quanto possa sembrare contraddittorio, chi giudica essenzialmente definisce se stesso. Giudicando la vita e le azioni degli altri non facciamo altro che affermare il nostro modo di essere e di vedere il mondo, definendo tutto ciò che non corrisponde all’idea che noi abbiamo di noi stessi. Più che un attacco verso l’altro, giudicare è da considerarsi come l’affermazione del proprio modo di essere.

    Quando, però, giudicare gli altri o se stessi si trasforma in una costante e feroce abitudine questo può essere deleterio. Un atteggiamento ipercritico, in particolare se perpetrato a danno di se stessi, solitamente nasconde insicurezza e scarsa autostima oltre ad una profonda paura dell’insuccesso, fattori che possono portare a conflitti intrapersonali, difficoltà relazionali, rabbia e frustrazione e nei casi più estremi perfino depressione, causati dal costante lavorio mentale che porta a mettere in discussione tutto e tutti.

    L’auto-giudizio sano è quella pratica che consiste nell’essere coscienti dei propri errori, nell’assumersi le proprie responsabilità e impegnarsi per correggerli o fare in modo che questi non si ripetano o siano di intralcio alla nostra felicità. L’autocritica positiva è una spinta propulsiva che apre le porte al cambiamento, all’apprendimento di nuove modalità di essere, relazionarsi e stare al mondo, in grado di aiutarci a conoscere meglio noi stessi, i nostri limiti così come le nostre potenzialità.

    Cosa fare se si esagera?

    L’ideale sarebbe imparare a coltivare l’assenza di giudizio, ma come sappiamo può essere più facile a dirsi che a farsi. Ciò su cui dovremmo tutti allenarci è a non emettere sentenze senza conoscere realmente i fatti e le persone coinvolte, e per chi fa dell’auto-giudizio il suo mestiere, è importante lavorare su stessi, imparando ad accettare i propri pregi e i propri difetti.

    Chi vive in pace con se stesso solitamente non avverte alcuna necessità di fare polemica, giudicare e confliggere con l’altro, piuttosto avverte un bisogno di vicinanza e comunanza con le persone. Nel tentativo di tenere a bada il nostro atteggiamento ipercritico è possibile provare a mettere in pratica una serie di strategie, volte a controllare e modificare questo nostro modo di essere. Vediamone alcune nel dettaglio:

    • Prima di tutto bisogna cercare di mettersi nei panni degli altri. Quindi pensare a cosa ha portato quella determinata persona in una data circostanza ad agire in quel modo, cercando di guardare alla situazione dalla loro prospettiva (e non la nostra), condividendo (possibilmente solo quando richiesto) le nostre esperienze e il nostro pensiero in maniera costruttiva e non distruttiva, in modo da non ferire l’altro.
    • Fermatevi a pensare a cosa avreste fatto voi nella stessa situazione: questo esercizio ci permette di impare dalle esperienze degli altri immaginandoci in situazioni che possono essere anche molto lontane dal nostro vissuto.
    • Sicuramente sarà capitato anche a voi di essere oggetto di critiche o giudizi. Provate a ricordare come vi siete sentiti e cercate di agire nel migliore interesse del vostro prossimo.
    • Offrite il vostro aiuto. Invece di giudicare gli altri, cogliete l’occasione per contribuire in maniera positiva alla vita di chi vi è accanto. Soffermarsi sui bisogni dell’altro e offrire il proprio contributo disinteressato, ci aiuta a uscire dall’impasse tipico dell’atteggiamento ipercritico, offrendo spazio a soluzioni creative pensate per risolvere le situazioni o i momenti di difficoltà delle persone che amiamo.

    Mettendo in pratica questi consigli con costanza vi sarà possibile liberarvi, o quanto meno attenuare, il vostro lato ipercritico; sarete così in grado di trasformare tutta l’energia che riponete in questa dinamica distruttiva in energia positiva, di cui potrete beneficiare voi e i vostri cari.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Martina Valizzone

    Psicologa