Sindrome di Stoccolma, cos’è e come si cura

Sindrome di Stoccolma
Cos’è la sindrome di Stoccolma – tantasalute.it

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Pensi di soffrire della sindrome di Stoccolma o che ne sia affetto un tuo amico o familiare? Ecco tutto quello che bisogna sapere per riconoscerla.

La sindrome di Stoccolma è una condizione relativa a un rapporto tossico in cui una delle due persone coinvolte è la vittima e l’altro è l’abusatore.

Si tratta di una vera e propria condizione di abuso il cui nome deriva da un episodio realmente accaduto, durante il quale delle vittime di rapimento, dopo essere state tenute in ostaggio per svariato tempo, avevano iniziato a provare dei sentimenti positivi nei riguardi dei loro aguzzini, al punto tale da sentirsi al sicuro in loro presenza.

Ecco come si presenta la sindrome di Stoccolma e come riconoscerla

Nessun manuale di classificazione psichiatrica presenta in lista la sindrome di Stoccolma né tanto meno i manuali di psicologia. A prescindere da ciò si tratta comunque di un legame dovuto a un trauma, in cui una persona si ritrova ad avere nelle mani il potere decisionale sulla vita della sua vittima e spesso ciò sfocia in comportamenti violenti che colpiscono a livello fisico e psicologico.

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Com’è possibile riconoscere la sindrome di Stoccolma – tantasalute.it

La sindrome di Stoccolma nasce poiché durante delle situazioni di pericolo le persone, che poi diventano le vittime, si legano a livello emotivo con chi abusa di loro. Ciò avviene come meccanismo di sopravvivenza, come difesa per sopperire al dolore che altrimenti il trauma causerebbe.

Inoltre succede anche perché nelle vittime si innesca un meccanismo psicologico secondo cui se ci si dimostra gentili e affabili con la persona abusante, dalla quale dipende la propria salute e in alcuni casi anche la propria vita, diventano maggiori le possibilità di sopravvivere. Nella maggior parte di queste situazioni si sviluppano soprattutto due problemi. Nel primo caso la vittima non è in grado di allontanarsi dal suo carnefice poiché prova delle sensazioni positive nei suoi confronti. Nel secondo caso una volta in cui la vittima è finalmente libera, non riesce ad andare oltre a ciò che ha vissuto, come se legame con il carnefice fosse ancora vivo e addirittura si sentisse la necessità di ricongiungersi con lui.

Quando un individuo è affetto da sindrome di Stoccolma, la psicoterapia è la prima soluzione a cui puntare, rivolgendosi a dei centri specializzati nella cura della dipendenza affettiva. In alcuni casi può rivelarsi fondamentale seguire anche una terapia farmacologica che dovrà essere prescritta da uno psichiatra. Inoltre è importante che amici e familiari diano il loro supporto emotivo e che accompagnino durante questo difficile percorso.

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