I segreti per vivere a lungo secondo la Harvard Medical School

David Sinclair, pioniere e leader internazionale nel campo della ricerca su invecchiamento e longevità, ci svela i segreti per una vita lunga e sana

longevità
Foto Getty Images | Christopher Furlong

Saltare un pasto al giorno, mantenere il corpo in esercizio, con attenzione alle anche e alle articolazioni, dormire bene ed evitare lo stress: è questo il prontuario per una vita lunga e sana secondo David Sinclair, docente di genetica presso la Harvard Medical School, autore del libro “Longevità. Perché invecchiamo e perché non dobbiamo farlo“.

Come si misura l’invecchiamento

Secondo Sinclair, l’età di ciascuno dipende da molteplici fattori. Oltre all’anagrafica, bisogna infatti tenere conto di alcune componenti fisiologiche. Uno dei criteri per valutare lo stato di invecchiamento di un individuo, è, per esempio, “verificare la possibilità di alzarsi in piedi da seduti senza utilizzare le mani“, spiega il docente della Harvard Medical School. Non bisogna, tuttavia, dimenticare che l’invecchiamento è un processo naturale: un processo che conduce al danneggiamento progressivo delle cellule e che, secondo lo studio di Harvard, è possibile invertire, grazie ad alcuni composti in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti.

Da cosa dipende la longevità

Negli ultimi anni, la ricerca e la scienza hanno contribuito enormemente ad allungare le aspettative di vita media della popolazione mondiale. Infatti, “la componente genetica influenza la nostra aspettativa di vita circa al 20 per cento“, spiega Sinclair. Il resto dipende, invece, da fattori ambientali, comportamentali e fortuiti. “Ci sono località particolari, come la città di Okinawa in Giappone, dove le persone sono più longeve“, continua l’esperto. L’esempio di Okinawa suggerisce che la componente ambientale possa svolgere un ruolo fondamentale nelle aspettative di vita di una persona.

Come invertire il processo

Lo studio del gruppo di ricerca di David Sinclair, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, ha condotto una serie di esperimenti su un campione di topolini per dimostrare che è possibile invertire il processo di deterioramento cellulare. Con gli esperimenti messi in campo dal gruppo di ricercatori, i topolini hanno recuperato la vista dopo che il nervo ottico era stato danneggiato. “Possiamo resettare l’invecchiamento – sostiene lo studioso – dobbiamo ancora assicurarci che si tratti di un processo sicuro per l’essere umano, ma le applicazioni pratiche del nostro studio potrebbero invertire la cecità, restituire la vista, riparare tessuti e potenzialmente invertire l’invecchiamento”.

Le regole per una vita sana e lunga

Ma questo si tratta soltanto del primo passo, infatti le tecniche genomiche volte ad abbassare l’età media di un individuo rappresentano ancora un campo in via di esplorazione. “Quello che possiamo fare attualmente – dichiara Sinclair è concentrarci sul benessere dell’organismo. Seguire una dieta sana, evitare gli eccessi, svolgere attività fisica, e mantenere una buona rete di contatti sociali. Sebbene queste tecniche potranno un giorno essere implementate e diventare realtà, non credo che sarà mai possibile vivere per sempre, ma sicuramente possiamo aggiungere e valorizzare il tempo a disposizione durante l’arco delle nostre esistenze“.