Forse stiamo per capire come diventare immortali? La scoperta che lascia a bocca aperta

Il segreto dell'immortalità, infatti, può essere contenuto all'interno di una medusa, più piccola di un'unghia umana. Il suo nome scientifico è Turritopsis dohrnii, più comunemente conosciuta come medusa immortale. Scendiamo nei dettagli.

Meduse di colore rosa, fucsia e viola
Foto Unsplash | Diane Picchiottino

Le meduse vengono ricordate di solito per le loro punture, ma questa nuova scoperta potrebbe rivoluzionare la vita degli esseri umani.

Il segreto dell’immortalità, infatti, può essere contenuto all’interno di una medusa, più piccola di un’unghia umana.

Il suo nome scientifico è Turritopsis dohrnii, più comunemente conosciuta come medusa immortale. Scendiamo nei dettagli.

In una minuscola medusa potrebbe esserci il segreto dell’immortalità

Lunedì scorso gli scienziati dell’Universidad de Oviedo in Spagna hanno pubblicato una nuova ricerca sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Gli scienziati hanno studiato proprio la cosiddetta medusa immortale. Quest’ultima sembra avere il doppio delle copie dei geni associati alla riparazione e alla protezione rispetto alle meduse mortali.

Mentre “l’invecchiamento colpisce la maggior parte degli organismi viventi, questa medusa è l’unica specie in grado di ringiovanire ripetutamente dopo la riproduzione sessuale, diventando biologicamente immortale“, hanno scritto gli autori nell’articolo.

L’autoriparazione del DNA in queste meduse in grado di ringiovanire e di non morire, potrebbe riprodursi anche nell’uomo?

L’autoriparazione del DNA delle meduse immortali, potrebbe riprodursi anche nell’essere umano?

La riparazione del DNA e dei telomeri (piccole porzioni di DNA) sono il segreto dell’immortalità di questa creatura.

Quando non c’è cibo e la medusa sta morendo di fame, riassorbe i propri tentacoli e si ferma sul fondo del mare, dove diventa ancora una volta un polipo, dal quale dopo un po’ verranno espulse piccole gelatine che diventeranno meduse.

I ricercatori non hanno ancora scoperto come questa medusa riesca a modificare le sue cellule così facilmente. Inoltre, pensandoci bene, non è chiaro se le meduse nuove che nascono siano lo stesso individuo che si è fermato sul fondo del mare oppure no.

Nonostante tutto, questa è una scoperta che lascia a bocca aperta perché potrebbe aprire la strada, se non all’immortalità umana, almeno al trattamento di malattie degenerative come il Parkinson o l’Alzheimer.

Il team di ricerca spera di scoprire come aiutare gli esseri umani a vivere più a lungo.