Articolo aggiornato il 30 Giugno 2021

Secondo uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Padova e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Padova, la Fondazione Penta Onlus e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, la risposta anticorpale dei bambini che hanno contratto una forma lieve di Covid, quindi asintomatica o con sintomi leggeri, la risposta anticorpale è più forte e duratura che negli adulti.

Sono state analizzate 57 famiglie che sono entrate in contatto col virus durante la prima ondata e che sono state in cura presso l’ospedale padovano, rientrate in un programma di cura e controllo a lungo termine che le ha seguite anche una volta guarite. Sono state sottoposte a un test sperimentale messo a punto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e i dati raccolti sono stati analizzati dai ricercatori dei reparti di Immunologia Clinica e Vaccinologia del Bambino Gesù.

È dunque emerso che i bambini fino a 3 anni hanno una capacità superiore di sviluppare anticorpi neutralizzanti contro il Covid, maggiore rispetto agli adulti di 7-8 volte e anche 8 mesi dopo aver contratto il virus. L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha spiegato che questo significa una riduzione drastica delle probabilità di ammalarsi di nuovo, come dimostrano studi clinici riportati in letteratura, facendo supporre che i bambini siano coperti più a lungo e quindi meno a rischio rispetto alla popolazione adulta.

Il coordinatore dello studio Carlo Giaquinto, professore di Pediatria all’Università degli Studi di Padova e presidente della Fondazione Penta Onlus, ha commentato: “Sapere che i bambini sviluppano anticorpi capaci di neutralizzare il virus per molti mesi è un’evidenza di assoluto rilievo, visto che l’utilizzo del vaccino è per ora limitato alle persone con più di 12 anni. Bisogna tuttavia ricordare che, sebbene la risposta anticorpale dei bambini sia più potente e duratura di quanto immaginavamo, da sola non è sufficiente a garantirne la piena protezione. Per questo è importante proseguire i nostri studi volgendo lo sguardo al ruolo dell’immunità cellulo-mediata“.