Rimozione tatuaggi: come funziona il laser e prezzi del tattoff

La rimozione dei tatuaggi è una pratica sempre più diffusa

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    Rimozione tatuaggi: come funziona il laser e prezzi del tattoff

    I tatuaggi sono di moda e basta girare ad occhi aperti (tra studi che li fanno e persone che li esibiscono) per accorgersene. Contemporaneamente, però, aumenta anche la “moda” del tattoff, ovvero della rimozione dei tatuaggi. Dati ufficiali non ce ne sono, ma in base ai numeri diffusi da alcuni siti dedicati, nel nostro Paese le persone che esibiscono un tatuaggio potrebbero essere addirittura 3 milioni. Di questi – sempre secondo le stime provenienti dal web – il 30% finisce col pentirsi o, comunque, col decidere di ritornare come prima.

    «In realtà, spesso il desiderio di eliminare un tatuaggio è una vera necessità», dice Maurizio Ressa, membro del consiglio direttivo della SICPRE, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica che conta circa 1.400 specialisti nel nostro Paese. «Una necessità dettata ad esempio dalla volontà di partecipare a un concorso, come sono quelli nelle forze dell’ordine, che richiedono l’assenza di tatuaggi visibili, o ancora dal desiderio di cancellare dalla pelle il nome di una ex”. Ancora, con l’età può capitare di non “vedersi più” con i motivi tribali scelti ad esempio a vent’anni, oppure di voler cancellare anche parzialmente un tatuaggio per poterlo coprire con un altro più in linea con i nuovi gusti.

    Qualunque sia la motivazione, eliminare un tatuaggio è un’impresa possibile, anche se a fronte di un certo investimento di tempo e denaro. “I tatuaggi si cancellano con diverse sedute di trattamento laser – dice ancora il dottor Ressa – ma solo quando sono stati eseguiti in colori scuri: rimuovere il rosso è difficile e il giallo addirittura impossibile”. Un’informazione da tener ben presente prima, quando si sceglie il disegno e, appunto, i colori.

    Chi è abilitato a rimuovere i tatuaggi

    Solo il dermatologo è il professionista più indicato e persino abilitato a togliere i tatuaggi; evitate di rivolgervi a certi praticoni che vi assicurano di saperlo fare; togliere un tatuaggio è difficile e richiede molta esperienza e competenza. Oltretutto è quasi impossibile che chi non svolge la professione di medico dermatologo disponga di un laser per la pelle, per non contare che, solo un medico può fronteggiare eventuali problemi insorti durante l’operazione di cancellazione del tatuaggio, uno per tutti e potrebbe anche essere il più grave, una reazione allergica che dovrà essere trattata con tempestività.

    Inoltre, laddove si verificasse un eritema, è meglio che sia il dermatologo a trattarlo con le cure specifiche, poiché, togliere un tatuaggio può anche essere fastidioso per via del dolore locale che si avverte nei punti d’azione del fascio di luce del laser, con conseguente prurito, ad operazione ultimata e relativa terapia.

    Laser, all’attacco in modo selettivo

    Ma in che modo avviene l’eliminazione? «Grazie all’azione del laser Q-switched, che ha la caratteristica di “lavorare” in nanosecondi, ovvero di emettere impulsi molto potenti in un’unità di tempo molto piccola». Proprio grazie a questa sua caratteristica, l’impulso colpisce efficacemente i pigmenti del tatuaggio, ma non aggredisce e non danneggia la cute.

    «In questo modo, si evita di sostituire un disegno con un’antiestetica cicatrice, come tra l’altro accadeva in passato, quando l’unica possibilità era quella di rimuovere chirurgicamente il tatuaggio, cioè di ‘ritagliarlo’». L’eliminazione richiede di solito diverse sedute, a distanza di 30-40 giorni l’una dall’altra. Durante i trattamenti non si avverte vero e proprio dolore, ma fastidio e bruciore, una sensazione simile a quella che si prova quando si è colpiti da un elastico. In media, il prezzo per una seduta di trattamento costa tra i 100 e i 250 euro. Inutile dire che, più l’area del tatuaggio è estesa e più questo è “fitto”, più aumenta il numero di sedute necessarie per trasformarlo in un puro ricordo. E il discorso non è diverso quando si vuole semplicemente cambiare tatuaggio. «Dopo aver eliminato il disegno precedente, si può procede con il nuovo, a patto ovviamente che la cute sia perfettamente guarita e integra» sottolinea Ressa.

    Scegliere bene prima per non pentirsi dopo

    In tutti i casi massima attenzione alla scelta dello studio e del professionista. «Il tatuaggio non è un intervento chirurgico, ma neanche una piega dal parrucchiere – dice ancora Ressa -. Se eseguito in modo non appropriato comporta rischi molto seri, come quello di contrarre l’epatite, o addirittura l’AIDS». La prima regola è quella di rivolgersi a un centro serio, che rispetta le norme igieniche (innanzitutto, utilizzo di strumenti monouso e sterili) e che garantisce sull’idoneità delle sostanze impiegate, diffidando invece da chi tatua a domicilio a prezzi sospettosamente bassi.

    Una crema per eliminarli?

    Dalla Gran Bretagna è stata sviluppata una crema che sarebbe capace di eliminare il tatuaggio: i vantaggi? Costa molto meno, non è dolorosa come il laser e può essere effettuata da soli a casa.

    Un altro preparato, che si dice sia più efficace, richiede l’intervento di un operatore: si tratta di una tecnica che inocula il farmaco sottocute spingendo all’esterno l’inchiostro del tatuaggio fino a formare una crosta superficiale che dopo un breve lasso di tempo cade.

    Ad oggi, comunque, la tecnica migliore per liberarsi di un tatuaggio rimane sempre il laser.

    Aggiornamento a cura di: Redazione Tanta Salute