Ragadi al seno dopo il parto: come evitare che insorgano, come attaccare il bimbo e come curarle

Ragadi seno
Ragadi al seno dopo il parto: come prevenire (tantasalute.it)

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Le ragadi al seno sono una delle problematiche più comuni quando si inizia ad allattare il bambino ma si possono evitare.

Le ragadi sono vere e proprie ferite che si creano sul capezzolo e in tutta la zona dell’areola. Trattandosi di una zona del corpo molto delicata è facile che ciò accada e che queste siano anche molto dolore. Oltre a fare male, però, queste sono fonte di stress perché creano un distacco con il piccolo. Soprattutto all’inizio per avviare l’allattamento è utile fare attenzione, questo è il momento in cui sorgono i maggiori problemi come anche la mastite e l’ingorgo del canale.

Le ragadi, in effetti, sono molto dolorose e spesso le mamme che hanno partorito da poco ne soffrono con una grande incidenza. Questo può portare non solo a grande fastidio per le donne ma anche all’impossibilità di continuare ad allattare.

Per tale motivo è importante attaccare bene il bambino sin dal principio così da prevenire il problema ed evitare proprio che queste insorgano.

Ragadi al seno: come evitarle e come attaccare il bambino

Per evitare la formazione di ragadi, quindi, è importante prestare attenzione ad alcuni ‘segnali’. Solo in questo modo, non solo non si ha la certezza di non sentire dolore e, quindi, di non incappare in inconvenienti più ‘gravi’, ma si è anche sicuri che l’allattamento sta procedendo per il verso giusto.

ragadi seno come evitare
Allattamento dopo il parto, come attaccare il bambino (tantasalute.it)

Prevenire evita ripercussioni sulla salute della donna e anche dolore. Il personale dopo il parto dovrebbe mostrare alla mamma come attaccare il bambino, quindi le pratiche fondamentali per creare subito questo legame. Nonostante le indicazioni, però, non è sempre facile, soprattutto quando si tratta del primo figlio o quando il neonato si addormenta e non mangia. Iniziano sempre come taglietti o screpolature. Si tratta di segni piccolissimi, che a stento si vedono a occhio nudo, ma che piano piano crescono, diventando sempre più dolorose e, nei casi più gravi, iniziano persino a sanguinare.

Per evitarlo bisogna controllare sempre che il bambino si attacchi bene, che il naso sia ad altezza capezzolo e che la testa sia un po’ inclinata. I ‘dettagli’ a cui bisogna fare attenzione, che non sono altro che ‘sintomo’ che mamma e figlio sono legati bene, sono:

  • Assenza di dolore;
  • Il piccolo ha le labbra a forma di pesciolino, facendo una ventosa sulla pelle della mamma;
  • Ha la guancia piena perché sta effettivamente poppando;
  • Assenza di rumori.

Se invece avvertite fastidio, vedete che fa fatica a mangiare, la testa è storta oppure fa rumori strani, allora c’è qualcosa che non va nel verso giusto.

Bisogna fare attenzione a quando si stacca il bambino ogni volta a fine poppata, per aiutarvi potete usare il mignolo andando a inserirlo alla fine della bocca del piccolo. Altrimenti proprio il distacco forzato può causare irritazione. Con queste semplici pratiche la situazione dovrebbe essere sotto controllo e le ragadi non subentrare sulla pelle.