Quanti insaccati si possono assumere durante la settimana per evitare conseguenze sulla salute? La risposta dell’OMS

Insaccati: mangiarli fa male?
Mangiare insaccati fa male? Ecco la verità – tantasalute.it

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Gli insaccati sono spesso presenti sulle nostre tavole. Ma quanti se ne possono consumare durante la settimana? Ecco cosa dice l’OMS.

Sono buoni mangiati da soli, nel panino, nella piadina o sulla pizza: gli insaccati sono spesso presenti sulle tavole di noi italiani e molte volte non riusciamo a farne a meno. Ma possono fare male alla salute?

No, se vengono consumati con moderazione e nelle giuste quantità. A questo proposito è proprio l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ad indicare quanti insaccati si possono assumere durante la settimana per evitare conseguenze sulla salute. Ecco la verità.

Mangiare insaccati fa male alla salute? I consigli dell’OMS

Gli insaccati rientrano nella categoria delle carni lavorate, spesso accusate di non essere buoni fonti proteiche e potenzialmente cancerogene. 

Insaccati: quanti mangiarne a settimana?
Quanti insaccati consumare a settimana per evitare rischi sulla salute – tantasalute.it

Infatti nel 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato le carni lavorate (per fermentazione, salatura o affumicatura, cioè i salumi) come “cancerogene”. Dello stesso avviso anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria (Anses) che in un rapporto pubblicato nel 2022 ha stabilito un legame tra la presenza di nitriti (un additivo alimentare) negli insaccati e un aumento del rischio di cancro del colon-retto.

Gli insaccati, poi, sono anche ricchi di sale, un ingrediente che notoriamente è conosciuto per far aumentare la pressione. Contengono poi acidi grassi saturi che favoriscono l’aterosclerosi, vale a dire depositi di colesterolo nelle arterie. Date queste premesse, anche l’OMS si è espressa sul consumo di insaccati, dicendo che, per evitare conseguenze sulla salute, sarebbe preferibile non superare i 150 g a settimana (vale a dire circa 3 fette di prosciutto a settimana). Inoltre il National Health Nutrition Program (PNNS) consiglia di mangiare gli affettati in associazione alle verdure, molto più nutrienti, sane e bilanciate.

Infine, secondo le linee guida dettate dal Ministero delle Politiche agricole e fondate sul modello alimentare mediterraneo, si dovrebbero consumare affettati fino ad un massimo di 3 volte a settimana, meglio se escludendo altri tipi di carne secca. L’ideale è privilegiare salumi magri come il prosciutto crudo e la bresaola e consumare più sporadicamente salame e pancetta (che sono più grassi), acquistando sempre prodotti di qualità. 

In conclusione, anche se ci piacciono tanto, da oggi sappiamo che dobbiamo limitare il consumo di affettati per salvaguardare la nostra salute. Non bisogna criminalizzare alcun tipo di cibo ma come al solito il consiglio è quello di consumare tutto con moderazione e cercare di variare la nostra alimentazione ogni giorno.