Quali sono i cibi da evitare se si soffre di reflusso gastrico: questi sono nemici della tua salute

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I cibi nemici del reflusso gastrico: quali sono – tantasalute.it

Articolo aggiornato il 27 Febbraio 2024

Ci sono dei cibi di uso comune che incidono fortemente sui sintomi del reflusso gastrico. Ecco cosa sarebbe meglio evitare.

Il reflusso gastrico è un disturbo multifattoriale. Per limitare i sintomi, è importante individuarne le cause, in modo da rimuoverle e arginare il problema. Ci sono dei farmaci davvero efficaci che il gastroenterologo può prescrivere, ma un aiuto insostituibile arriva dall’alimentazione.

Bisogna fare molta attenzione ai cibi che si consumano durante la giornata. Alcuni di essi, infatti, possono aggravare la patologia ed esacerbare le sensazioni dolorose per via della risalita dei succhi gastrici all’interno dell’esofago. Anche se bisogna sempre prendere in considerazione le soggettività individuali, esistono dei prodotti che, nella maggior parte dei casi, rappresentano dei veri e propri nemici. Non bisogna allarmarsi perché basteranno poche accortezze per sentirsi subito meglio.

Sconfiggere il reflusso gastrico con la dieta: i 6 cibi da evitare

Combattere contro il reflusso gastrico non è mai semplice. L’esofago non possiede la struttura adatta per ospitare i succhi gastrici e, di conseguenza, in presenza di questo disturbo, si irrita, dando vita a bruciori, raucedine, dolore, tosse ed eruttazioni. È una patologia che, anche a causa dello stile di vita, si sta diffondendo sempre di più. Colpisce soprattutto le persone adulte, ma anche i bambini e gli adolescenti possono esserne vittime.

In questi casi, non va mai sottovalutato il ruolo della dieta. Le cure farmacologiche, sicure ed efficaci, devono essere associate a un’alimentazione sana, povera di tutti quei cibi che possono aumentare a dismisura la produzione dei succhi gastrici.

I cibi responsabili del reflusso
I cibi da evitare con il reflusso gastrico – tantasalute.it

Tra i nemici più agguerriti, è possibile individuarne 6. Si tratta di prodotti che le persone sono abituate a gustare, non facili da eliminare perché ormai  di uso comune. Dopo averli eliminati, però, si potranno avvertire subito i primi benefici. Se proprio si vuole fare uno strappo alla regola, è preferibile agire durante la prima parte della giornata. La posizione sdraiata, infatti, già di per sé favorisce l’insorgenza del disturbo.

Ecco la lista dei 6 alimenti da evitare:

  1. Pomodori: hanno tante proprietà positive, ma il loro alto livello di acidità è poco compatibile con le persone affette da reflusso gastroesofageo. Per questo motivo, andrebbero evitati i sughi eccessivamente elaborati. Mangiarli crudi, al contrario, è consentito.
  2. Spezie: anche se possono aggiungere un tocco di sapore in più ai propri piatti, chi soffre di reflusso gastrico dovrebbe evitarle, soprattutto se piccanti.
  3. Agrumi: gli esperti consigliano sempre di inserire gli agrumi nella propria alimentazione per via dell’alto apporto di vitamina C. L’acidità presente, però, può aumentare i sintomi di bruciore.
  4. Caffè: è buonissimo da gustare a colazione, anche con un po’ di latte, ma è uno dei maggiori responsabili del reflusso gastrico perché può stimolare la produzione di secrezioni acide
  5. Cioccolato: rinunciarci è impossibile, ma – se proprio non si riesce a evitarlo – è preferibile acquistare una variante fondente.
  6. Alcool: oltre a causare danni al fegato, la bevanda incide fortemente anche sullo stomaco. Ne basta poco per scatenare i sintomi.

Come riconoscere il reflusso gastrico

Il sintomo più comune del reflusso gastrico è il bruciore di stomaco persistente, che può comportare:

  • una sensazione di bruciore allo stomaco che può salire fino al petto, al collo e alla gola
  • un sapore aspro o amaro nella parte posteriore della bocca
  • rigurgito di cibo o liquido dallo stomaco alla bocca.

Altri possibili sintomi del reflusso gastrico, che spesso si accompagnano a quelli di cui sopra, sono:

  • una sensazione di pienezza o di nodulo in fondo alla gola
  • tosse cronica
  • voce rauca
  • alito cattivo

In alcuni casi, le persone possono manifestare sintomi ancora più intensi, che generalmente richiedono un’assistenza o una consulenza medica. Tali sintomi possono includere:

  • difficoltà a deglutire (disfagia)
  • dolore durante la deglutizione (odinofagia)
  • nausea o vomito
  • perdita di peso
  • anemia
  • emorragia
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Photo by Pixabay

Per quanto intuibile, se si verifica una di queste situazioni  è bene rivolgersi a un medico.

Nei neonati e nei bambini, i sintomi della condizione fa sì che sputino il cibo o vomitino di frequente. Altri sintomi del reflusso nei piccoli possono includere:

  • rifiuto di mangiare
  • difficoltà a deglutire
  • conati di vomito o soffocamento
  • singhiozzo
  • inarcamento della schiena durante o dopo la poppata
  • perdita di peso o scarsa crescita
  • tosse ricorrente
  • difficoltà a dormire

Anche in questo caso, se sospettate che il bambino possa avere reflusso gastrico o un’altra condizione di salute, è bene parlarne subito con il proprio medico.

Da cosa è causato il reflusso gastrico

Le cause del reflusso gastrico sono numerose e non sempre è facile individuare quali siano le determinanti prevalenti.

Di norma, se il fenomeno è ricorrente, il problema può sorgere a causa di un cattivo funzionamento dello sfintere esofageo inferiore, una fascia muscolare circolare situata all’estremità dell’esofago. Quando si deglutisce, si rilassa e si apre per consentire al cibo e ai liquidi di passare dalla bocca allo stomaco. Poi si stringe e si richiude. Ebbene, intuibilmente il reflusso acido si verifica quando il LES non si stringe o non si chiude correttamente permettendo ai succhi digestivi e agli altri contenuti dello stomaco di risalire nell’esofago.

Questa fascia, a sua volta, può non funzionare correttamente se:

  • si soffre di ernia iatale: si verifica quando una parte dello stomaco si sposta sopra il diaframma verso il petto. Se il diaframma è compromesso, può impedire al muscolo di funzionare correttamente;
  • si consumano più spesso pasti abbondanti: questa abitudine può causare una distensione della parte superiore dello stomaco, che spesso equivale al fatto che non si crea abbastanza pressione sullo sfintere esofageo inferiore, che non si chiude correttamente;
  • ci si sdraia troppo presto dopo i pasti:  anche questo potrebbe non creare una pressione sufficiente per il corretto funzionamento dello sfintere esofageo;
  • ci sono altri fattori, tra cui quelli elencati di seguito, possono contribuire ad avere bruciore di stomaco più di due volte alla settimana.

Ci sono poi alcuni fattori legati allo stile di vita che possono contribuire al reflusso persistente con infiammazione esofagea, quali:

  • fumare o essere esposti al fumo passivo
  • consumare pasti abbondanti prima di coricarsi
  • l’uso abbondante di farmaci antinfiammatori non steroidei come l’aspirina e l’ibuprofene.

Altre cause sono riconducibili ai fattori di salute come:

  • obesità
  • gravidanza
  • disturbi del tessuto connettivo
  • età avanzata

Infine, anche altre condizioni di salute che possono peggiorare i sintomi del reflusso gastrico, come:

  • ansia
  • gravidanza
  • asma
  • sindrome dell’intestino irritabile
  • alcol
  • alcuni alimenti come cibi ad alto contenuto di grassi, come i fritti e i cibi da fast food, cibi piccanti, alcuni tipi di frutta e verdura, come ananas, pomodori e agrumi, alcuni liquidi, come caffè, tè e bevande gassate.
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Come si diagnostica il reflusso gastrico

In genere, un primo riscontro da parte del medico avviene con il professionista sanitario che raccoglierà l’anamnesi ed eseguirà un esame fisico per valutare i sintomi. Se i sintomi sono seri, come dolore al petto o difficoltà a deglutire, il medico può indirizzarvi da un gastroenterologo o richiedere alcuni esami, tra cui:

  • sonda pH ambulatoriale delle 24 ore: un piccolo tubo viene inserito attraverso il naso nell’esofago. Un sensore di pH sulla punta del tubo misura la quantità di esposizione all’acido dell’esofago e invia i dati a un computer portatile. Il tubo viene indossato per circa 24 ore;
  • esoframma: eopo aver bevuto una soluzione di bario, gli operatori sanitari utilizzano immagini a raggi X per esaminare il tratto digestivo superiore;
  • endoscopia superiore: un tubo flessibile con una piccola telecamera viene infilato nell’esofago per esaminarlo e raccogliere un campione di tessuto (biopsia), se necessario;
  • manometria esofagea: un tubo flessibile viene fatto passare attraverso il naso nell’esofago per misurare la forza dei muscoli esofagei;
  • monitoraggio del pH esofageo: un monitor viene inserito nell’esofago per aiutare gli operatori sanitari a capire come si regola l’acido nel corpo nell’arco di alcuni giorni.

Come si tratta il reflusso gastrico

Per gestire e alleviare i sintomi del reflusso gastrico è possibile procedere in diverse direzioni. Alcuni rimedi sono tipicamente casalinghi, come quelli che interessano:

  • esercizi di respirazione
  • consumare cibi e liquidi che possono aiutare a contrastare il reflusso gastrico
  • sforzarsi di mantenere un peso moderato
  • smettere di fumare, se si fuma
  • evitare di consumare pasti abbondanti e pesanti la sera
  • aspettare 2-3 ore dopo aver mangiato per sdraiarsi
  • alzare la testa durante il sonno

Se però le strategie di stile di vita di cui sopra non aiutano a trattare il reflusso gastrico, allora il medico potrebbe prescrivere dei farmaci per ridurre la secrezione di acido gastrico. Questi farmaci possono includere gli inibitori della pompa protonica, gli antiacidi, i bloccanti dei recettori H2.

Fortunatamente, nella stragrande maggioranza dei casi è possibile ricorrere alle accortezze di cui sopra per poter risolvere con buona efficacia i sintomi del reflusso. Tuttavia, il medico potrebbe consigliare un intervento chirurgico se questi approcci non hanno fermato i sintomi o se si sono sviluppate complicazioni, con opzioni chirurgiche che includono fundoplicazione, sistema di gestione del reflusso LINX, chirurgia bariatrica.

Ci sono dei rischi seri dal reflusso gastrico?

Per la maggior parte delle persone, il reflusso gastrico non causa complicazioni gravi. Tuttavia, in alcuni casi, il reflusso può portare a problemi di salute più gravi come l’esofagite, che è un’infiammazione dell’esofago, o la stenosi esofagea, che si verifica quando l’esofago si restringe.

Più rare sono le conseguenze come l’esofago di Barrett, che comporta cambiamenti permanenti al rivestimento dell’esofago, il cancro esofageo, che colpisce una piccola parte delle persone affette da esofago di Barrett, o l’erosione dello smalto dei denti, malattie gengivali o altri problemi dentali.

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