Psicologia: perché il silenzio è imbarazzante?

Nel corso di una discussione un silenzio che si prolunga oltre i quattro secondi può essere fonte di imbarazzo

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psicologia silenzio In termini di psicologia perché il silenzio è imbarazzante? Spessa capita infatti nel corso di una discussione che gli interlocutori facciano delle pause, che sono frutto della consuetudine e non provocano nessuna difficoltà per ciò che concerne la sfera emotiva dell’individuo. Il tutto accade se le pause silenziose non durano per più di quattro secondi.

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Nel caso in cui ci si dovesse trovare in presenza di un silenzio prolungato capita di provare un certo imbarazzo. Ma come mai si attiva questo processo mentale? A dare una spiegazione a proposito dei meccanismi mentali di questo genere è stato uno studio, il quale è stato portato avanti presso il Dipartimento di psicologia dell’Università di Groningen. Gli studiosi sono arrivati alla conclusione che il silenzio è imbarazzante perché indica che c’è qualcosa che non va nell’ambito del discorso.
 
Una ricerca svolta in precedenza era riuscita a mettere in luce come il cervello faccia ricorso ai ricordi uditivi per riempire il silenzio, che a quanto pare non è sempre indice di benessere psicologico. Eliminare il silenzio per togliere il disagio. Gli esperti fanno notare:
 

Abbiamo scoperto che una conversazione fluente, oltre a essere molto piacevole, ci informa che le cose vanno bene. Significa che facciamo parte di questo gruppo e che siamo d’accordo l’uno con l’altro. Questo tipo di conversazioni serve per stabilire l’appartenenza, l’autostima e fornisce una validazione sociale.

 
Nel momento in cui subentra il silenzio, si instaura una sorta di paura atavica di essere esclusi. Un vero e proprio segnale quindi che mette in allarme i nostri istinti dell’accettazione sociale. Le chiacchiere fanno bene anche alla memoria, purché non vengano interrotte a lungo.