I primi ricordi si formano a due anni e mezzo: la scoperta di uno studio canadese

ricordi
Foto Pexels | Rodolfo Clix

La memoria umana è sicuramente molto affascinante per i suoi meccanismi ancora parzialmente misteriosi. Come si sviluppa, come e quando iniziano a formarsi i ricordi sono alcune delle tante domande che studiosi e non si sono posti negli anni e ora uno studio dell’ateneo canadese Memorial University of Newfoundland potrebbe parzialmente rispondere. 

Per più di 20 anni sono stati raccolti dati e informazioni, e dall’analisi di questi risulta che i primi ricordi risalgano ai 2 anni e mezzo di età. Secondo studi precedenti, si pensava che si iniziassero a formare successivamente.

La coordinatrice dello studio Carol Peterson, ricercatrice universitaria del dipartimento di Psicologia dell’università, è impegnata da oltre due decenni nell’analisi dei ricordi di persone di tutte. Infatti, la sua ricerca è iniziata nel 1999 e presso il suo laboratorio sono passate 992 persone e sono state confrontate le memorie di 697 di queste con quelle dei genitori per verificare che i ricordi di infanzia coincidessero con quanto accaduto realmente.

Secondo la studiosa, le persone tendenzialmente ricordano molte cose accadute a partire da due anni e mezzo, solo che non si rendono conto di farlo. Questo perché, ha spiegato, da un lato è facile, come un effetto domino, innescare un ricordo da un altro che viene riferito, fino a riandare indietro nel tempo. Dall’altro, è stato documentato che i primi ricordi sono sistematicamente errati. Più e più volte è stato riscontrato che tanti pensavano di essere più grandi di quanto in realtà non fossero al momento dei fatti ricordati.

Tra i due anno e mezzo ai 4 anni i ricordi possono essere confusi e non collocati in maniera precisa: analizzando i ricordi dei bambini, è stato riscontrato che vengono datati con precisione prima dai genitori. Questo perché più sono lontani più ovviamente è difficile ricordare quando i fatti sono accaduti realmente. Questo avviene solo prima dei quattro anni, poi la memoria è via a via più precisa.