Pitaya: proprietà benefiche, valori nutrizionali e controindicazioni

La pitaya, anche conosciuta come frutto del drago, si presenta con un aspetto decisamente insolito e ancora non è molto diffusa in Italia nonostante sia ricca di proprietà benefiche e salutari per il nostro organismo: è infatti particolarmente ricca di ferro, fosforo e vitamina E, tutte sostanze con potenti proprietà antiossidanti che aiutano a combattere i radicali liberi. La pitaya è originaria delle Americhe e ha qualche somiglianza con il fico d’India; una volta che fu scoperta la sua bontà e le sue proprietà benefiche, fu introdotta in Cina e qui cominciò a circolare la leggenda che si trattasse di uova di drago, da cui prende il suo soprannome. Questo frutto cresce spontaneamente nei climi tropicali ma oggi lo troviamo anche in negozi specializzati qui in Italia e possiamo assaggiare anche noi questo particolarissimo frutto esotico dal colore sgargiante e dal gusto inconfondibile.

Scopriamo dunque le caratteristiche della pitaya, i suoi valori nutrizionali, le calorie, le proprietà benefiche e come consumarlo per gustarlo al meglio.

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Origini e caratteristiche della pitaya

pitaya caratteristiche e proprietà

La pitaya fa parte della dieta dei popoli precolombiani e i suoi semi sono stati infatti ritrovati in zone del Messico e delle Ande Settentrionale, ma quando fu scoperta dagli Europei fu introdotta in Asia ed è proprio lì che oggi si concentra la sua produzione; in particolare, viene coltivata in Cina, Vietnam, Hawaii e alcune isole del Pacifico.

La pianta della pitaya è un cactus che può avere rami lunghi anche 10 metri e spessi 10 centimetri, con spine di colore grigio-nero che possono raggiungere anche i 4 metri di lunghezza. Si tratta di una pianta rampicante molto particolare, che utilizza gli altri alberi come sostegno per sviluppare le proprie radici aeree, e che può raggiungere anche i 10 metri di altezza. Trattandosi di una pianta grassa, la pitaya ama i climi caldi e tropicali: sopporta benissimo temperature molto elevate, fino ai 45 gradi, mentre col freddo muore. I fiori che produce sono di colore bianco con sfumature verdastre e la fioritura avviene più volte all’anno, sempre nell’arco della notte; questo ha valso alla pianta il soprannome di Regina della Notte.

I frutti sono lunghi 10 centimetri, con un diametro tra i 4 e i 9 centimetri, hanno un peso che può variare dai 150 ai 600 grammi e un colore rosa intenso, quasi fucsia; all’interno, la polpa si presenta bianca con tanti piccoli semi neri commestibili ed ha una consistenza molto morbida, quasi cremosa in alcuni casi. Il gusto è dolce, delicato, ricorda vagamente quello del fico d’India e il profumo è gradevolissimo. La variante di pitaya più diffusa ha la buccia che va dal rosa al rosso e la polpa bianca oppure, in rari casi, violacea, ma esiste anche una variante dalla buccia gialla.

I valori nutrizionali della pitaya

La pitaya, o dragon fruit, è molto interessante dal punto di vista nutrizionale sia per l’elevato contenuto di fibre che per la presenza di numerosi sali minerali e vitamine. Ecco la composizione nel dettaglio.

Sostanze nutritiveQuantità per 100 grammi di prodotto
Acqua 87 g
Proteine 1,1 g
Carboidrati 11 g
Zuccheri9,61 g
Grassi0,4 g
di cui saturi0,051 g
Fibre 3 g
Colesterolo 0 g
Sodio 2 mg
Potassio 192 mg
Calcio 8,5 mg
Ferro 1,9 mg
Fosforo 22,5 mg
Vitamina C21 mg
Vitamina B1 0,04 mg
Vitamina B2 0.05 mg
Vitamina B3 0.16 mg

La pitaya è un frutto dalle ottime caratteristiche nutrizionali: è ricchissima infatti di vitamina C e di vitamine del gruppo B, tutte sostanze importanti per combattere l’azione dei radicali liberi, e offre anche buoni livelli di ferro, fosforo, calcio e potassio. Contiene anche molte fibre, utili al benessere del sistema digerente, ed è composta per quasi il 90% da acqua; i carboidrati rappresentano soltanto l’11% e troviamo solo 1 grammo di proteine in 100 grammi di questo frutto, mentre i grassi sono meno dell’1% e il colesterolo è del tutto assente.

Le calorie della pitaya

Veniamo ora alle calorie della pitaya, che sono solamente 36 per 100 grammi di polpa. Ovviamente considerate che ogni frutto ha un peso variabile dai 150 ai 600 grammi, quindi a seconda della grandezza assumerete più o meno calorie, ma in generale possiamo considerare la pitaya un frutto decisamente light e adatto a qualsiasi dieta dimagrante.

I benefici della pitaya

Il frutto del drago ha innumerevoli proprietà benefiche per il nostro organismo. Contiene carboidrati specifici che migliorano la salute generale, vitamina C per le difese immunitarie, fosforo, potassio e vitamine del gruppo B, tutti composti fondamentali per rallentare l’invecchiamento e contrastare i radicali liberi. Ottimo da consumare in caso di diabete, ha dimostrato anche proprietà cicatrizzanti perché agisce direttamente sulle cellule della pelle; la pitaya contiene anche zuccheri, che aiutano a sostenere l’organismo in caso di periodi stressanti, e proteine per la salute dei muscoli. In più stimola la produzione di collagene, un alleato contro l’invecchiamento della pelle, e contiene phytoalbumine, una sostanza che permette al fegato di liberarsi dei metalli pesanti e di depurarsi.

Proprietà antiossidanti

La presenza di alti livelli di vitamina C e di altre sostanze antiossidanti, ha effetti positivi sulla salute e consente di rafforzare il sistema immunitario contrastando efficacemente l’attività dei radicai liberi. La pitaya dunque ha proprietà antiage e, consumata regolarmente, può rappresentare un valido aiuto nella prevenzione di malattie degenerative come tumori e patologie cardiovascolari.

Proprietà per il sistema cardiovascolare

La pitaya è molto utile anche per mantenere in salute il cuore e l’apparato cardiocircolatorio. In particolare, sono i flavonoidi in essa contenuti a svolgere un’azione protettiva e di prevenzione nei confronti di malattie cardiovascolari, prima tra tutte l’aterosclerosi ma anche ictus e infarti; esistono diversi studi che dimostrano una stretta correlazione tra una dieta ricca di flavonoidi e il ridotto rischio di sviluppo di malattie del sistema cardiovascolare.

Proprietà per il sistema immunitario

I benefici che la pitaya apporta al sistema immunitario sono legati prevalentemente all’alto contenuto di vitamine, in particolare della vitamina C: questa va a supportare il sistema immunitario e stimola l’azione dei globuli bianchi in risposta a virus, infezioni batteriche e varie tipologie di malattie influenzali. Sempre la vitamina C è in grado inoltre di stimolare la produzione di collagene, una sostanza che contrasta l’invecchiamento della pelle.

Proprietà depurative

La pitaya può definirsi un frutto depurativo da diversi punti di vista. Innanzitutto contiene una sostanza, il phytoalbumine, che permette al fegato di liberarsi dei metalli pesanti aiutandolo a disintossicarsi. Inoltre, la presenza di livelli elevati di vitamina C ha effetti positivi sulla pelle in quanto la protegge dall’invecchiamento e contrasta la ritenzione idrica favorendo l’eliminazione dei liquidi e delle tossine in eccesso. Infine, il contenuto di fibre e la presenza dei numerosi semini commestibili rendono la pitaya un frutto utile per combattere la stitichezza cronica e il gonfiore in quanto aiuta la regolare motilità intestinale.

Proprietà cicatrizzanti

Alcuni studi recenti condotti sulle foglie, sulla buccia, sulla polpa e sui fiori della pitaya, hanno evidenziano che questo frutto avrebbe importanti proprietà cicatrizzanti: questa pianta, grazie alla sua capacità di agire sulle cellule della pelle e di stimolarne la rigenerazione, sarebbe in grado di accelerare il processo di cicatrizzazione. Non a caso, nei luoghi di cui è originaria, sono in molti a utilizzare la pitaya come rimedio contro l’acne: basta applicare la polpa sul viso per 15 minuti ogni giorno per vedere un miglioramento della pelle.

Proprietà contro il diabete e l’artrite

Infine, pare che la pitaya abbia proprietà antinfiammatorie molto potenti: questo la rende un valido alleato nella lotta contro i disturbi causati dall’artrite, una patologia causata appunto dall’infiammazione delle articolazioni. Infine, alcuni studi degli ultimi anni hanno dimostrato che questo frutto sarebbe in grado di abbassare e tenere sotto controllo i livelli dello zucchero nel sangue, con beneficio per tutti i soggetti affetti da diabete di tipo 2.

Come si mangia

La pitaya viene solitamente consumata fresca, al naturale, ma nulla vieta di utilizzarla anche per ricette dolci e cocktail. La pelle è molto facile da eliminare e il frutto è privo di spine; una volta sbucciata, potete tagliare la polpa a fettine oppure, se è particolarmente morbida, anche estrarla con un cucchiaino. Molti amano condire la pitaya con qualche goccia limone e poco zucchero, in modo da esaltarne il sapore delicato, ma è buonissima anche al naturale. Potete anche utilizzarla per arricchire una macedonia, un sorbetto oppure un gelato, e nei paesi di origine si trova anche essiccata come salutare snack.

In America Latina è molto diffuso un cocktail, conosciuto come Aqua de Pitaya, che si ottiene semplicemente mescolando la polpa della pitaya in un bicchiere con limone e zucchero; il segreto è mescolare velocemente e il risultato è una bevanda dolce e rinfrescante, con pochissime calorie! La polpa inoltre può essere cotta in padella e poi servita semplicemente come contorno a secondi piatti.

Controindicazioni

Nessun rischio o controindicazione viene associato al consumo di pitaya, che potete quindi mangiare tranquillamente e nella quantità desiderata; ci sono addirittura studi che dimostrano che anche le donne in gravidanza possono mangiarla senza correre nessun pericolo. Ovviamente va fatta eccezione per tutti i casi di allergie o problemi di intolleranze a livello personale, casi in cui il consumo di pitaya potrebbe avere qualche effetto collaterale spiacevole. Infine, niente paura se le vostre feci e urine dovessero assumere un colore rossastro dopo che avete mangiato questo frutto: è del tutto normale e si tratta di un effetto che scompare spontaneamente in pochi giorni.