Piastrine basse: sintomi, cause e rimedi

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Sintomi

Possiamo distinguere diverse forme di piastrinopenia in base al numero delle unità coinvolte. Si parla di una forma lieve del disturbo, se il numero di piastrine per milionesimo di litro è compreso tra 100.000 e 150.000. La piastrinopenia è media con un numero di piastrine compreso tra 50.000 e 100.000. Il disturbo si presenta, invece, in modo grave, se la quantità di piastrine è compresa tra 10.000 e 50.000. Se la malattia si presenta in maniera lieve o media, può anche non avere sintomi specifici.
Le manifestazioni sintomatologiche, quando ci sono, comprendono diversi elementi. La cute può essere disseminata da chiazze color vermiglio. Ci può essere la presenza di ematomi e possono sorgere delle emorragie localizzate in differenti parti del corpo, come, per esempio, le gengive, l’apparato urinario e quello gastroenterico. Può sorgere un versamento ematico anche nelle articolazioni.
La diagnosi delle piastrine basse si fa attraverso una comune analisi del sangue, che prevede la messa a punto di un esame emocromocitometrico: si tratta di una conta delle cellule ematiche e quindi anche delle piastrine. A volte ci si accorge di soffrire di piastrine basse casualmente, sottoponendosi alle analisi del sangue per altri motivi.
La diagnosi si basa anche sulla considerazione di eventuali sintomi, che possono variare a seconda della causa che sta alla base della malattia. Ad esempio, la presenza di febbre può indicare un’infezione o l’aumento delle dimensioni della milza può mettere in risalto una piastrinopenia causata dalla splenomegalia.
A volte, per un’analisi corretta della condizione, bisogna ricorrere a degli altri esami, come i test ematici completi, ed in particolare all’emocromo, che possa essere basato sulla conta di leucociti, eritrociti, piastrine, sulla determinazione del volume dei globuli rossi, sul contenuto medio di emoglobina. A volte occorre eseguire una biopsia del midollo osseo. In questi casi si preleva, attraverso un processo di aspirazione, un campione di midollo. Una parte del materiale prelevato viene esaminata al microscopio, per verificare lo stato delle cellule. L’altra parte del campione può essere utilizzata per esami colturali e per altri test. Per una diagnosi più precisa può essere utile anche un’ecografia della milza.