Pfizer: partita sperimentazione terza dose vaccino Covid e pneumococco insieme

La casa farmaceutica studierà su 600 volontari over 65 gli effetti di un eventuale doppia somministrazione

vaccino covid
Foto Unsplash | Mat Napo

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Sono 600 i volontari over 65 sui quali Pfizer inizierà la sperimentazione di un doppio vaccino in occasione del terza dose di quello per il Covid, infatti, verrà somministrato contemporaneamente anche il Prevnar-20, anti-pneumococco. Se la risposta di questo esperimento dovesse essere positiva e la procedura essere approvata, la popolazione mondiale potrebbe ricevere un’ulteriore protezione: lo ha annunciato l’amministratore delegato e presidente di Pfizer Albert Bourla.

I 600 volontari, che hanno ricevuto la seconda dose da almeno 6 mesi, saranno monitorati da qui ai prossimi sei mesi e verranno tenute sotto controllo le risposte immunitarie scatenate da ciascun vaccino ed eventuali effetti collaterali. Il campione sarà suddiviso in tre gruppi: uno riceverà il mix dei due vaccini, ovvero quello anti-pneumococco coniugato 20-valente (20vPnC) più la terza dose anti-Covid, uno quello anti-pneumococco e il placebo, e il terzo placebo più terzo booster anti-Covid. 

Lo pneumococco o streptococcus pneumoniae è un batterio responsabile di infezioni più o meno gravi nei bambini sotto l’anno di età e nelle persone over 65, per questo è stato selezionato un campione di quest’età. Di questo batterio ne esistono 90 varianti ed è silente nelle vie respiratorie finché non si scatena la reazione. Si trasmette da una persona all’altra in maniera molto semplice, ovvero tramite le goccioline di saliva, gli starnuti, ecc. Usciremo dalla pandemia tutti molto più attenti e consapevoli di come sia necessario proteggersi e igienizzarsi per la nostra salute, ma la protezione ulteriore del vaccino potrebbe ridurre drasticamente le possibilità di contagio, non limitando la libertà delle persone. 

Pfizer sta lavorando per garantire una protezione vaccinale dal Covid il più estesa possibile: il 28 maggio l’Ema darà o meno l’ok al vaccino destinato ai adolescenti tra i 12 e i 15 anni (per ora il vaccino ti fa solo dai 16 anni in su): se dovesse venire approvato non solo si garantirebbe un importante e contenimento della pandemia, ma così si consentirebbe un ritorno a scuola per moltissimi studenti in sicurezza. Nella seconda metà dell’anno, la casa farmaceutica vorrebbe poi rendere disponibile quello per i bambini tra i 6 mesi e i 12 anni.