Problemi d’olfatto dopo i 50 anni? Aumenta il rischio di morte

Un nuovo studio è giunto ad una curiosa associazione: chi, dopo i 50 anni, soffre di una riduzione dell'olfatto è più a rischio di morire precocemente.

Donna anziana che annusa una pianta
Foto Freepik | drobotdean

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Mai come negli ultimi anni abbiamo prestato attenzione all’olfatto, un senso solitamente piuttosto sottovalutato. Il Covid, infatti, ha tra le sue conseguenze proprio una parziale (e temporanea) perdita dell’odorato, assieme a quella del gusto. Tuttavia, se iniziamo a non sentire più bene gli odori, potremmo doverci preoccupare di ben altro che non il Coronavirus. Un nuovo studio ha infatti scoperto che le persone di oltre 50 anni che hanno problemi con l’olfatto presentano un più alto rischio di morire precocemente.

Olfatto, chi lo perde rischia di morire prima

Essendo l’uomo evolutivamente più concentrato su vista e udito, ha spesso sottovalutato il senso dell’olfatto. Ma secondo alcuni ricercatori questo potrebbe essere una spia del nostro stato di salute.  Uno studio condotto dall’Università di Chicago, pubblicato su Plos One, ha infatti evidenziato che una disfunzione olfattiva in età avanzata potrebbe addirittura predire il nostro rischio di morire nel giro di pochi anni.

Solitamente, nel valutare il rischio di mortalità si tengono in considerazione malattie e declino psico-fisico. Ma anche una riduzione dell’olfatto può essere un importante segnale. Gli scienziati hanno coinvolto oltre 3mila persone di età compresa tra i 57 e gli 85 anni. Nella prima fase della ricerca, hanno sottoposto i partecipanti ad alcuni test olfattivi, chiedendo loro di individuare particolari odori (quelli di menta piperita, pesce, arancia, rosa e cuoio). In questo modo, hanno riscontrato quanti di essi avessero una ridotta (iposmia) o assente (anosmia) capacità olfattiva.

Nella seconda fase, a 5 anni di distanza, gli esperti hanno eseguito un follow up su tutti i partecipanti. Le persone con problemi lievi d’olfatto avevano un rischio di morte più elevato rispetto agli individui normosmici (ovvero con odorato normale). Chi soffriva di anosmia, la mortalità era più alta addirittura di quattro volte. Non è ancora chiaro quale sia il meccanismo secondo cui problemi d’olfatto siano legati ad un aumento del rischio di morte. Tuttavia ci sono alcune ipotesi.

È possibile che la salute del nervo olfattivo sia un indicatore della salute generale dell’organismo, e più in particolare sia un campanello d’allarme che segnala una più lenta rigenerazione cellulare. Ma è anche possibile che la perdita dell’olfatto sia il primo disturbo ad insorgere a causa dell’esposizione ambientale a sostanze inquinanti – le quali poi raggiungerebbero il cervello e danneggerebbero il resto del corpo.