Pensare (tanto) anche se non si vuole: cosa sono i pensieri intrusivi e come combatterli

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Pensare ossessivamete a un problema non fa bene alla salute (tantasalute.it)

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Pensare non è un male, ma può diventare deleterio se la testa finisce sempre su una situazione o una persona. Il rischio ossessione è dietro l’angolo e può portare anche a problemi di salute da non sottovalutare.

Le persone solitamente si suddividono in due categorie, i razionali e gli impulsivi. I primi tendono sempre a pensare più e più volte prima di fare un’azione. I secondi, invece, non hanno timore di azzardare e amano il rischio, al punto tale da capire solo successivamente se la decisione presa sia quella corretta.

Non si deve comunque ritenere che una situazione sia migliore dell’altra a priori. L’ideale sarebbe infatti cercare di fare un giusto mix tra le situazioni e valutare se sia meglio far propendere una o l’altra a seconda dei casi. È importante però cercare di riflettere prima che questo possa essere deleterio per la salute.

Pensare fa bene ma…

Si sottolinea spesso come pensare prima di agire o quando si deve risolvere un problema sia un bene, ma non sempre è così. O meglio, guardare i pro e i contro di una situazione è certamente corretto perché riduce la possibilità di fare passi falsi, ma può essere deleterio per la salute di una persona avere un pensiero fisso, che si fatica ad allontanare, al punto tale da trasformarlo quasi in un’ossessione.

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Non sottovalutare mai ansia e depressione quando diventano croniche – (Tantasalute.it)

Un modo di agire simile può avere effetti tutt’altro che positivi anche sul fisico, del tutto identici a quelli che si riscontrano nei casi di ansia e depressione. Nella maggior parte dei casi si può così andare incontro a mal di testa continuo, difficoltà a prendere sonno, stanchezza cronica, scarso appetito o fame impulsiva e assenza di stimoli a livello sessuale.

Sottovalutare questo fenomeno, che prende il nome di “pensiero intrusivo ossessivo” può essere un errore perché a lungo andare può essere difficile uscirne e riuscire a risollevarsi. Chi tende a pensare costantemente, deve imparare a riconoscere la situazione per poter risolvere prima che lo stato di tristezza e depressione diventi cronico.

Il primo passo da compiere deve essere quello di accettare la situazione così da imparare a gestire gli stati d’animo negativi. Negarli può rendere più difficile accantonare il problema. Continuare a rimuginare su quello che si vive fa però male non solo al fisico (molti somatizzano i pensieri), ma anche alla mente.

Essere passivi nei confronti di se stessi non è però la soluzione ideale, così sarà il problema a governare le azioni della persona e non il contrario. Stare fermi e inermi è un errore: fare esercizio fisico (basta una passeggiata), preferibilmente all’aria aperta e accogliere in modo positivo quello che c’è fuori. Nei casi più gravi si può inoltre ricorrere all’aiuto di un terapeuta, che permetterà di individuare la causa e di guarire diventando più forti.