Pane e pizza al carbone vegetale: fanno bene o fanno male?

Si dice che il carbone attivo vegetale abbia innumerevoli proprietà benefiche e che, dunque, anche mangiare pizza e pane con carbone vegetale, faccia bene alla salute. Ma è davvero così? Ci sono dubbi in merito? Qual è la verità? Scopriamolo nell'approfondimento. 

Foto di pizza nera al carbone vegetale
Foto Shutterstock | galsand

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Ultimamente vanno molto di moda i cibi al carbone attivo vegetale, per intenderci quelli neri, non perché bruciati, ma perché preparati con il carbone vegetale che è nero di suo.

Quello che si dice è che questa sostanza abbiamo innumerevoli proprietà benefiche e che, dunque, anche mangiare pizza e pane con carbone vegetale, faccia bene. Ma è davvero così? Ci sono dubbi in merito? Qual è la verità? Scopriamolo nell’approfondimento.

Gli alimenti al carbone vegetale fanno davvero bene?

Pagnotte nere al carbone vegetale
Foto Shutterstock | alexzrv

Vi sarà certamente capitato di notare, presso supermercati e panifici, dei prodotti da forno molto scuri, spesso neri. Si tratta di cibi a base di carbone attivo vegetale, che viene aggiunto alla farina e al lievito, per rendere l’alimento più digeribile, per facilitare la digestione e sgonfiare l’addome.

Ma qual è la verità? I famosi cibi neri al carbone vegetale fanno davvero bene alla salute o no?

Il carbone vegetale aiuta effettivamente a sgonfiare la pancia dai gas, perché favorisce la digestione. Questa sostanza limita l’aerofagia e il meteorismo trattenendo al suo interno i gas. Per questo motivo è tra i rimedi più efficaci contro il gonfiore addominale, la tensione e il dolore che si prova.

Il carbone vegetale (assunto di solito sotto forma di integratori) inoltre, contrasta alitosi, reflusso gastroesofageo e acidità di stomaco. Ma ha senso aggiungere questa sostanza all’impasto di pane e pizza? Davvero in questo modo combatte il gonfiore addominale?

Controindicazioni del carbone vegetale nell’impasto di pane e pizza

Innanzitutto il carbone vegetale, per quanto innocuo e benefico, potrebbe creare delle interazioni con alcuni farmaci che stiamo prendendo.

Per esempio se assumiamo farmaci contro il diabete o a favore della tiroide, il carbone potrebbe far verificare delle carenze di vitamine e sali minerali, in quanto esso ne ridurrebbe l’assorbimento.

Il carbone vegetale ha, per l’appunto, una capacità di assorbimento elevata e – oltre a gas, batteri, virus e quant’altro – potrebbe assorbire anche principi attivi di farmaci e sostanza nutrienti, e questo potrebbe essere pericoloso.

Il consumo di carbone vegetale andrebbe evitato in presenza di patologie occlusive riguardanti stomaco e intestio, in gravidanza o sotto i 12 anni di età.

Sebbene sia un prodotto naturale perlopiù innocuo, dunque, non bisognerebbe sottovalutare i rischi della sua assunzione quotidiana e del consumo di cibi preparati con esso.

Se vuoi iniziare ad usarlo, non dimenticare di chiedere consiglio al tuo medico di famiglia, che ti conosce bene e conosce la tua storia clinica e le tue eventuali patologie.

Nel momento in cui hai l’ok da parte del tuo dottore, potrai consumare il carbone vegetale sotto forma di integratori.

Negli impasti e nei cibi, invece, le quantità di carbone vegetale presenti sono troppo poche per beneficiarne da un punto di vista salutare, ma sono comunque rischiose nel caso si assumano i farmaci indicati sopra.

È consigliabile sempre chiedere al proprio medico.

Infine c’è da specificare che il carbone vegetale contiene idrocarburi policiclici e una sostanza cancerogena chiamata “benzopirene”: negli USA, ad esempio, l’uso del carbone vegetale nel pane è vietato proprio perché contiene tale sostanza.

Ma in Europa? Qui, il suo impiego come additivo e colorante in diversi alimenti – dietro la sigla E153 – è autorizzato dal Regolamento CE n. 1333/2008, reg. UE n. 1129/2011, in quanto non sarebbe pericoloso assumerlo in minime dosi: circa 1,0 μg/kg.