Cos’è l’osteopatia? Origini e Principi

Osteopata che tratta la schiena di un paziente
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L’osteopatia è una disciplina nata durante la seconda metà dell’Ottocento che si basa sulla ricerca dell’equilibrio anatomico dal punto di vista muscolo-scheletrico.

Arrivata in Italia solamente a partire dalla fine degli anni ‘70, i suoi benefici non hanno tardato ad essere riconosciuti dalla comunità internazionale. L’osteopatia oggi è ampiamente abbracciata per i suoi benefici, in quanto tramite la manipolazione serve a contrastare diversi tipi di malessere psicofisico.

Le origini dell’osteopatia

Il termine “osteopatia” nasce nel 1889, quando fu coniato dall’inventore stesso della disciplina, Andrew Taylor Still, fondatore anche della prima scuola dedicata alla materia nel Missouri nel 1892.

L’American School of Osteopathy (ASO), oggi AT Still University (ATSU), accrebbe l’interesse nella disciplina, tanto da coinvolgere entro la fine degli anni ‘90 più di 700 studenti.

L’intuizione di Still trova le sue origini in un momento tragico della vita del dottore che, in seguito alla perdita dei suoi cari per malattia e all’esperienza cruda da medico di campo durante i conflitti della guerra civile, perse fiducia nell’approccio medico del tempo.

I tre principi cardine dell’osteopatia

I principi dell’osteopatia si dividono in 3 principali concetti, gli stessi elaborati da Still nel 1874

1.  Il Corpo è come un’unità

Secondo questo principio, uno stato di malessere è dato da un’interruzione della condizione di equilibrio per la quale ogni parte del corpo espleta le sue funzioni. L’osteopatia quindi non si concentrerà sulla fonte precisa dell’indisposizione, bensì mirerà a ripristinare la comunicazione tra muscoli, ossa e organi interni, strettamente collegati attraverso i centri nervosi della colonna vertebrale.

2.  Relazione tra struttura e funzione

Il malessere dell’individuo deriva da un’interruzione delle funzioni dell’organismo.

Definisce “disfunzione somatica” la condizione per la quale, causa la perdita di un assetto del sistema muscolo-scheletrico, il fisico si adatta per compensare la mancanza, generando lo stato di malessere.

3.  Autoregolazione e Autoguarigione

Per dare un significato a questi due termini è sufficiente rifarsi ad una affermazione del dottor Still, nella quale fornisce una sua idea di cosa è l’osteopatia: “Quando tutte le parti del corpo umano sono in ordine stiamo bene. Quando non lo sono la conseguenza è la malattia. Il lavoro dell’osteopata consiste nell’aggiustare il corpo, portandolo dalla anormalità alla normalità; dopodiché la condizione anomala cede il posto alla condizione normale e la salute ne è il risultato.”

Seguendo questa concezione, l’osteopatia moderna è impiegata nel trattamento di diversi disturbi psicofisici, raggruppabili in 4 gruppi:

  • disfunzioni del sistema muscolo-scheletrico, ad esempio lombalgia, cervicalgia, tendinite, problemi al coccige e all’anca;
  • disfunzioni del sistema neurologico, ad esempio emicrania, cefalee, nevralgie facciali e cervico-brachiali;
  • disfunzioni del sistema neurovegetativo come la fatica cronica, il senso di oppressione, disturbi del sonno, stati depressivi e ansiosi;
  • disfunzioni del sistema stomatognatico; come disturbi temporomandibolari e malocclusioni.

Al giorno d’oggi in tantissimi intraprendono questo percorso, frequentando percorsi di studio come l’Accademia di Osteopatia ASOMI. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’istituto per prenotare un colloquio con un Responsabile Didattico. Le iscrizioni ai corsi Full Time e Part Time sono aperte.