Omeopatia in gravidanza: i rimedi utili e quelli da evitare

E' possibile utilizzare i medicinali omeopatici durante la gravidanza? I farmaci omeopatici possono essere assunti senza problemi perchè non possono creare problemi nè alla mamma e neanche al nascituro. Ecco quali assumere per contrastare i malanni che possono manifestarsi durante i 9 mesi di gestazione.

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    Omeopatia in gravidanza: i rimedi utili e quelli da evitare

    Oggi vi parliamo di omeopatia in gravidanza: un “connubio” possibile? Lo chiediamo alla dr.ssa Elisabetta Ciccolella,, specialista in nutrizione, che ci consiglierà cosa è bene assumere e cosa evitare, considerando questa condizione straordinaria.

    Omeopatia in gravidanza: quando è consigliata?

    È possibile affermare che il ricorso all’omeopatia sia sempre consigliabile nel corso della gestazione: l’omeopatia può fornire la possibilità di trattare e migliorare disturbi, talvolta “sopportati” dalle future mamme, poiché l’utilizzo dei corrispondenti farmaci allopatici risulta in molti casi controindicato durante la gravidanza.

    Le cure omeopatiche possono essere seguite come tali o in contemporanea a trattamenti farmacologici allopatici o convenzionali.

    Gli attivi contenuti nei farmaci omeopatici sono diluiti in modo da assicurare la totale assenza di rischio di effetti tossici a livello del feto e, più in generale, di effetti collaterali: per questo, l’omeopatia può essere considerata un metodo terapeutico da prediligere nel corso della gravidanza.

    Ad esempio, nel corso della gravidanza, si può ricorrere all’omeopatia per trattare con successo i sintomi di patologie stagionali, quali raffreddore, influenza e allergie.

    Laddove la scelta del rimedio omeopatico da utilizzare per trattare una data patologia sia corretta, l’organismo mette in atto una risposta rapida e, per questo, è consigliabile rivolgersi a un omeopata che potrà analizzare correttamente la sintomatologia e le modalità con le cui il disturbo si presenta.

    In linea generale, i rimedi omeopatici si assumono fino alla totale scomparsa dei sintomi da trattare in base alla posologia indicata; durante le fasi acute, si consigliano somministrazioni frequenti e regolari che divengono meno frequenti col trascorrere del tempo e col miglioramento progressivo della sintomatologia.

    Si consiglia di assumere i rimedi omeopatici lontano dai pasti e, anche, dall’assunzione di caffè e menta, sostanze che possono alterare il pH orale, modificando l’assorbimento sublinguale delle formulazioni farmaceutiche omeopatiche.

    Quali sono i rimedi utili?

    Sono svariati i rimedi omeopatici che possono risultare utili per combattere i tipici disturbi fisici e psicologici della gravidanza: si tratta di rimedi non invasivi e innocui per la gestante e il feto.

    Tra gli altri, nel primo trimestre di gestazione, l’assunzione di due rimedi omeopatici può risultare particolarmente utile nel contrastare i sintomi che spesso caratterizzano questo periodo: in primis, Ipeca, il cui utilizzo è indicato in caso di nausea incessante con vomito associata ad ipersalivazione, e Sepia, utile per trattare le nausee mattutine e causate dall’odore degli alimenti.

    Sepia è un rimedio omeopatico il cui utilizzo è indicato anche in caso d’insorgenza dei segni di depressione post-partum, quali stanchezza, senso di vuoto, irritabilità e tristezza.

    Inoltre, l’omeopatia può rappresentare un valido aiuto anche nel corso del parto, poiché alcuni farmaci omeopatici regolano ed equilibrano le contrazioni della muscolatura liscia uterina e l’eventuale ansia che spesso le accompagna.

    In particolare, Caulophyllum è un rimedio omeopatico detto “da sala da parto” poiché spesso viene somministrato nell’ultimo mese di gravidanza se si assiste a “false contrazioni”, inefficaci e irregolari ed è inoltre utile nell’ammorbidire la cervice uterine favorendo il parto fisiologico.

    In linea generale, le diluizioni dei rimedi omeopatici da usare in gravidanza possono cambiare in funzione della prescrizione del medico omeopata; tuttavia, in caso di “automedicazione”, si consiglia di optare in ogni eventualità per la diluizione più bassa di un dato rimedio, (5 CH), che è opportuno assumere più volte al giorno sciogliendo tre granuli a livello sublinguale.

    Quali quelli da evitare?

    Non esistono farmaci omeopatici che devono essere evitati in gravidanza poiché l’omeopatia, per definizione, non può determinare la comparsa di effetti secondari o dannosi su gestante o feto.

    Al contrario, l’omeopatia costituisce un importante sostegno in molti disturbi che possono colpire ogni donna in stato interessante, evitando il ricorso ai farmaci allopatici.

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