Nuovo farmaco contro il Covid in Israele: i primi risultati sono promettenti

Un nuovo farmaco sperimentale contro il Covid si è rivelato efficace in quasi la totalità dei casi: lo afferma uno studio israeliano

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Foto Pexels | Martin Lopez

Un team israeliano di studiosi ha sviluppato un nuovo farmaco sperimentale per trattare con successo i pazienti Covid. I primi risultati sono promettenti e la terapia si è rivelata efficace in quasi la totalità dei casi. Il trial clinico è attualmente in fase II ed è stato condotto in diversi ospedali in Grecia, dove circa il 93% dei 90 pazienti con Covid grave è stato dimesso in cinque giorni o meno, grazie al nuovo farmaco.

L’obiettivo principale di questo studio era verificare che il farmaco fosse sicuro“, ha spiegato Nadir Arber, responsabile della ricerca. “Fino ad oggi non abbiamo registrato alcun effetto collaterale significativo in nessun paziente di entrambi gli studi“, prosegue Arber.

Il farmaco sperimentale è in fase due

I risultati confermano dunque le osservazioni della prima fase di test che è stata eseguita in Israele lo scorso inverno. La seconda fase di sperimentazione si è svolta in Grecia, dal momento che in Israele non c’erano abbastanza pazienti in gravi condizioni. A verificare la sicurezza del farmaco è stato il commissario greco per l’emergenza coronavirus, il professor Sotiris Tsiodras.

Come si chiama e di cosa si tratta

Il farmaco si chiama EXO-CD4 e si basa su una molecola chiamata CD4 che il team di studiosi guidato dal professor Arber studia da circa 25 anni. Si tratta di una piccola proteina, presente nel nostro organismo e ancorata alla membrana cellulare, che svolge diverse funzioni, tra cui la regolazione del meccanismo responsabile della cosiddetta “tempesta di citochine”, che si registra nelle forme gravi di Covid.

Come agisce il nuovo farmaco contro il Covid

Come agisce dunque il farmaco? Esso non interviene bloccando il sistema immunitario, ma mira ad agire su questo meccanismo specifico, favorendo il ripristino del giusto equilibrio. “Questa è una medicina di precisione e siamo molto felici di aver trovato uno strumento per affrontare la fisiologia della malattia“, ha sottolineato il responsabile dello studio. In questo modo, il trattamento bilancia “la parte responsabile della tempesta di citochine, utilizzando il meccanismo endogeno dell’organismo, ovvero gli strumenti forniti dall’organismo stesso“.

Le modalità di assunzione

Un altro elemento importante del farmaco è la sua assunzione. “Utilizziamo gli esosomi, vescicole molto piccole derivate dalla membrana cellulare, che sono responsabili dello scambio di informazioni tra le cellule“, ha spiegato l’esperto. E ha specificato: “Potendo consegnarli direttamente dove sono necessari, evitiamo molti effetti collaterali“.

Al via la terza fase in Israele

I risultati dello studio di fase II aprono la strada all’ultima fase di sperimentazione, a cui prenderanno parte circa 155 pazienti Covid, di cui i due terzi riceveranno il farmaco e un terzo un placebo. La sperimentazione sarà eseguita in Israele e potrebbe coinvolgere altri Paesi qualora il numero di pazienti non fosse sufficiente.