Una molecola somministrata attraverso il naso per fermare l’Alzheimer

Secondo una nuova ricerca di un team di scienziati italiani, una determinata molecola somministrata per via nasale è risultata inibitoria nei confronti dell'Alzheimer. Scopriamo i dettagli nell'articolo.

Uomo anziano con Alzheimer
Foto Unsplash | Tim Doerfler

I ricercatori della Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta, in collaborazione con i colleghi dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha pubblicato un nuovo e interessante studio sulla rivista scientifica Nature Molecular Psychiatry.

Secondo questa nuova ricerca una determinata molecola somministrata per via nasale è risultata inibitoria nei confronti dell’Alzheimer nei topi. Scopriamo i dettagli.

Uno studio innovativo che dà una nuova speranza ai malati di Alzheimer

Purtroppo sinora non esistono cure che riescono a combattere questa malattia degenerativa e nemmeno a prevenirla. Quindi questo studio, se risultasse efficace sugli uomini, sarebbe un enorme passo avanti per la comunità scientifica.

Evitare che due proteine specifiche si aggreghino (la proteina beta-amiloide e la proteina tau), non è stato sufficiente a sconfiggere la malattia, perché bisognerebbe nel contempo inibirne gli effetti neurotossici.

Ed è qui che entra in gioco la nuova ricerca tutta italiana. Gli scienziati sono riusciti a creare una variante naturale della proteina beta amiloide, in grado di proteggere in grado di intervenire nella fase precoce della malattia.

Come funziona questa molecola intranasale?

La somministrazione della molecola per via nasale nella fase iniziale della malattia, protegge dagli effetti neurotossici della beta-amiloide e inibisce la formazione delle placche, responsabili dei danni provocati dall’Alzheimer.

Inoltre questo trattamento sembrerebbe non avere gli stessi effetti avversi che invece hanno le attuali cure contro l’Alzheimer.

Mario Salmona, biochimico dell’istituto Mario Negri, sottolinea un ulteriore vantaggio di questa scoperta, ovvero i bassi costi, soprattutto in confronto a cure costosissime come quelle con gli anticorpi monoclonali.

Inoltre questo nuovo trattamento è anche poco invasivo, essendo somministrato per via nasale.